Il lettore che cercasse sicurezza ed empatia resterebbe disorientato leggendo Città perfetta di Guglielmo Pispisa: i suoi antieroi della Simpliciter sembrano i personaggi di un videogioco che, dalla virtualità rassicurante in cui si muovono, vengono pagina dopo pagina inghiottiti lentamente (e masticati)da una realtà spietata, cinica e bara. Romanzo di formazione sui generis di cui parleremo con l’autore.
Ascolta l’intervista a Guglielmo Pispisa
a cura di Giulia Gadaleta

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