FAQ
Domande e Risposte Frequenti
D – Quale fatto storico viene ricordato con il nome di Carica dei 600 ?
R- La Carica dei 600 fu la carica “suicida” portata da una brigata di lancieri inglesi (600 uomini appunto) contro un reparto di artiglieria russa a Balaklava durante una delle più sanguinose battaglie della Guerra di Crimea. Quella mattina del 25 Ottobre 1854 una serie di incomprensioni più o meno volute fra i comandanti inglesi ( non correva infatti buon sangue fra Lord Raglan, capo delle forze alleate in campo, e i suoi subalterni Lucan e Lord Cardigan) portò un’intera brigata di cavalleria leggera britannica a scontrarsi con alcune fortificazioni di artiglieria russa poste in fondo ad una valle. L’attacco fu comandato personalmente da Lord Cardigan che aveva ricevuto l’ordine di caricare un reparto di artiglieria dello Zar che si stava schierando sul lato di una conca e che risultava quindi vulnerabile al nemico. Dalla sua postazione però, il comandante vedeva soltanto il reparto di artiglieria russa schierato in fondo alla valle. Anziché chiedere spiegazioni al suo superiore Lucan, visti i cattivi rapporti che correvano fra i due, come già detto, preferì guidare i cavalleggeri di Sua Maestà incontro alle bocche di fuoco russe pronte ad attenderli in fondo alla vallata. Furono decimati nel giro di venti minuti. Nello scontro perirono o furono feriti 360 inglesi. L’episodio venne immortalato in un famoso dipinto di Lady Butler.
D – Quali altre battaglie importanti si sono svolte durante la Guerra di Crimea?
R – Oltre alla già citata battaglia di Balaklava avvenuta nell’ottobre del 1854, ci fu la battaglia di Inkermann avvenuta il 4 novembre dello stesso anno dove gli anglo-francesi comandati da Lord Raglan respinsero i russi di Menzikoff. L’assedio di Sebastopoli durato quasi un anno (dal settembre 1854 allo stesso mese del 1855) resta senz’altro l’evento militare più importante al termine del quale la città cadde in mano degli inglesi e dei loro alleati e costrinse lo Zar Alessandro II (appena salito al trono dopo la morte di Nicola I) a firmare la resa (Trattato di Parigi – 1856). Anche gli italiani ebbero il loro momento di gloria nella battaglia della Cernaia dove i nostri bersaglieri si distinsero per coraggio e iniziativa.
D – Che libri mi consigliereste per documentarmi sul periodo senza dovermi per forza annoiare con dizionari storici e atlanti?
R – Pur essendo una guerra relativamente breve (poco più di due anni in tutto), la Guerra di Crimea è stato un avvenimento storico che ha coinvolto le più grandi potenze europee e non presenti in quel periodo: Regno Unito, Francia, Regno di Sardegna, Impero Ottomano, Impero Russo e indirettamente anche l’Austria. Forse per questo motivo molti scrittori ne hanno parlato e narrato le gesta eroiche e meno eroiche dei suoi protagonisti. Su tutti segnaliamo I Racconti di Sebastopoli di Tolstoj, diretta e cruda denuncia dell’autore sull’assurdità della guerra, poi c’è La Carica dei 600 di Cecil Woodham Smith che in effetti è un saggio militare sulla battaglia di Balaklava, ma è, a nostro avviso, talmente intrigante da meritare di essere menzionato. In ultimo, ma non per importanza, ci teniamo a segnalare il libro di Terry Brighton, Balaklava, che analizza il fatto d’arme riportando le testimonianze dei superstiti e smonta addirittura la tesi secondo cui la carica della cavalleria leggera inglese fu un inutile attacco suicida. Anzi, l’autore sostiene che la carica dei 664 uomini a cavallo portò si alla loro decimazione ma anche alla conquista dei cannoni russi che alla fine volsero in fuga.
D – Che armi usavano i soldati durante la Guerra di Crimea?
R – Purtroppo o per fortuna, per chi ha combattuto quella guerra, alcune fra le più importanti invenzioni in campo militare sarebbero arrivate solo qualche anno dopo la fine delle ostilità in Crimea. Anche se è vero che dopo il 1850 non verranno più usati fucili ad anima liscia, imprecisi e a corto raggio di tiro, ma solo carabine ad anima rigata più precise e affidabili, è altresì vero che bisogna aspettare il 1866 per vedere i primi fucili a retrocarica e a percussione con cartuccia a innesco automatico, più rapidi nel tiro e nella ricarica del proietto. Anche per quel che riguarda l’artiglieria vale più o meno lo stesso discorso: risale al 1864 l’invenzione dei prussiani del cannone rigato a retrocarica di acciaio fuso che possiede una gittata superiore e più precisa rispetto ai precedenti pezzi. Insomma, durante la guerra di Crimea sia i fucili, sia i cannoni sono ancora alquanto primitivi e imprecisi; se pensiamo poi che alcuni reparti di cavalleria usavano ancora le lance come arma d’offesa (i cavalleggeri di Balaklava per esempio) e che quasi tutti gli ufficiali in servizio avevano in dotazione una sciabola e un pugnale, capiamo bene quanto fosse ancora approssimativa e scarsa la capacità offensiva dei reparti in battaglia, tutta racchiusa nel coraggio e nell’incoscienza dei singoli. Questa limitata capacità era sufficiente, comunque, a causare enormi perdite di vite umane fra entrambi gli schieramenti in guerra.
D – Cosa diavolo è il biritch?
R – Un gioco di carte antesignano del bridge conosciuto anche come whist russo che si gioca a coppie contrapposte. Il valore delle carte, e il meccanismo di gioco sono gli stessi del whist.
Dopo aver mescolato e distribuito le carte, si inizia a licitare il contratto che si pensa di raggiungere ossia le prese che si pensano di poter fare, si può licitare un’atout (briscola), e quindi quando si giocherà si potrà utilizzare l’atout per fare la presa, ma solo se non si hanno carte del seme che si sta giocando. Si può anche giocare senza briscola, si può dire “passo” e in tal caso la parola passa al giocatore di sinistra. Dopo la dichiarazione del seme d’atout o di “senza atout”, gli avversari possono dire “contre”; in tal caso il valore delle prese raddoppia. A sua volta la coppia giocante può dire “sur contre”, in tal caso le prese si quadruplicano, e così via all’infinito.
La persona a sinistra del mazziere inizia il gioco. Dopo l’attacco il compagno del mazziere scopre le carte e si gioca col morto.
D – Ma La Marmora non divenne presidente del consiglio dei ministri del Regno d’Italia nel 1864? Come ha fatto se è morto di colera in Crimea nel 1855?
R – In realtà il La Marmora morto in Crimea il 7 Giugno 1855 di colera è Alessandro Ferrero La Marmora fondatore del corpo dei Bersaglieri, fratello del ben più famoso Alfonso Ferrero Marchese di La Marmora, primo ministro del Regno d’Italia dal 28 Settembre 1864 al 20 Giugno 1866. Anche Alfonso Ferrero prese parte alla spedizione in Crimea, distinguendosi nella battaglia della Cernaia, ma fu più fortunato del fratello Alessandro riuscendo a tornare in patria per proseguire una lunga e più o meno fortunata carriera militare e politica nel Regno fino al giorno della sua morte, avvenuta a Firenze nel 1878.
b @ giugno 19, 2008
