Metatesti
Questa pagina contiene i metatesti, le proposte narrative, i suggerimenti su trama, personaggi e ambientazione di chi abbia voglia di contribuire in questo modo al Romanzo Totale.
Metatesto di Geies
Possibile sviluppo trama romanzo rosa.
punti principali:
- definizione inclinazioni duchessa Seminova e sua relazione con Beria
- precisazione carattere Lord Cardigan
- introduzione personaggio Sebastiano Pantuffi
- indicazione della trama politica che potrebbe fungere da sfondo alla vicenda sentimentale
Bestiario
Duchessa Marina Seminova
Donna di grande classe e intelligenza, vedova del generale Seminov. Albina. Viaggiatrice e grande esperta nel gioco delle carte. È amica di tutti i più importanti ufficiali russi, ma anche buona conoscente di quelli britannici, che la frequentano nonostante la sua nazionalità.Durante un suo soggiorno in Turchia ha trovato in un povero villaggio la giovanissima Beria. Affascinante e dotata di una naturale grazia ed eleganza non poteva evitare di attrarre l’algida duchessa. Immancabilmente questa l’ha presa con sé. Ha provveduto ad educarla e coltivarla facendone la sua amante ed usandola e concedendola come oggetto del desiderio ai militari d’alto rango di entrambi gli schieramenti che lei assiduamente frequenta.
Beria
Bellissima giovane di origine turca, protetta della Duchessa Seminova. Ha un tratto ambiguo, le sue finalità non sono mai ben chiare. È preda delle proprie passioni o agisce per puro calcolo? Una spia, una donna innamorata? O entrambe le cose. (misteriosa, intima, crudeltà del personaggio).
Lord Cardigan
Ufficiale dell’esercito britannico e comandante della brigata leggera di stanza a Balaklava. Proviene da una famiglia aristocratica di solide tradizioni militari. Ma all’orgoglio derivato dall’educazione ai ferrei principi militari e al senso del dovere affianca una sensibilità decadente che lo spinge ad una considerazione sarcastica e freddamente umoristica dei fatti della vita.Questo atteggiamento gli consegna uno spleen molto in linea con la cultura letteraria del tempo ma poco con quella delle gerarchie militari. Da qui il suo aspro conflitto con i colleghi dello stato maggiore che lo porterà all’atto di inutile e splendido eroismo del celebre attacco suicida alle postazioni dei cannnoni russi. La sua idea romantica e vana dell’amore, inutile come ogni altra cosa della vita, lo getta fra le braccia della seduzione della fatale Beria di cui non manca di vedere la profonda cattiveria che, anzi, lo affascina e lo fa di più innamorare. (si può qui aggiungere un personaggio secondario di donna onesta e sinceramente innamorata di Cardigan che lui trova, in definitiva, sommamente noiosa: una cosa tipo Micaela nella Carmen).
Sebastiano Pantuffi
Uomo di fiducia di Cavour, come lui massone ed adepto di società segrete. Di estrazione popolare ma ben inserito negli oscuri corridoi del potere. Ha un passaporto diplomatico ed è spesso incaricato di operazioni di polizia segreta. Lo scopo del suo viaggio in Crimea è favorire l’intervento nel conflitto del Regno di Sardegna a fianco degli alleati. Allo stesso tempo tesse rapporti con i Russi e oscilla costantemente in un delicato doppio gioco. Riservato ma conosciuto dai colleghi come il “viscido Pantuffi”, è omosessuale con un’inclinazione particolare per gli adoloscenti. Nello svolgersi della trama stabilisce una scellerata alleanza con la bisessuale Beria.
Finalità geopolitiche
La grande passione distruttiva fra Lord Cardigan e Beria (ma forse va affiancata anche dalla passione più positiva, stile Delly, di una seconda coppia: questo per evitare una riconciliazione forzata fra il lord e l’avventuriera ed avere comunque un lieto fine necessario alla narrazione rosa) si sviluppa nello scenario dell’operazione segreta voluta da Cavour per mettere in condizione il Regno di Sardegna di avere una platea di alto livello per la rivendicazione contro l’impero austroungarico dell’unità e dell’indipendenza d’Italia. L’operazione fu un successo grazie agli intrighi dei servizi segreti (qui personificati dalla figura immaginaria di Pantuffi) e all’eroismo dei piemontesi alla battaglia della Cernaia. In questo modo, durante i colloqui di pace con la Russia sconfitta, Cavour potè fare le sue richieste sotto l’egida del presidente del congresso Valewski.
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Nota metatestuale sulla coerenza nello sviluppo della trama 12/07/2008. (GEIES)
Essendo la prima volta che mi provo nella partecipazione alla costruzione di un “romanzo totale”, nella forma espressa dal Kai-Zen pensiero, mi trovo ad avere delle difficoltà sul modo di procedere nello sviluppo coerente della trama.
Analizzando il primo capitolo la scansione temporale della vicenda è la seguente: il 1° paragrafo si svolge il 20 ottobre 1854, il 2° paragrafo l’11 giugno 1854. Il testo presenta l’arrivo di un gruppo di personaggi cui fa seguito il flash-back di una di loro che parte da una fotografia. Che succede nel secondo capitolo? Si rimane al 30 ottobre 1854 e tutto ruota attorno ad uno dei personaggi che era stato soltanto presentato e non era quello del flash-back. Perchè?
Senza voler sindacare le scelte della redazione mi pare che il capitolo scelto sia bello e ben scritto, ma produca una grossa difficoltà nella struttura del romanzo. Se non ci vuole trovare a leggere una antologia di racconti ambientati durante la guerra di Crimea, ma un romanzo unitario, è mandatorio nel terzo capitolo indicare una vicenda che porti logicamente ai fatti raccontati nel secondo.
Cito, con un po’ di imbarazzo, il mio capitolo solo come esempio e devo dire che in quel caso il 1° paragrafo si svolgeva nello stesso momento del 2° paragrafo del capitolo uno, ma introduceva un personaggio nuovo che faceva partire una nuova linea per la narrazione futura (la trama geopolitica) mentre, dopo l’intermezzo della partenza il giorno seguente del nuovo personaggio, nel 3°paragrafo portava avanti la vicenda sentimentale dei due personaggi su cui si era focalizzato il primo capitolo sviluppandone e definendone i caratteri. Seguire questo vettore narrativo avrebbe portato in maniera più lineare ad andare verso il terzo capitolo ed i seguenti. Questa non è una difesa d’ufficio della mia passata proposta, qualsiasa altra proposta che avesse seguito una logica analoga avrebbe potuto funzionare.
Che fare? Adesso bisogna operare una sorta di “avanti e indietro” per armonizzare la narrazione. Questo è sempre un procedimento un po’ farraginoso e qualcun altro potrà forse meglio di me proporre una soluzione valida. A me viene soltanto in mente di recuperare Sebastiano Pantuffi e chiedere una mano a lui che potrebbe aver ordito qualcosa nei mesi di buco e trovarsi ad avere a che fare con i protagonisti del capitolo due. Per presentare il personaggio non mi viene purtroppo in mente nulla di meglio che l’episodio della bettola al porto di Gallipoli, che manterrei collocato al periodo originario. Però in questo modo mi sembra di voler fare come con il maiale (che non si butta via niente!) e perciò rinuncio a presentare una proposta per questo terzo capitolo ma spero che questa nota metatestuale possa essere utile. Ribadisco che non intendo in nessun modo dire che la mia proposta fosse più valida, solo vorrei capire quale deve essere in un lavoro di questo tipo il bilanciamento fra libertà d’invenzione e coerenza strutturale.
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Kai Zen: Il problema sta crediamo più nell’approccio alla storia, che a nostro avviso non può e non deve partire da un punto di vista individuale.
Nel primo capitolo c’è un flashback con una coppia “in amore”, evidentemente Cardigan e Beria. Nel capitolo 2 che il Tribunale di Guerra ha scelto, lo scrittore Fedor Michailovic chiede proprio a Beria di Cardigan e lei gli risponde che questi è in suo potere. Tale semplice riferimento già spiega quel flashback che potrebbe rimanere anche senza un seguito particolare, mentre la direzione romantica potrebbe essere data dalla storia di Fedor con la Seminova, lasciando l’intreccio spionistico sul lato dell’ambigua Beria. Un romanzo
collettivo in progress è una storia che si fa a poco a poco e bisogna cercare di ragionare nel modo più lineare, senza innamorarsi troppo di un filone o di un accenno cui non viene dato seguito. Per esempio
noi speravamo che qualcuno cogliesse l’occasione narrativa della battaglia di Balaklava svoltasi a fine ottobre del 1854, proprio pochi giorni dopo l’inizio del primo capitolo, e proprio per questo lo avevamo datato nell’ottobre dello stesso anno, ma ciò non è avvenuto. Era lo spunto per una narrazione epica e romantica allo stesso tempo, ma fin qui non è accaduto e dubitiamo ci si muoverà in quel senso. Però va bene lo stesso, purché lo spirito sia quello giusto, ossia mettere la storia e l’interesse del lettore sopra le
nostre velleità. E ricordando sempre che ogni versione è editabile, migliorabile e suscettibile di correzioni perché nessuna narrazione è bella e pronta per la pubblicazione già alla prima versione.
g @ luglio 3, 2008
