Teatro Bellico

GUERRA DI CRIMEA (1853-1856)

Il casus belli che dà origine alla guerra di Crimea va ricercato nella convinzione, in realtà un pretesto, dell’imperatore di Russia, lo Zar Nicola I (1796-1855) di avere il diritto esclusivo di protezione sui cristiani ortodossi all’interno dell’Impero Ottomano. I turchi ovviamente non accettarono l’esclusiva avanzata dallo Zar. Nicola I per tutta risposta diede ordine alle sue truppe di invadere La Moldavia e la Valacchia (tributarie dell’impero Ottomano) accelerando così la dichiarazione di guerra che ufficialmente avvenne nel 1853.
Cominciò così una breve e sanguinosa guerra a cui parteciparono Francia, Inghilterra, Impero Ottomano e Regno di Sardegna da una parte e Impero Russo dall’altra. Il primo vero fatto d’armi avvenne sul mar Nero a Sinop, dove una flotta russa bombardò e distrusse una flottiglia turca (30 Novembre 1853).
La risposta anglo-francese non si fece attendere e fu così importante che costrinse i russi alla ritirata. Nel settembre dell’anno successivo un’armata composta da francesi, inglesi, turchi e sardi
mosse verso Sebastopoli assediandola. L’assedio durò un anno durante il quale gli alleati tentarono più volte di prendere la piazzaforte russa comandata dal colonnello Todleben: gli scontri più sanguinosi avvennero sul fiume Cernaia e presso la roccaforte di Balaklava dove la cavalleria leggera inglese tentò con una carica disperata di forzare le difese russe senza successo.
Dei 600 cavalleggeri che attaccarono quasi trequarti perirono nell’assalto.
Poi finalmente l’8 settembre 1855, al comando del generale Pelissier, francesi e inglesi appoggiati dalla brigata sardo- piemontese del generale Ciardini attaccarono gli avversari e riuscirono a conquistare la Torre di Malakoff. I russi, falliti tutti i contrattacchi, fecero saltare le fortificazioni, affondarono le navi, diedero fuoco alla città e si ritirarono verso nord.
Il 12 settembre Sebastopoli venne definitivamente occupata. Nello scontro perirono circa 7500 francesi, 2400 inglesi e 12900 russi. A febbraio dell’anno successivo, il 1856, finalmente si aprì il
congresso di Parigi che stipulò un trattato di pace fra le nazioni in conflitto.
La Russia, in quanto nazione sconfitta e rappresentata dallo Zar Aleksandr II (1818-1881) figlio e successore di Nicola I, dovette cedere le foci del Danubio e una piccola parte della Bessarabia, ma
anche limitare gli armamenti nel mar nero. Il congresso stabilì inoltre l’indipendenza dell’Impero Ottomano, la chiusura degli stretti alle navi da guerra, l’autonomia dei Principati Danubiani sotto l’alta
sovranità della Porta (turchi ottomani). Fu anche l’occasione per Cavour di richiamare l’attenzione, attraverso il presidente del congresso Valewski, sul problema dell’indipendenza e della libertà italiana fino ad allora piuttosto ignorato.

Visualizzazione ingrandita della mappa

j @ giugno 17, 2008

Child Pages

Breaking News