kai zen : LA Potenza Di Eymerich : liturgia
Le trame dei libri sono come case, vanno costruite dalle fondamenta agli orpelli. Quello che segue č il report esatto dell'attivitā del cantiere romanzo totale che ha portato all'edifico PDE. Mesi di lavoro, mattone su mattone, capitolo su capitolo, parola su parola. Un Ipertesto collettivo carico di passione e pieno di curiositā.
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La discussione si fa animata e la trama si inerpica in iperboliche trovate, fa capolino l'ipotesi di un terzo piano cronotopico narrativo e si discute sull'allungamento del numero di battutte.
TRAMA aggiornata: 11 maggio 2004 A.D.
... Dovremmo smetterla di pensarlo come un "buono"... Eymerich è perfido, subdolo. un incrocio tra Qoelet (di Q) e Bernardo Guy.
Si tratta di un canovaccio non necessariamente da seguire o liberamente modificabile Chiunque abbia voglia di agire su essa, ritrasformandola o riscrivendola può spedirci le sue modifiche e le sue annotazioni
Introduzione Valle del fiume Sinni (vicino a Potenza) anno 2054
Due eco-terroristi stanno percorrendo un sentiero nella notte. Discutono di come fermare un progetto di smaltimento scorie radioattive, secondo loro gravemente pericoloso per il futuro della Terra. La loro meta è un paesino ormai abbandonato a se stesso, abitato da persone misteriose, forse dei medium. Hanno degli ordini da seguire, rigorosamente segreti e nascosti in una busta chiusa.
Anno del Signore 1365, Ottobre
Eymerich si trova nel convento francescano della città di Potenza. Vi è stato inviato da papa Urbano V su diretta invocazione del frate guardiano del monastero (così si chiamavano i reggenti dei conventi francescani, non
abati né priori, attenzione perciò).
Il soccorso dell'inquisitore è stato richiesto per via di numerosi orrendi prodigi verificatisi in città e nelle campagne limitrofe: neonati macrocefali o comunque deformi, ustioni inspiegabili comparse sulla pelle dei contadini e l'acqua dei pozzi in cui cercano refrigerio che peggiora solo la situazione. Alcuni dicono di aver visto bagliori innaturali emanare da un laghetto nei dintorni. Le visioni mistico-catastrofiche, ovviamente, si sprecano.
In ragione del suo ruolo di Inquisitore del regno d'Aragona, la posizione di Eymerich a Potenza - territorio angioino, dunque ostile agli aragonesi - è scomoda e pericolosa, ragion per cui egli deve lavorare in incognito e con cautela. Sa bene infatti che Urbano V gli ha affidato un simile compito proprio nella speranza che il domenicano faccia un passo falso e dia modo agli sgherri del Giustiziere di Basilicata (l'autorità giuridica del tempo) di arrestarlo e magari ucciderlo. Urbano infatti non vede di buon occhio
Eymerich (nel 1362 ha invalidato la sua elezione a vicario generale dei domenicani a Gerona) e sostanzialmente con questo incarico gli ha teso una trappola.
Il frate guardiano, invece, è davvero un ammiratore di Eymerich e spera che i fatti d'indagine conducano ad incolpare alcuni frati spirituali (quelli che interpretavano la regola francescana in modo troppo ferreo, non graditi alla chiesa) che lui avversa, che però sono ospiti, malvisti, del convento e che pare abbiano predicato nelle zone più colpite dalle sciagure. Eymerich in incognito si avvicina a loro e indagano insieme (anche se lui li farebbe bruciare sul rogo volentieri). Stacco.
Potenza anno 2054
Dopo che qualche anno prima, nonostante le proteste della popolazione, la città era stata scelta come deposito di sostanze tossiche, finalmente i ricercatori della A.A. G.m.b.H. hanno messo a punto un sistema di smaltimento scorie a impatto ambientale zero. L'impianto sta per essere inaugurato in pompa magna anche se i burocrati non hanno ben capito come funziona l'aggeggio.Le equazioni sono state impostate seguendo gli studi sugli psitroni scoperti dal dottor Frullifer, ma lo scienziato che le ha risolte, il dottor Hepplemeyer (nome dello scienziato del racconto di Howard Fast al quale ci si può ispirare nell’invenzione dello smaltisci-rifiuti), ha probabilmente mischiato sviluppi della Teoria della Relatività, dimenticando le affinità e le differenze tra velocità della luce e velocità del pensiero.
Stacco.
Eymerich indaga e assiste a prodigi vari. Pur essendo nemico degli spirituali, però, non gli sembra che ci sia qualcosa che leghi davvero tali eventi a quei frati, a parte le visioni di uno di loro: il più ascetico e strano di tutti, Modesto da Melfi (nome inventato, si potrebbe anche aggiungere che è sospetto seguace delle teorie di Raimondo Lullo, che Eymerich aveva in odio). Una di queste visioni lo coglie proprio mentre è in compagnia di Eymerich durante la fiera di S.Gerardo. La visione: una Madonna martoriata in volto gli dice che la Morte viene dalla Vita. Sai che scoperta, pensa Eymerich, ma è turbato. L'inquisitore comunque scopre che il centro degli eventi sembra essere proprio il lago dove sono stati visti bagliori notturni (e magari qualche altra apparizione). Eymerich scopre che Modesto prima di divenire frate, praticava la magia e la stregoneria, e in un confronto drammatico con lui, capisce che le continue visioni che colpivano l’uomo fin da giovane, lo avevano indirizzato alla via monacale. Ma Eymerich capisce che a Potenza si pratica la magia, e tramite Modesto scopre il covo dei maghi, che con la loro rozza medicina alternativa, tentano disperatamente di curare le persone colpite dai prodigi mortali. Siccome è in incognito, non puo’ metterli sotto processo. Usa quindi le loro conoscenze per capire meglio la causa dei terribili malori che colpiscono la popolazione, riservandosi di pensare a loro a soluzione del mistero avvenuta. Stacco.
2054 Alla cerimonia di inaugurazione, due ricercatori parlano fra loro spiegando il funzionamento del sistema di smaltimento: in realtà non c'è alcuna depurazione delle scorie. Ci si è limitati a creare artificialmente una frattura spaziotemporale entro cui disperdere le scorie liquefatte: l'impianto in pratica pompa i rifiuti tossici nel nulla di un'altra dimensione. Stacco.
Anche grazie all'inedito e non molto gradito aiuto di frate Modesto e dei maghi e delle maghe (questo non ci convince molto: Eymerich non è tipo da farsi aiutare da chi pratica la magia sia essa nera o bianca, anzi se non fossimo in territorio nemico molti roghi arderebbero già... n.d.KZ), Eymerich giunge all'origine del problema: una fonte sotterranea comunicante con il lago e con altre falde acquifere cui alcune zone della città attingono. Ha il sinistro bagliore descritto dai "visionari" e irradia una strana energia negativa. Il male viene da lì, da quell'acqua. L'acqua è simbolo di vita, ed ecco che prende forma logica anche l'annuncio nella visione mistica di Modesto: la Morte viene dalla Vita. Stacco.
2054 L'inaugurazione è al clou: a momenti verrà attivato l'impianto per una
dimostrazione celebrativa. Stacco.
Eymerich trova il modo di ricomporre la frattura temporale e dunque cessa il passaggio di sostanze velenose (da definire il modo. suggerimento: la frattura spazio-tempo può verificarsi solo se ai due punti di passaggio nelle due dimensioni c'è dell'acqua - Eymerich prosciuga in qualche modo la fonte e zac! si interrompe il collegamento) Eymerich inoltre vorrebbe far condannare per stregoneria i sensitivi (vedi sopra n.d.KZ), ma i suoi malori lo fiaccano. Si avvicina a lui una giovane donna e lo tocca formando sul suo corpo delle croci con le dita, mentre intona una litania incomprensibile. La donna si mette a sbadigliare insieme agli altri medium e maghi, ed anche Eymerich è contagiato dalla stranissima situazione. La verità è che Eymerich è stato “affascinato” dalla stessa donna, segretamente colpita dalla bellezza e dal carattere dell’inquisitore. Eymerich ristabilitosi, comprende il carattere benigno della pseudo-scienza che il gruppo di sensitivi và professando, e non li condanna a morte. Li costringe invece a lasciare Potenza, e a rintanarsi nella Valle del Sinni, lontano dalla città. Impone infine loro di chiamare il luogo dove andranno a stabilirsi col nome di un serpente, simbolo di Satana. (ma anche della medicina) Stacco.
2054 Qualcosa va storto: appena l'impianto viene attivato (essendo ormai la frattura spaziotemporale chiusa) va in sovraccarico ed esplode: un terremoto devasta la zona. I rifiuti radioattivi bloccati nel loro tragitto verso il passato, ricompaiono dal ventre della Terra: strage radioattiva di autorità e odiosi notabili potentini.Epilogo Valle del fiume Sinni (vicino a Potenza) anno 2054
I due eco-terroristi giungono nel paesino misterioso. Hanno l’ordine di mostrare alla medium che governa i luogo, un disegno e delle frasi, che la sensitiva dovrà riuscire a far giungere nel passato. Il gruppo degli eco-terroristi ha infatti risolto correttamente le equazioni di Hepplemeyer, capendo che gli psitrioni, se non indirizzati dal pensiero, si comportano seguendo la Relatività, quindi andando indietro nel tempo e la soluzione delle equazioni indica come periodo gli anni intorno al 1365. Solo avvisando i malcapitati abitanti del passato, del pericolo che stano correndo, c’è speranza di fermare il cinico esperimento. La medium cade in trance, e ai due terroristi non rimane che attendere e sperare. “Speriamo -dice uno- che nel passato ci siano delle persone capaci di captare il messaggio della medium”. “Certo -risponde l’altro- ma speriamo che vicino a loro ci sia una persona intelligente e arguta, capace di interpretarli e di agire di conseguenza”Fine. (KZ:E)
*19/02/04 - "Urbano V non vede di buon occhio Eymerich (nel 1362 ha invalidato la
sua elezione a vicario generale dei domenicani a Gerona) e sostanzialmente
con questo incarico gli ha teso una trappola."
In Mater Terribilis si legge che la sua destituzione da vicario e da inquisitore generale di Aragona e' invece da attribuirsi al predecessore di Urbano V: Innocenzo VI, con il quale effettivamente Eymerich non era in buoni rapporti.
Inoltre -sempre da Mater Terribilis- fra Eymerich e Urbano V pare vi fosse
una stima reciproca, ovviamente precedente all'ascesa di quest'ultimo al soglio pontificio, quando ancora era l'abate Guillaume de Grimoard (anche se nell'ultima pagina del libro si intravede una connessione dell'abate con il culto della Mater, e quindi una futura ostilita' del nuovo papa verso il nostro inquisitore).
(Ubi Mario)*19/02/04 - Il riferimento ad opere precedenti in cui si trova il personaggio di Eymerich non può essere inteso come una gabbia; sarebbe come pretendere che di Pepe Carvalho del compianto Montalban si potesse e dovesse ricostruire le vicende e il carattere in termini "storici", con la rigidità di documenti anagrafici e con una assoluta coerenza di atteggiamenti, ammesso che poi nella realtà vi sia la coerenza che si cerca nei libri...in questo caso in un romanzo. La mia posizione è quella di
lasciare, all'interno di una coerenza di fondo, la maggiore libertà possibile a chi voglia intervenire nella trama, per non rischiare di rimanere imbrigliati, piuttosto che sollecitati, dal fascino del personaggio.
Il problema teorico meriterebbe e potrà meritare una bella
riflessione in fase di discussione sul percorso compiuto, per ora la mia
opinione è che debba essere il lettore/scrittore a porsi dei vincoli, lavorando anche, e
perché no, sull'incoerenza. (Lorenza Colicigno)
* 28/2/04 - 1) Penso che sarebbe un grave errore non inserire nella trama uno scontro tra Eymerich e la magia, i maghi, le fattucchiere, le streghe, che erano e sono tuttora un fenomeno diffuso e molto creduto nel meridione. Ma sarebbe interessante se Eymerich si trovasse di fronte non dei maghi maligni, come era abituato a combattere, ma dei maghi-dottori, come effettivamente erano tali persone. Magari che stanno cercando di curare le povere persone contagiate dalle radiazioni mortali.
2) Un altro argomento molto intrigante che potrebbe essere inserito riguarda un luogo magico vicino Potenza, un paesello dalla fama sinistra, che non nomino, ma che ha un nome che ricorda il nome latino di un serpente. Tale paese è stranissimo per la fama funesta e macabra che si porta dietro (chiedete agli abitanti di Potenza… non lo vogliono neppure sentire nominare) e sarebbe interessante collegarlo agli eventi relativi ad Eymerich.
3) Nel futuro sarebbe carino inserire degli eco-terroristi, dei futuri GreenPeace, che scoprono il reale funzionamento della macchina smaltisci-rifiuti e tentano di opporsi al progetto.
4) Bisogna stare attenti e sfruttare al meglio i paradossi temporali, che i viaggi nel tempo permettono di affrontare. (Giuseppe Anania)
*28/02/04 - Bisogna trovare un ruolo centrale per l'Imam di Matera. Una donna, infedele agli occhi dell 'inquisitore, la cui misoginia è ben nota ai suoi lettori, che dal futuro può aiutarlo a capire e le cui apparizioni potrebbero sembrare quelle di una Madonna in nero. (KZ)
*02/03/04 Come vedete ho inserito i terroristi a inizio e fine libro, rendendoli ideatori dei messaggi che la medium invia nel passato, e che colgono le persone piu’ sensitive, come Modesto e gli altri maghi nel MedioEvo. In tal modo si riesce ad avere un piccolo colpo di scena finale, e giocare un po sui paradossi temporali. Inoltre gli psitrioni spiegherebbero anche la possibilità di spedire nel passato dei messaggi mentali, dando una cornice pseudo-scientifica al tutto.
Ma il vero artefice di tutta la narrazione rimane Eymerich, che costringendo i sensitivi del passato, a vivere fuori città, diviene il creatore del paesello famigerato di cui parlavo a inizio lettera, permettendo poi agli eco-terroristi di usare i sensitivi del futuro (discendenti di quelli del MedioEvo) per mandare i loro messaggi e chiudere da vincenti la narrazione.
Avrete sicuramente notato la citazione del film IL SIGNORE DEL MALE, in cui delle persone chiuse in una chiesa studiano uno strano liquido verde che rappresenta il maligno, e nel sonno captano dei messaggi dal futuro, che li aiutano a risolvere l’enigma.
Sarebbe interessante infine se Eymerich desse ordine di conservare in delle ampolle segretissime, delle porzioni di liquidi radioattivo, come simbolo del male … in tal caso Eymerich sarebbe l’artefice addirittura dell’oggetto maligno del film in questione, in un groviglio di citazioni, e relazioni causa-effetto ingarbugliatissime. (Giuseppe Anania)
*13/03/04 Essendo un Romanzo Totale che ha a che fare con deformazioni spazio/temporali, ci potrebbere essere anche un modo per fare confluire nella linea narrativa principale anche eventuali capitoli piazzati e "fuori continuty", no? (Alessandro Vicenzi)
ATTENZIONE: Le note che seguono sono legate al capitolo III alternativo di Mario Moi, le abbiamo inserite perché ci è sembrato che anche se la storia "ufficiale" ha preso un'altra direzione esse possano tornare utili ai fini della trama o per essere sviluppate in alcune parti nei prossimi capitoli... (KZ)
*13/03/04 Volevo fornire alcuni dettagli, proporre integrazioni e/o possibili alternative narrative alla traccia esistente:
1) Inserendo un personaggio femminile che e' la figlia di una guaritrice, ma e' anche figlia di Modesto (era questo l'evento traumatico che lo aveva portato alla crisi e alla vita monastica). Ha il dono della visione in misura maggiore dei propri genitori (in quanto l'ha ereditato da entrambi). E' lei a catalizzare la maggior parte dei messaggi provenienti dal futuro, funzionando come una sorta di antenna. Inoltre riesce a comprenderli meglio degli altri sensitivi, e a sopportare meglio la ricezione nel proprio fisico.
2) La paternità di Modesto verrà evidentemente scoperta da Eymerich, che
potrà utilizzarla come arma di ricatto per mandare le sensitive nella Valle del Sinni (essendo in incognito, non può costringerle in virtù di un'autorità ecclesiastica che non possiede).
3) Anche l'Imam di Matera e' una sensitiva, ed oltre al suo rigore morale questo e' uno dei motivi che giustificano la sua posizione di guida spirituale. Sarà direttamente lei, insieme ad alcuni medium che incontrerà nella valle del Sinni, a mettersi in contatto con la figlia di Modesto nel 1365 (a cui si può dare il medesimo nome per lasciare aperta anche la possibilità narrativa dell'affinità empatica fra le due donne). Ho preferito non utilizzare le figure degli eco-terroristi, in quanto piuttosto "estreme", ed invece riportare l'Imam ad un ruolo centrale.
4) Modesto e altri sensitivi fin da piccoli erano soggetti a visioni della Madonna e dei Santi, che pero' facevano soltanto domande su "come vanno le cose". La spiegazione e' questa: durante queste poche ore prima dell'apertura dell'impianto, l'Imam e i medium cercano di stabilire il momento esatto in cui intervenire, e procedono a tentoni. Entrano in comunicazione con i sensitivi delle varie epoche (come per esempio Modesto adolescente), e cercano di capire se l'epoca giusta sia proprio quella, informandosi su eventuali strani fenomeni. Alla fine arrivano a parlare con il Modesto (e con gli altri sensitivi) del 1365, e capiscono di aver trovato l'epoca giusta.Il tempo stringe anche nel 2054, quindi intensificano le comunicazioni, debilitando fisicamente sia se' stessi (ed apparendo per esempio come una Madonna sofferente) sia i loro interlocutori (dolore fisico e mentale di Modesto).
5) Eliminando gli eco-terroristi,si potrebbe affidare il ruolo del "dubbio costruttivo" ad un ricercatore magari un ricercatore italo-brasiliano dedito alla religione del candomblé per cui: - e' più facile giustificarne l'estraneità alle logiche clientelari che governano tutto il progetto; - potrebbe essere inoltre lui stesso animato da idee ambientaliste e spartire con l'Imam il ruolo che sarebbe stato degli eco-terroristi- da candomblista, ritiene perfettamente naturale l'esistenza dell'anima (axe') anche nelle cose inanimate - essendo a conoscenza dei dettagli tecnici del progetto e delle teorie ilozoiste, potrebbe fornire un ultimo aiuto decisivo mettendosi in contatto con l'Imam, - infine, potrebbe anche essere scoperto e fatto fuori dalle cosche politico-affaristiche legate al progetto. Spero che queste note possano essere interessanti per il proseguimento dei "lavori".
(Mario Moi)
* 18/03/04 Preso dall'euforia del momento ho commesso alcuni errori, ma penso di aver individuato anche alcuni sviluppi che un romanzo ambientato a Potenza (cioè pieno meridione d'Italia del 1300) non potrebbe trascurare.
In particolare le magia, i guaritori, i "maghi",che affollavano e ancora affollano l'immaginario collettivo.
Invece nel fututo avevo pensato ai sensitivi del paesino misterioso vicino Potenza, che si collegavano nel passato per avvertire del pericolo.
Ora si potrebbe immaginare che L'IMAN sia in qualche modo legata agli abitanti del paesino e che abbia quindi il potere di comandare il pensiero e farlo viaggiare nel tempo.
La teoria degli psitrioni potrebbe aiutarci a dare una spiegazione pseudo-scientifica al tutto.
Se gli psitrioni, che sono particelle del pensiero e quindi MOLTO piu' potenti e veloci delle particelle della luce, se non sono comandati da un cervello pensante (pensate all'astronave del primo romanzo di Eymerich che era mossa da un insieme di cervelli) allora collassano e rallentano (si fà per dire) fino alla velocità della luce. Ecco quindi il perchè i rifiuti tossici non vanno a finire in altri universi ma solo indietro nel tempo.
Ripeto, sarebbe carino se Eymerich nel passato, a fine avventura, relegasse i guaritori nella valle del Sinni, dove poi nacque il paesello dalla fama sinistra, e tali guaritori, costretti a vivere soltanto tra di loro, sviluppano capacità medianiche incredibili, tali da aiutare l'Iman di Matera a mettersi in contatto col passato, creando un circolo vizioso tra causa-effetto (chi ha salvato chi???? Eymerich dal passato o l'Iman dal futuro???)
Gli ecoterroristi li avevo inseriti per creare un inizio misterioso e un finale ad effetto che spiegasse il tutto, ma possono esser tolti, anche se in relazione ai fatti attuali, sarebbero pienamente plausibili.
L'Iman potrebbe usare questa organizzazione di eco-terroristi, per contattare i medium e insieme a questi unire le loro capacità medianiche per mandare messaggi nel passato.
Infine, siccome spesso Evangelisti fà citazioni nei suoi libri di film horror o romanzi di fantascienza, nel nostro caso il villaggio abitato solo da medium sarebbe legato al libro di P.K.DIck "Follia per sette clan", mentre il messaggio dal futuro verso il passato sarebbe una citazione del bellissimo "Il signore del male".(Giuseppe Anania)
A mio parere, la cosa è reciproca: qualcuno dal passato deve cercare di
avvisare nel futuro. Oppure, in una linea temporale alternativa in cui le scorie sono finite nel 1300 e nessuno ha fatto nulla (ragion per cui la zona diventa con il tempo una sorta di deserto radioattivo), gli stessi maghi cercano di avvisare i loro omologhi del passato "alternativo" (cioè quello dove sta agendo Eymerich). E il 2054? E l'iman? Credo che il problema ad usare l'iman come personaggio "attivo" sia in qualche modo limitato dal fatto che ha dei tempi d'azione piuttosto brevi.
In una versione scartata del mio terzo capitolo avevo immaginato che una perdita nell'impianto, poco prima dell'inaugurazione creasse un contatto tra lo spirituale e la tizia, nel quale lei diventava la visione che lui aveva alla fiera (ma lì il problema grosso era: perché mai lei dovrebbe dire "dalla vita viene la morte" in una situazione del genere?). Forse un espediente del genere si può riutilizzare un po' più avanti, quando lei ha compreso più cose, boh...(Alessandro Vicenzi)
Si potrebbe far procedere il racconto in tre linee temporali anzichè in due come finora. Mi sembra molto interessante.
Ricapitolando: se le scorie sono arrivate nel 1365, allora nel 2054 (cioè quando viene inaugurato l'impianto) la zona dovrebbe essere già un deserto.
Per cui la terza linea narrativa è ambientata in una basilicata "alternativa" situata in un periodo intermedio fra il 1365 e il 2054. Per esempio il 1500.
Corretto?
Il problema è a questo punto gestire il passato "storico". Mi spiego: nel 2054 non si ha nessuna reminiscenza dei disastri avvenuti secoli addietro.
Come fare?
E il 2054? E l'iman? Credo che il problema ad usare l'iman come personaggio "attivo" sia in qualche modo limitato dal
fatto che ha dei tempi d'azione piuttosto brevi.
Vero. Le mie riflessioni pubblicate nell'ultimo aggiornamento della trama open source erano in un certo senso volte ad ovviare a questo problema-
immaginavo peraltro che l'imam avesse almeno qualche ora di tempo prima dell'inaugurazione (otto, per la precisione: dalle 16 a mezzanotte), durante
le quali avrebbe cercato di individuare il periodo temporale in cui erano andate a finire le scorie, ed avvertire i sensitivi del 1365.
Introducendo la terza linea narrativa, invece, la comunicazione intertemporale potrebbe procedere così: I "maghi del deserto" già sanno il perchè e il percome del disastro, e sono loro che dal 1500 parallelo avvertono Modesto e Eymerich. L'imam -magari insieme ai sensitivi della valle del Sinni- raccoglie invece
una comunicazione proveniente da Eymerich, e capisce che deve far qualcosa nei confronti dell'impianto.
Il disastro viene quindi scongiurato attraverso due azioni parallele: nel 1365 Eymerich fa in modo da tappare la fonte d'acqua, nel 2054 l'imam compie un sabotaggio "minimo" che però al verificarsi dell'imprevisto è sufficiente a mandare in crisi il sistema (al proposito avevo immaginato che l'imam
avesse la complicità di uno dei tecnici impegnati nel progetto).(Mario Moi)
* 20/03/04 Quindi si potrebbe far procedere il racconto in tre linee temporali anzichèin due come finora. Mi sembra molto interessante.
Il problema è a questo punto gestire il passato "storico". Mi spiego:
nel 2054 non si ha nessuna reminiscenza dei disastri avvenuti secoli addietro.
Come fare?
Semplice, quel 2054 è quello prodotto dalla storia "ufficiale" (più o meno),
cioè è un 2054 a cui noi potremmo arrivare tranquillamente. Quando l'impianto entra in funzione, crea una NUOVA linea temporale che si diparte dal 1365 e se ne va per i fatti suoi, senza toccare quella principale. (è come se avessimo un corso temporale A che è quello in cui eymerich & soci risolvono il problema e il medioevo va come deve andare, e un corso temporale B, parallelo al primo, che crea un mondo in cui una regione dell'italia meridionale è gravemente contaminata dal punto di vista nucleare, e in cui qualcuno cerca di fare in modo che non si arrivi a quel mondo, agendo sul passato e/o sul 2054 dell'altra linea temporale. Ora che l'ho messo bene per iscritto mi rendo conto che è un po' un casino e forse non è gestibile troppo bene, che ne dite?)Introducendo la terza linea narrativa, invece, la comunicazione intertemporale potrebbe procedere così:
I "maghi del deserto" già sanno il perchè e il percome del disastro, e sono loro che dal 1500 parallelo avvertono Modesto e Eymerich.
L'imam -magari insieme ai sensitivi della valle del Sinni- raccoglie invece una comunicazione proveniente da Eymerich, e capisce che deve far qualcosa nei confronti dell'impianto.Il disastro viene quindi scongiurato attraverso due azioni parallele:
nel 1365 Eymerich fa in modo da tappare la fonte d'acqua, nel 2054 l'imam compie un sabotaggio "minimo" che però al verificarsi dell'imprevisto è sufficiente a mandare in crisi il sistema (al proposito avevo immaginato che l'imam avesse la complicità di uno dei tecnici impegnati nel progetto).
per me è ok. Tra l'altro anch'io pensavo a un tecnico non troppo convinto (l'ho chiamato Wurtz, mi pare), che potrebbe in qualche modo sabotare la cosa...(Alessandro Vicenzi)
Personalmente, credo che ci stiamo complicando un po' troppo la vita... intendo dire, due linee temporali sono già difficili da gestire, inserendone una terza non faremmo che aumentare i nostri problemi! stessa cosa dicasi per le "spiegazioni scientifiche": per me vanno usate con cautela, altrimenti il tutto rischia di diventare caotico e quindi pesante da leggere. nel mio capitolo scartato avevo pensato agli psitroni come particelle dell'acqua che aprono la comunicazione tra dimensioni. se magari l'imam, o magari un gruppo di ecoterroristi, chiudesse semplicemente il rubinetto che porta l'acqua nella macchina, il più sarebbe fatto... ma mi sembra che sugli scenari del 2054 alessandro batta tutti, quindi lascio la palla a lui per questo. Quanto al medioevo, credo che i maghi della valle del Sinni dovrebbero essere meno sensitivi e più mistici: personaggi cioè tipo L'Alchimista del libro di Coelho, se capite cosa intendo. sarebbe magari carino soffermarsi sulle diverse anime della comunità, magia naturale, magia nera, streghe (anzi, "masciare", megere, come le chiamano da queste parti), magari anche astronomi e sapienti musulmani: tutti tacciati d'eresia e quindi tutti nascosti nella valle dove poi nascerà il paesello dalla sinistra fama (che esiste, e non nomino per rispetto ma anche per scaramanzia : ) ). non a caso, il nome del paese ricorda il serpente, che è simbolo della conoscenza e dell'energia vitale della terra ma anche del diavolo che conduce lontano dalla retta via. così i sapienti della valle potrebbero per esempio sapere della catastrofe imminente da segni scritti nelle stelle e nella natura (qui le interpretazioni possono essere molteplici) e spiegare così ad eymerich la visione di modesto. magari tentano addirittura qualche rito magico per purificare l'acqua. l'imam potrebbe invece consultarsi con qualche suo "superiore" (esperti di islamismo aiutatemi) che le suggerisce di visitare il sinistro paesello, dove una vecchia megera e medium la mette in contato in qualche modo con il passato.
il fatto che eymerich si avvalga senza problemi dell'aiuto dei maghi mi sembra comunque un controsenso; magari chiude la questione con loro solo perchè anche lui ha visto in sogno la misteriosa donna in nero, benchè non lo rivelerà mai a nessuno.
non so, ditemi cosa ne pensate.(Simona)
Dunque, attenzione a non incasinarsi piu' del dovuto.
1) I bastardoni del futuro pensano veramente che i rifiuti vadano in un universo parallelo, poichè hanno risolto le equazioni di Frullifer senza tener conto della teorie della Relatività, nella quale collassa quella di Frullifer in mancanza di elementi pensanti (cervelli o materia pensante). Solo L'Iman capisce del pericolo (dai suoi studi filosofici si rende conto che gli psitrioni collassano a particelle luminose elettromagnetiche e quindi andando alla velocità della luce circa, vanno indietro nel tempo) ed è l'unica a capire cio' che accade. Ha bisogno solo di contattare il passato. Vediamo come fare ...
2) Attenzione ai paradossi temporali. Il futuro viene salvato da Eymerich, ed Eymerich viene avvisato dal futuro che lui stesso ha salvato. Se Eymerich non salvasse il futuro, si aprirebbe un bivio temporale in cui in un futuro le cose sono a posto (salvato) e un altro devastato. Adesso mi verrebbe in mente di pensare che l'incipit e l'epilogo con gli ecoterroristi potrebbe svolgersi nel futuro devastato. Questi cercano i sensitivi (rimasti nella Valle del Sinni, fedeli alla promessa fatta ad Eymerich, pagando con terribili danni causati a loro dalle radiazioni) e cercano di mettersi in contatto col futuro salvato da Eymerich. In tal modo avremmo molto piu' tempo per ogni personaggio: Eymerich nel passato riceverebbe messaggi sia dal futuro salvo (dall'Iman) sia dal futuro devastato (i sensitivi mutanti), che unirebbero le loroforze per essere piu' sicuri di avvertire il frate. CHe ne dite??? Sarebbe la soluzione migliore forse ...
3) Eymerich odia sia i frati spirituali e sia i sensitivi, ma odia sopratutto il maligno. Lui è convinto che le morti e le mutazioni che avvengono siano opera di Satana, e quindi prima pensa a risolvere la questione col demonio e poi a sistemare frati eretici e maghi. Ma è in incognito e deve stare attento.
Che ne dite ... incipit ed epilogo (quelli con gli ecoterroristi) ambientati in una Lucania radioattiva e post atomicami intriga parecchio ... l'Iman potrebbe starsene seduta a leggere e poi captando messaggi dall'altro futuro devastato darsi da fare ... insomma i due futuri comunicherebbero tra di loro e poi mandarebbero messaggi nel passato.
Non è incasinato, anzi abbastanza logico ...
fatemi sapere ... comunque mi sto divertendo un sacco ... e in fondo questa è la coasa piu' importante.(Giuseppe Anania)
L’idea di sviluppare due futuri paralleli – l’uno salvato l’altro devastato – che propongono (credo) Alessandro e Giuseppe mi pare interessante e stimolante, e penso possa essere più produttiva dell’inserimento di un ulteriore punto temporale intermedio.
Tra l’altro, secondo me non c’è bisogno di ingabbiarsi troppo nella ricerca di date e luoghi precisi in cui far agire le varie maghe e stregoni che entrano in gioco per aiutare Eymerich, l’Imam e gli altri. Con questo non voglio dire che uno si può inventare ogni genere di scenario, anche il più guazzabugliato, pretendendo che venga preso per buono solo perché si tratta di “magia”. Un filo logico e coerente ci vuole sempre, però non credo sia necessario costringerlo in parametri spazio-temporali troppo ben definiti, dato che maghe, stregoni e compagnia sono per loro natura e per nostra fortuna dotati di buona libertà di movimento nella dimensione dell’energia mentale (dimensione che può facilmente riecheggiare in qualunque era e luogo).
Mi trovo in sintonia con Simona per quanto riguarda gli aiuti che vengono dalla Valle del Sinni: io mi sono immaginata che l’Imam venga aiutata a mettersi in contatto con il 1365 da alcune forze naturali (umane e non) presenti nella Valle, per mezzo di un incontro avvenuto “per caso” (si fa per dire) nel suo passato personale, poi veicolato nel passato storico nel momento in cui lei capisce l’inghippo-scorie (cioè più o meno quando si trova di fronte al datacom). In questo modo l’Imam fa da messaggera (ecco la Madonna nera) ma non è appesantita da troppi “oneri pratici”, un po’ difficili da costruirle addosso. Per quanto riguarda la presenza di mistici e alchimisti nella Valle del Sinni del 1365 e oltre, direi che ci stanno benissimo - anche qui abbiamo naturalmente delle convergenze di pensiero, dato che me lo sono immaginato proprio qualche giorno fa :)) Modesto è un candidato perfetto ad essere conoscitore dell’alchimia e della lingua araba, in quanto seguace di Raimondo Lullo. In effetti, quello che tanto lo angustia potrebbe essere proprio la sua frequentazione giovanile della Valle e dei suoi abitanti, e la sua conseguente introduzione alle arti magiche e alchemiche.
Altra cosina che mi sta particolarmente a cuore: tentar di dare maggior rilievo al mondo magico naturale. Cioè, credo sia importante inserire nella storia componenti extra-umani, ovvero elementi animali, vegetali e minerali, per dare profondità e potenza alle varie entità in gioco. Tra l’altro (mi viene in mente mentre scrivo, scusate mi sto un po’ dilungando…) questo potrebbe dare ad Eymerich una “buona scusa” – almeno per noi (!!) per non essere troppo spietato con le strane presenze della Valle. Il loro legame con le forze naturali potrebbe infatti essere sì sacrilego dal suo punto di vista, ma offrirgli anche degli elementi simbolici da rileggere in chiave cristiana-personale. Ad esempio, Eymerich potrebbe sentire una remotissima simpatia per queste persone perché hanno tra i loro elementi protettori il grillaio, un falchetto che si nutre quasi esclusivamente degli insetti tanto aborriti dal nostro (i grillai sono realmente abbondanti –e importanti dal punto di vista ecologico e conservazionistico- in alcune aree della Basilicata, e immagino ci fossero già nel Medioevo!). [c'erano... n.d. Grimorio]
(Mara Marchesan)Facciamo un attimo un punto di quello venuto fuori finora?
1. come usare (se usare) gli ecoterroristi?
2. il paesino maledetto del quale non si può dire/scrivere il nome creato da eymerich per esilio dei guaritori da potenza
3. un futuro "intermedio" e alternativo nel quale la basilicata è stata conatminata radioattivamente dal medioevo (mario suggeriva di piazzarlo attorno al 1500) e dal quale dei maghi cercano di avvisare/mettere in contatto 1365 e 2054
4. dare un po' di tempo all'imam per agire in qualche modo.
5. un tecnico che aiuta il sabotaggio dell'impianto?
6. Il sabotaggio della macchina potrebbe essere fatto tramite chiusura della fornitura d'acqua all'impianto nel 2054
7. descrivere un po' la composizione del gruppo di maghi
8. viaggio dell'Imam al paesino maledetto (ma davvero non si può nominare?)
9. Risolvere perché Eymerich si fida dei maghi
10. Incitip ed epilogo con ecoterroristi in futuro radioattivo non salvato (tipo kenshiro/madmax, giusto giuseppe?)
11. L'imam è l'unica a capire che le scorie finirebbero nel passato
12. eymerich si allea temporanemante con i sensitivi e i maghi perché il problema pricipale è il Maligno. Al resto pensa dopo. (il che risolverebbe il punto 9)
13. L'Imam ha già avuto rapporti con forze magiche presenti nella valle nel suo passato, e cerca di riutilizzarle per entrare in contatto con il 1365.
14. Dare maggiore rilievo al mondo magico naturale (legame eymerich-grillai, visti nel II cap alternativo di Mara.
Mmm, spero di aver riassunto bene tutti gli spunti presenti.
Per quanto riguarda me, ovviamente sono favorevole alle tre linee temporali, ambientando però quella post-atomica in una specie di medioevo radioattivo, che mi sembra una cosa piuttosto inedita e interessante (ovvero: abbiamo un'Europa del XV secolo (il tempo che le radiazioni facciano bene il loro effetto) in cui c'è una zona dove un misterioso e incurabile morbo fa nascere creature deformi (che hanno iniziato a sopravvivere, creando nuove razze), e chi si reca là per combattere questi mostri finisce negli anni per generarne a
sua volta, spargendo il conatgio per tutta l'Europa...
Sul sabotaggio nel futuro, non so bene che dire. L'avevo immaginato, ma il punto è che se va a buon fine, scompare totalmente l'utilità dell'azione di eymerich nel medioevo. In compenso, un sabotaggio potrebbe semplicemente
ritardare l'inaugurazione, dando più tempo all'Imam per agire.
Per il capitolo tre, avevo immaginato che gli ecoterroristi fossero due operai infiltrati che avevano intenzione di inscenare una qualche forma di protesta mediatica (copio e incollo da una stesura scartata:"Prima, una lunga marcia di notte, al buio. Poi, quel delirante covo di residuati hippy che sembrava fermo agli anni settanta del secolo scorso. Le parole d'ordine, il finto misticismo, tisane nauseabonde, om, benedizioni, danze con il tamburello a piedi scalzi. Pura follia. Era un'operazione come tutte le altre, pensava Stefano. Non vedeva perché metterci attorno quella patetica impalcatura. E quella faccenda della lettera sigillata. Sembrava antica, e forse lo era. Ma che cosa voleva dire? Franco sembrava saperne molto di più di lui, su tutta quella faccenda, ma non voleva parlarne. Il piano, come lui lo conosceva, era di infiltrarsi all'inaugurazione come operai e bloccare con un jammer (un apparecchietto che disturba le comunicazioni) il comando di accensione dell'impianto. Approfittando del cambio di frequenza utilizzata, un media center da poco lontano si sarebbe infiltrato nello spazio lasciato libero per sparare proclami ambientalisti in tutti i datacom collegati. Niente di trascendentale, quindi, un'azione dimostrativa. Avrebbero passato dei guai, certo, ma forse a qualcosa sarebbe servito. Tutto ok? No.
Cosa c'entrano allora i maghi? Perché Franco aveva passato ore a confabulare in una catapecchia separata con il capo di quella comunità, e perché non parlava più da allora? Aveva sentito solo qualcosa su di una signora in nero, e niente di più. Una signora in nero? Che cosa voleva dire? Forse Franco si era bruciato del tutto il cervello."
Non dimenticate che Eymerich,e è l'incarnazione del potere, astuto, spietato e senza scrupoli.(KZ)
effettivamente Eymerich è uno dei personaggi più difficili da gestire dell'intero universo (intendo senza farlo diventare una macchietta), e con poco spazio a disposizione lo è ancora di più :-((Alessandro Vicenzi)
L'idea mi pare interessante. Facciamo un attimo un punto di quello venuto fuori finora?
3. un futuro "intermedio" e alternativo nel quale la basilicata è stata conatminata radioattivamente dal medioevo (mario suggeriva di piazzarlo attorno al 1500) e dal quale dei maghi cercano di avvisare/mettere in contatto 1365 e 2054
Scusate ma su questo non riesco proprio a trovarmi d'accordo... troppo complicato da gestire.
8. viaggio dell'Imam al paesino maledetto (ma davvero non si può
nominare?) Ok, ok toccando ferro e impugnando cornetti lo nomino. il paesino si chiama Colobraro, e la sua pessima fama è diffusa dal tacco alla punta dello stivale, senza offesa per i suoi abitanti, per carità... assolutamente sconsigliato pronunciarlo in basilicata.
12. eymerich si allea temporanemante con i sensitivi e i maghi perché il problema pricipale è il Maligno. Al resto pensa dopo. (il che risolverebbe il punto 9) ma per eymerich i maghi SONO il Maligno. neanche i maghi si dovrebbero fidare di lui, perche dalla tonaca capiscono che è un dominicano, quindi pericoloso perchè erudito in maniera di fede... in realtà non mi sembra poi così necessario che si allei con loro, anzi è piuttosto improbabile. magari anzi gli tende pure un tranello per consegnarli agli angioini. dovremmo smetterla di pensarlo come un "buono"... eymerich è perfido, subdolo. un incrocio tra Qoelet (di Q) e Bernardo Guy.
13. L'Imam ha già avuto rapporti con forze magiche presenti nella valle nel suo passato, e cerca di riutilizzarle per entrare in contatto con il 1365 e se l'Imam fosse una discendente di Modesto?
almeno così è come la vedo io... ma forse conviene aspettare un po' per vedere che piega prende la cosa, e riaffrontare i problemi strettamente legati alla storia dopo che quelli di Scripta Volant avranno aggiunto il VI cap. Ah, qualche battuta in più per capitolo farebbe sicuramente comodo....
(Simona)
Suggerimento in punta di piedi:
Dovremmo spingere anche sul versante azione...L'imam
dovrebbe riuscire con l'aiuto di qualcuno a entrare nella zona dell'aggeggio e fare sparare la sua immagine in fascio di psitroni
attraverso il tempo in modo da mettersi in contatto con modesto che poi porterà Eymerich al lago ecc... certo l'inquisitore farà fuori modesto e la visione della 'dea nera' sarà ingoiata assieme al frate e ai suo compagni dal lago...
(Kai Zen)
* 22/03/04 La teoria dei quanti presenta tante particolarità che cozzano contro il buon senso comune e non ancora completamente indagate e spiegate, per cui se ce ne inseriamo un'altra non se ne accorgerà nessuno. Nell'ambito della teoria dei quanti, gli psitroni potrebbero essere particelle di energia particolari, per esempio aventi contemporaneamente carica sia positiva che negativa. In sostanza rappresenterebbero lo stato originario dell'energia indifferenziata (la congiunzione degli opposti), la cui deflagrazione ha dato origine al big bang; lo stato verso il quale, col procedere dell'Universo verso la fine del suo ciclo vitale e quindi verso un nuovo big bang, sono indirizzate tutte le forme di energia conosciute.
Per questa loro particolarità gli psitroni rappresentano quella vita universale che, secondo i sostenitori dell'ilozoismo, risiede in tutte le cose e che le induce a trasformarsi. Frullifer li ha scoperti, Hepplemeyer li ha sfruttati per accelerare infinitamente il decadimento dei materiali radiattivi, in modo da rendere inerti le scorie derivate dal nucleare.
Il prof. Marka, oscuro cattedratico di una piccola Università tedesca, ha però scorto la loro vera essenza di "vita" insita nella materia ed ha redatto una relazione, infarcita di citazioni di Stratone da Lampsaco, in cui mette in guardia politici e burocrati dall'utilizzare l'impianto basato sulle formule di Hepplemeyer. Egli non solo sa che l'impianto non estingue la radiattività delle scorie ma è l'unico ad essersi accorto che, per un errore nella teoria, si limita a proiettarle indietro nel tempo, scaricandole nello stesso luogo geografico ma in una falda acquifera sotterranea che alimenta il lago (questo ci consente di ubicare la storia nelle vicinanze di un lago qualsiasi, Monticchio magari, visto che vicino Potenza non ce ne sono, oppure il lago vicino al paese che non si può dire :-[ ). Come succede in questi casi, l'oscuro professore è rimasto inascoltato e le sue teorie (peraltro in accordo col pensiero tradizionale) sono cadute nel silenzio in quanto scomode per i numerosi interessi che ruotano intorno all'impianto di smaltimento.
Leggendone la relazione, l'Imam di Matera ricava la certezza che il professore abbia ragione. Attraverso uno stato di trance (l'Imam potrebbe essere una discendente di fra Modesto e quindi averne ereditato i poteri) la donna scorge quanto accade nel 1365 ed ha un'intuizione: bisogna fermare l'impianto se non si vuole che i guasti che provocherà nel passato emergano automaticamente nel presente. Incarica perciò due suoi seguaci d'intervenire sull'impianto e sabotare l'approvvigionamento dell'acqua. Naturalmente lo stato di trance dell'Imam corrisponde alle visioni della donna che ha frate Modesto, il quale le prende per opera di Satana a causa dall'attività stregonesca da lui praticata in gioventù.
Inoltre non mi risulta che nel medio evo esistessero congreghe di maghi. Se per maghi intendiamo alchimisti (fra i quali era Raimondo Lullo), occultisti, astronomi e compagnia, questi operavano da soli spesso protetti dai potenti. Se invece intendiamo le "masciare" e gli stregoni di campagna (ancor oggi presenti nelle contrade del sud), si tratta di individui apertamente rifiutati dalla gente, che li teneva ai margini perché servi del Maligno, salvo poi andarli a trovare di nascosto per utilizzarne i poteri. Per lo stesso motivo non esistevano "sensitivi" ma solo persone che avevano ricevuto (o almeno la gente così credeva) poteri dal Demonio.
Vedo perciò molto improbabile l'idea di costituire una comunità di maghi, tanto meno ad opera di Eymerich, il quale non può agire in Basilicata e deve limitarsi ad indagare. Anche questa attività, peraltro, deve condurla con molta cautela; l'abito domenicano spicca lontano un miglio ed è immaginabile che il Giustiziere di Basilicata lo faccia sorvegliare. Inoltre non è pensabile che Eymerich possa mai considerare il carattere benigno della magia o avvalersi dell'aiuto dei maghi. L'inquisitore è un domenicano, un "cane del Signore" e quindi a guardia dell'ortodossia cristiana, pronto a distruggere chiunque possa sembrare in rapporti col Maligno. Una persona così non conosce mezze misure: brucia se può, se non può non si espone. La sua attività deve concentrarsi su frate Modesto, il più debole del gruppo perché impaurito dalle visioni; deve indurlo a rivolgersi a lui come uomo del Signore, a sgravandosi del suo peccato ed implorare il perdono per porre fine alle visioni. Infine credo che la sua "cattiveria" debba trasparire dalle frasi, secche come stilettate, più che dai suoi atteggiamenti; Eymerich è un carismatico compreso del proprio ruolo e consapevole del proprio potere, ma anche conscio che deve guardarsi ...
Infine eviterei dimensioni parallele, finali catastrofici e scenari post-atomici, in modo da dare maggiore "credibilità" all'intreccio.
(Franco Ardito)Commento al volo su lunghezza capitoli: se le 6666 battute erano un pò pochine, 8-10000 penso possano essere ok.
non metterei limiti max troppo alti (o addirittura lunghezza illimitata) perchè penso che finiremmo per perderci nei meandri di capitoli principali e alternativi lunghissimi, con magari sottocapitoli postille e incisi vari che poi ci renderebbero la vita complicatissima.
meglio secondo me capitoli brevi e incisivi per ora, e poi magari un remixaggio finale (editing lo chiamate mi pare??) con aggiunte e integrazioni che diano maggior respiro e organicità al tutto, no?
(Mara)
Mai considerato Eymerich buono. Giuro.
Credo che la cosa migliore che possa fare con i maghi sia manipolarli per far fare loro qualcosa che interessa a lui e poi allestire un buon rogo.
Per quanto riguarda l'obiezione sollevata sull'esistenza storica o no di congreghe magiche potremmo ipotizzare che gli strani fatti che si stanno
verificando in basilicata abbiano attirato lì alcuni praticanti delle arti magiche dalle regioni vicine, oltre che a semplici guaritori della zona.
la proposta di KZ di fare arrivare il messaggio dell'Imam a modesto tramite psitroni può andare bene. Solo, dobbiamo trovare un motivo per cui lei dica
una frase come "la morte viene dalla vita", invece di fare in modo di spiegare bene tutto.
Per fare entrare l'imam nella zona dell'impianto, non dovrebbero esserci problemi, visto che è stata invitata. Credo che avere sul palco un'esponente
della comunità locale sarebbe un buon colpo per gli organizzatori. Tra l'altro, una volta lì, la sua immagine potrebbe essere sparata nel passato da
perdite nella macchina che mettono temporaneamente in contatto i due tempi diversi (e "dalla vita viene la morte" potrebbe essere un frammento di una sua dichiarazione a un giornalista, o qualcosa del genere). (problema: perché il volto della tizia appare sfigurato? perdita dati nel trasferimento? O forse
modesto ci mette del suo, la sua sensibilità "mistica" e aggiunge dettagli come l'acqua e le conseguenze delle radiazioni che sono segnali per lui della
vera natura della vicenda, ma che vanno interpretati?) Ah, una cosa prima che mi scordi: nel cap III di Franco, Modesto SA che Eymerich è un inquisitore. effettivamente eymerich deve puzzare di inquisitore da lontano un miglio, specie a qualcuno che in passato ha avuto a che fare con la magia, però Modesto dà la cosa molto per scontata.
A questo punto: dobbiamo considerare che Modesto sa della vera natura di
Eymerich, come linea guida?
(Alessandro)
* 25/03/04 Per quanto riguarda il trasferimento di info dall'imam a Modesto via-psitroni, potrebbe essere un'idea carina ma limiterebbe il tutto a una singola visione, mentre dal cap.3 risulta che Modesto ne fosse più o meno perseguitato. certo si potrebbe supporre che un trasferimento unico si possa poi in qualche modo amplificare in più punti della vita di Modesto, ma...non è che il tutto diventa un pò troppo forzato?
(Mara)
per quanto riguarda il trasferimento di info dall'imam a Modesto via-psitroni, potrebbe essere un'idea carina ma limiterebbe il tutto a una singola visione, mentre dal cap.3 risulta che Modesto ne fosse più o meno perseguitato. certo si potrebbe supporre che un trasferimento unico si possa poi in qualche modo amplificare in più punti della vita di Modesto, ma...non è che il tutto diventa un pò troppo forzato?
Innanzi tutto non è detto che tutte le visioni di Modesto riguardino la donna col volto devastato che cammina sul lago; queste si riferiscono evidentemente agli ultimi tempi, quando le visioni si sono fatte più frequenti. Se supponiamo che l'Imam sia una discendente di Modesto diventa plausibile che ne abbia ereditato i poteri e che gli appaia durante la trance. Sono senz'altro visioni involontarie, senza una precisa volontà di collegamento psico-sensoriale; l'Imam non sa di avere un frate fra i suoi ascendenti, specialmente trattandosi di un'ascendenza di sette secoli ... (per non parlare della differenza di religione).
Naturalmente la coscienza di Modesto, offuscata dai suoi trascorsi stregoneschi e dalle vicende in cui si trova implicato, gli fanno vedere la donna col volto deturpato, con gli stessi sintomi dei neonati che nascono deformi. Inoltre "la morte viene dalla vita" perché giunge dal futuro, che rappresenta invece la continuità della vita stessa.(Franco)Io avevo pensato a qualcosa del genere: il messaggio arriva in più punti del passato (magari non solo a Modesto, anche a qualcuno dei maghi/sensitivi/stregoni, o può addirittura toccare lo stesso eymerich, magari in visita al lago; oppure qualcuno che ha ricevuto la visione nel passato può averla descritta da qualche parte, o ritratta...).
(Alessandro)Provo a interpretare:
Il messaggio viene inviato contemporaneamente n volte, e ogni volta il messaggio raggiunge un "tempo" diverso (ma sempre nella zona di Potenza), e viene ricevuto ogni volta da una persona "sensitiva" che vive in quel tempo.
Per cui può succedere che:
- la stessa persona riceve la visione più volte nella sua vita
- esistono delle descrizioni o ritratti che vengono riconosciuti da chi in seguito ha la stessa visione
- può essersi creata una sorta di venerazione autonoma di questo miracolo (sul tipo di S. Gennaro, scusate se non mi viene un esempio più calzante) la
conoscenza della quale potrebbe -fra le altre cose- scatenare l'ira di Eymerich mai considerato Eymerich buono. Giuro.
Credo che la cosa migliore che possa fare con i maghi sia manipolarli per far fare loro qualcosa che interessa a lui e poi allestire un buon rogo.
Sono d'accordo. Però insisterei sul fatto che Eymerich non ha la possibilità di allestire roghi o processi.
Mi è parso di cogliere l'idea che Eymerich potesse in qualche modo provocare una piccola "catastrofe naturale" (una frana, l'inondazione di un bacino) che chiudesse la "porta" con il 2054, e nel contempo fosse un ottimo modo per far fuori Modesto e -perchè no- anche qualcun altro.
Per quanto riguarda l'obiezione sollevata sull'esistenza storica o no di congreghe magiche potremmo ipotizzare che gli strani fatti che si stanno verificando in basilicata abbiano attirato lì alcuni praticanti delle arti magiche dalle regioni vicine, oltre che a semplici guaritori della zona.
o semplicemente i maghi non sono poi così numerosi, o ce ne sono, ma non lavorano in gruppo. tutto qui.
Sì. Per esempio secondo me sono plausibili alcune *masciare*, o qualche sensitivo o mistico che ha avuto le stesse visioni di Modesto. Oppure si potrebbe trasformare la congrega di maghi negli accoliti del culto delle "visioni miracolose", nel quale Modesto è giocoforza implicato.
Che ne pensate?
Per fare entrare l'imam nella zona dell'impianto, non dovrebbero esserci problemi, visto che è stata invitata.
Ok. diversi (e "dalla vita viene la morte" potrebbe essere un frammento
di una sua dichiarazione a un giornalista, o qualcosa del genere).
(problema: perché il volto della tizia appare sfigurato? perdita dati nel trasferimento? O forse modesto ci mette del suo, la sua sensibilità "mistica" e aggiunge dettagli come l'acqua e le conseguenze delle radiazioni che sono segnali per lui della vera natura della vicenda, ma che vanno interpretati?) all'inizio aveva convinto anche me, ma poi pensavo: perchè l'imam dovrebbe mettere in funzione la macchina se sa o sospetta che è pericolosissimo?
Azzardo un'ipotesi cercando di tenere presenti tutti gli elementi precedenti.
Allora. L'imam decide alla fine di accettare l'invito e si presenta al ricevimento. Da lì riesce a intrufolarsi nell'impianto, magari addirittura allo scopo di sabotarlo, magari accompagnata dal tecnico ribelle di cui era parlato. Viene scoperta, nella baruffa che ne segue qualche macchinario si danneggia e lei viene investita da un fascio di psitroni. Gli psitroni la immortalano (con il viso trasfigurato dalla lotta) mentre dice "la morte viene dalla vita" e magari anche altre frasi, e poi schizzano via a raggiungere altri tempi.
Può filare?A questo punto: dobbiamo considerare che Modesto sa della vera natura di Eymerich, come linea guida?
Modesto secondo me lo sa perchè:
1. nel I cap. Fernando presenta Eymerich come "esperto nella valutazione
di fatti malefici" o qualcosa di simile, e se uno non è scemo capisce subito che vuol dire che è un inquisitore;
2. Eymerich è un dominicano. questo è noto a chiunque lo vede per via
della tonaca, diversa e riconoscibilissima da quella dei francescani. ora, i
doeinicani, eruditissimi in materia di fede, hanno dato nella storia un gran bel contributo all'inquisizione (Bernardo Guy stesso era domenicano). Non
tutti i dominicani erano inquisitori, certo, ma quasi tutti gli inquisitori erano domenicani, e a questo si aggiunge che gli spirituali all'epoca
erano perseguitati in tutta italia. Oltretutto, appunto, Eymerich ha la faccia dell'inquisitore. Modesto non poteva avere dubbi in proposito.
Assolutamente d'accordo. Non era necessaria una "rivelazione" esplicita.(Mario)
Sono d'accordo. Però insisterei sul fatto che Eymerich non ha la
possibilità di allestire roghi o processi. Mi è parso di cogliere l'idea che Eymerich potesse in qualche modo provocare una piccola "catastrofe naturale" (una frana,
l'inondazione di un bacino) che chiudesse la "porta" con il 2054, e
nel contempo fosse un ottimo modo per far fuori Modesto e -perchè no- anche qualcun altro.
qualcosa del genere: "ok, voi restate qua a pregare/compiere i vostri riti/ecc ecc che io torno subito", e poco dopo vengono spazzati via? (ehm, ovviamente
questo è moooolto sintetizzato) mi piace. Il problema è: modesto si fiderà di eymerich, soprattutto sapendolo un inquisitore?
Oppure si potrebbe trasformare la congrega di maghi negli accoliti del
culto delle "visioni miracolose", nel quale Modesto è giocoforza implicato. Che ne pensate?
Mi piace. (ammesso che accettiamo le visioni multiple nello spazio/tempo) Credo sia un po' più adatto alla realtà storica di una congrega di maghi,
streghe ecc che magari fa un po' troppo fantasy classico. Uno o due guaritori cmq non ci starebbero male, più che altro per fare colore
(ovvero, qualcuno si è rivolto a loro per farsi guarire, senza risultato)
Azzardo un'ipotesi cercando di tenere presenti tutti gli elementi precedenti.
Allora. L'imam decide alla fine di accettare l'invito e si presenta al ricevimento. Da lì riesce a intrufolarsi nell'impianto, magari addirittura allo scopo di sabotarlo, magari accompagnata dal tecnico ribelle di cui era parlato. Viene scoperta, nella baruffa che ne segue qualche macchinario
si danneggia e lei viene investita da un fascio di psitroni. Gli psitroni la immortalano (con il viso trasfigurato dalla lotta) mentre dice "la
morte viene dalla vita" e magari anche altre frasi, e poi schizzano via a raggiungere altri tempi.
Può filare?
Mmmsì... mi piace anche il suggerimento di Franco:
"Naturalmente la coscienza di Modesto, offuscata dai suoi trascorsi stregoneschi e dalle vicende in cui si trova implicato, gli fanno vedere la donna col volto deturpato, con gli stessi sintomi dei neonati che nascono deformi. Inoltre "la morte viene dalla vita" perché giunge dal futuro, che rappresenta invece la continuità della vita stessa."
Perché pensare che la visione venga in qualche modo riadattata dalla coscienza di chi la riceve ci permetterebbe di renderla abbastanza varia, partendo da una sola esposizione dell'Imam al flusso di psitroni. (tra l'altro, se è vero che ognuno la vede un po' a modo suo, magari "sentendo" certe informazioni che gli psitroni potrebbero portare indietro nel tempo,
Eymerich potrebbe vederla, e fissato come è rendersi conto che quell'apparizione poco ha a che fare con il cristianesimo e fare in modo che il supposto culto di cui sopra venga da lui percepito come eretico e quindi spazzato via come suggeriva mario).(Alessandro)Il messaggio viene inviato contemporaneamente n volte, e ogni volta il messaggio raggiunge un "tempo" diverso (ma sempre nella zona di Potenza), e viene ricevuto ogni volta da una persona "sensitiva" che vive in quel tempo.
Per cui può succedere che:
- la stessa persona riceve la visione più volte nella sua vita
- esistono delle descrizioni o ritratti che vengono riconosciuti da chi in
seguito ha la stessa visione
- può essersi creata una sorta di venerazione autonoma di questo miracolo
(sul tipo di S. Gennaro, scusate se non mi viene un esempio più calzante)
la conoscenza della quale potrebbe -fra le altre cose- scatenare l'ira di Eymerich
[...]
(e "dalla vita viene la morte" potrebbe essere un frammento di una sua dichiarazione a un giornalista, o qualcosa del genere). (problema: perché il volto della tizia appare sfigurato? perdita dati nel trasferimento? O forse modesto ci mette del suo, la sua sensibilità "mistica" e aggiunge dettagli come l'acqua e le conseguenze delle radiazioni che sono segnali per lui della vera natura della vicenda, ma che vanno interpretati?)
all'inizio aveva convinto anche me, ma poi pensavo: perchè l'imam dovrebbe mettere in funzione la macchina se sa o sospetta che è pericolosissimo?
Azzardo un'ipotesi cercando di tenere presenti tutti gli elementi precedenti. Allora. L'imam decide alla fine di accettare l'invito e si presenta al ricevimento. Da lì riesce a intrufolarsi nell'impianto, magari addirittura allo scopo di sabotarlo, magari accompagnata dal tecnico ribelle di cui era parlato. Viene scoperta, nella baruffa che ne segue qualche macchinario si
danneggia e lei viene investita da un fascio di psitroni. Gli psitroni la immortalano (con il viso trasfigurato dalla lotta) mentre dice "la morte viene dalla vita" e magari anche altre frasi, e poi schizzano via a raggiungere altri tempi.
Può filare?
Domanda stupida: perchè stiamo cercando di complicarci del tutto la vita?
Modesto è un sensitivo; quindi ha delle visioni; queste visioni implicano a volte anche l'imam, sia perchè è una sua discendente, sia perchè è direttamente coinvolta nei fatti che minacciano il 1365. e questo è quanto. Non vedo perchè scientificizzare la cosa più del dovuto... utilizziamo gli psitroni solo come veicolo per la radioattività. comunque vediamo cosa viene fuori dai prossimi due capitoli, magari qualcuno riesce a risolvere almeno in parte la questione
psitroni... si potrebbe trasformare la congrega di maghi negli accoliti del culto delle "visioni miracolose", nel quale Modesto è giocoforza implicato. Che ne pensate?
Rimarrei sull'idea delle figure isolate. magia, visioni, etc..., sono cose eretiche già nella teoria, il chè implica che chi vi è coinvolto non ne parla con nessuno.(Simona)
Beh, in realtà, più che a complicarmi/ci la vita, pensavo a proporre un "quadro d'insieme" che ricomprendesse buona parte degli spunti emersi finora.
Certo, il rischio di creare una struttura complicata e quindi meno gestibile esiste. Però è anche vero che se lasciamo troppe cose non-spiegate, rischiamo di trasformare il racconto in una "favola" (scusate la mia carenza di vocabolario, spero che si capisca cosa intendo dire).
non vedo perchè scientificizzare la cosa più del dovuto... utilizziamo gli psitroni solo come veicolo per la radioattività. comunque vediamo cosa viene fuori dai prossimi due capitoli, magari qualcuno riescono a risolvere almeno in parte la questione psitroni...
Non ricordo commenti in merito, ma dal mio ignorante punto di vista ho trovato la spiegazione "scientifica" di Franco molto esauriente e funzionale alla trama.
Si potrebbe trasformare la congrega di maghi negli accoliti del culto delle "visioni miracolose", nel quale Modesto è giocoforza implicato.
Che ne pensate?
rimarrei sull'idea delle figure isolate. magia, visioni, etc..., sono cose eretiche già nella teoria, il chè implica che chi vi è coinvolto non ne parla con nessuno.
Ok, però, dato che non si manifestano, mi sfugge la maniera di farli interagire con Eymerich e gli altri protagonisti senza "forzare" la trama.
(Mario Moi)
Certo, il rischio di creare una struttura complicata e quindi meno gestibile esiste. Però è anche vero che se lasciamo troppe cose non-spiegate, rischiamo di trasformare il racconto in una "favola" (scusate la mia carenza di vocabolario, spero che si capisca cosa intendo dire).
D'accordo, ma non credo neanche che sia necessario spiegare addentrarci in dettagli che non cambiano nulla ai fini della storia....
Ok, però, dato che non si manifestano, mi sfugge la maniera di farli interagire
con Eymerich e gli altri protagonisti senza "forzare" la trama. Magari non è neanche necessario che interagiscano più di tanto... e poi alla
fine, tanto interascono venti, tanto interagiscono due, la cosa non cambia molto, almeno credo...
Dettaglio non irrilevante: se la radioattività nel 1365 è già arrivata
(altrimenti non si spiegherebbero le manifestazioni demoniache), esattamente noi cosa cerchiamo di far fare ad eymerich? e la radioattività com'è arrivata, se l'impianto non è ancora in funzione? esperimenti preventivi?(Simona)Aecondo me l'inserimento di un background parascientifico è più che necessario per rispettare la natura delle storie di Eymerich.
Dettaglio non irrilevante: se la radioattività nel 1365 è già arrivata (altrimenti non si spiegherebbero le manifestazioni demoniache),
esattamente noi cosa cerchiamo di far fare ad eymerich? e la radioattività com'è arrivata, se l'impianto non è ancora in funzione? esperimenti preventivi?
Ugh. Hai detto niente, eh? ;-)
Effettivamente la faccenda è pesantuccia.
La mia proposta di una terza linea temporale nasceva da considerazioni del genere. Immaginiamoci che nel 2054 l'impianto entri regolarmente in funzione,
senza che nessuno si renda conto della sua vera natura, senza Imam in mezzo, ecc. Le scorie arrivano effettivamente nel passato contaminando orribilmente tutto. A questo punto, si crea la famigerata terza linea, dalla quale qualcuno agisce manipolando il tempo nei due punti dove è possibile intervenire (è una cosa un po' a metà tra terminator e havana glam, temo). Il 2054 e il 1365 diventerebbero così agli occhi di un osservatore "esterno" i
due snodi temporali sui quali intervenire per modificare effettivamente il corso della storia.
Il problema nasce dal fatto che per come sta sviluppandosi la storia, stiamo mettendo in contatto il 2054 con un 1365 che dovrebbe essere "pulito". Il 1365 radioattivo dovrebbe nascere solo dopo la (corretta) messa in funzione dell'impianto...
(Alessandro)l'idea che la relatività sia già arrivata la trovate pesantuccia? bhe! io l'ho messa nella mia versione del capitolo quarto. non so se piacerà ma l'idea di base è questa: la società che gestisce l'impianto di smaltimento ha tirato su un impianto pilota in un non meglio specificato
paese che è retto da un piccolo dittatore che fa un po come cazzo gli pare (vi ricorda qualcuno?) e l'imam, mentre guarda le immagini dell'inaugurazione, studia dati del sito dell'impianto pilota dai quali risulta che esiste un'attività redioattiva iniziata con l'apertura dell'impianto ma da elementi di un'età molto più vecchia; appunto dall'età in cui si muove Eymerich.
Che ve ne pare?
(Paolo Porrà)
l'idea di base è questa: la società che gestisce l'impianto di
smaltimento ha tirato su un impianto pilota in un non meglio specificato
paese che è retto da un piccolo dittatore che fa un po come cazzo gli pare
(vi ricorda qualcuno?)(Paolo)
Eh, molti...
e l'imam, mentre guarda le immagini dell'inaugurazione, studia dati del sito dell'impianto pilota dai quali risulta che esiste un'attività redioattiva iniziata con l'apertura dell'impianto ma da elementi di un'età molto più vecchia; appunto dall'età
in cui si muove Eymerich.
che ve ne pare?
Scusami se faccio l'avvocato del diavolo.
L'idea degli esperimenti pilota mi piace, ma ho notato un problema: se vengono condotti in un impianto che si trova in un paese non meglio specificato, perchè gli effetti nel passato si verificano comunque in Lucania?
(Mario)
Considerato che non ci sono laghi vicino a Potenza ma ce n'è uno vicino C******** (il paesello maledetto), che a sua volta è vicino a scanzano, sede dell'impianto, potremmo ipotizzare che sia stata quella la zona degli esperimenti. così nel 1365 la zona del paesello si è fatto la sua pessima fama di "segnato dal diavolo", e gli ammalati-indemoniati sono stati portati lì per essere isolati dagli altri centri abitati. resta solo da decidere come la radioattività o gli ammalati-indemoniati hanno raggiunto potenza, dove eymerich ha la possibilità di vederli.
(Simona)Franco dice: Naturalmente la coscienza di Modesto, offuscata dai suoi trascorsi stregoneschi e dalle vicende in cui si trova implicato, gli fanno vedere la donna col volto deturpato, con gli stessi sintomi dei neonati che nascono deformi. Inoltre "la morte viene dalla vita" perché giunge dal futuro, che rappresenta invece la continuità della vita stessa.
Bella idea! Riguardo alle visioni, certo non è necessario (anzi improbabile) che siano tutte orrifiche. Non è però nemmeno necessario che l’Imam sia discendente diretta di Modesto per essere in qualche modo in collegamento con lui (stiamo iniziando a darlo per scontato, ma non è stato ancora detto…a meno che non venga fuori nel cap.4).
(Mara)
a me sembra il modo più semplice...Benone, e la contaminazione dall'area dell'impianto al lago può >avvenire tramite falde acquifere sotterranee.o magari proprio tramite il sinni (anche se l'ipotesi dipige scenari disastrosi)
il fatto che i contaminati siano arrivati a Potenza non penso sia un grande problema. Potrebbero essere stati portati là semplicemente perché meglio "curabili" dai medici e religiosi ufficiali.
ci avevo pensato anch'io, ma il paesello disterà da Potenza una settantina di chilometri... un viaggetto lungo per degli ammalati a dorso del ciuccio... per questo speravo che qualcuno tirasse fuori un'idea migliore. però, in mancanza di meglio...
(Simona)
A me non piace particolarmente l'idea di una discendenza Imam-Modesto.
Oltre ad essere un po' troppo da romanzo d'appendice, con 7 secoli in mezzo, potrebbe con le stesse possibilità essere discendente di Eymerich o di chiunque altro (anche perché se pensiamo in termini di discendenza diretta, dobbiamo postulare che prima di prendere i voti Modesto abbia avuto dei figli, visto che pariamo piuttosto intenzionati a immolare il frate al termine della storia). inoltre mi sembra difficile da dire al lettore in maniera non forzata, e anche da far scoprire all'Imam stessa.
spiegare le visioni con gli psitroni mi pare molto più evangelistiano e permette di estenderle anche ad altre persone.
(Alessandro)
* 08/04/04 Un piccolo suggerimento per far arrivare i malati a Potenza: fin ora si è parlato praticamente solo di neonati deformi: magari le madri incinte, che stavano apparentemente bene, si sono trasferite da poco a Pz proprio da quelle lande infette, dove forse Eymerich in futuro scoprirà tanti altri malati...
KZ
prima di tutto volevo dire ai KZies che a me l'operazione-innesto invece è piaciuta e mi ha divertito molto...dunque: evviva gli ibridi!!
:)) ovviamente non dico questo per tirarmela anzi, ognuno ha il modo di scrivere che ha e bisogna anche vedere cosa è più adatto ai vari punti della storia. il 2054 che avevo scritto io era piuttosto diverso e "spiegava" la visione che poi racconta Modesto, però devo dire che il 2054 di Paolo ci stava comunque benissimo e mi è piaciuta molto l'idea del detector di elementi radioattivi di 600-700 anni prima. penso che questo dia dei buoni spunti per andare avanti, tra l'altro l'Imam che va all'inaugurazione e manda una sua immagine via-psitroni ora ci sta benissimo, e si potrebbe fare in modo che l'abbigliamento e le cose che dice e fa richiamino la visione descritta da Modesto (per quanto riguarda il colubro - "amico" che indica la mappa della valle e dei monti circostanti e che richiama il famoso paesello, potrebbe nel 2054 essere una fusciacca o cose così, magari un elemento di abbigliamento tradizionale somalo). la parte del 1365 invece spero venga apprezzata dagli Scripta volans come "passaggio di testimone" per entrare nella Valle e andare a far visita a maghe stregoni alchimisti o quel che saranno, dato che loro immagino siano i più adatti e ben attrezzati per quel viaggio!(Mara)
Ci sembra sia utile sottolineare è che stiamo giocando con Eymerich e con l'universo creato in qualche modo da Valerio e proprio perché stiamo giocando non è necessario che si ricalchino gli schemi pedissequamente. Se il nostro (nel senso di voi + kz) Eymerich non è quello degli altri romanzi di Evangelisti non è grave, anzi potrebbe dare nuova luce a quello 'ufficiale'...
In fin dei conti stiamo facendo un'operazione cara a certa fantascienza e a certi fumetti e cioè WHAT IF...
Questo non toglie che se volete invece condurre 'filologicamente' il romanzo non c'è ovviamente nessun problema... A questo proposito infatti, abbiamo evitato di dirvi come funzionano gli psitroni (ampiamente descritti in N. Eymerich, inquisitore...) anche se non dubitiamo che i più appassionati di voi siano i possesso del raro libro di cui sopra e che ci abbiano già dato un'occhiata...KZ
Il IV capitolo risolve diversi problemi e apre la strada a nuovi spunti. Ottima l'idea dell'impianto pilota. Personalmente mi sarebbe piaciuto un Eymerich meno aggressivo e più insinuante, ma va bene anche così.
(Franco)
A me non piace particolarmente l'idea di una discendenza Imam-Modesto.
Oltre ad essere un po' troppo da romanzo d'appendice, con 7 secoli in mezzo, potrebbe con le stesse possibilità essere discendente di Eymerich o di chiunque altro (anche perché se pensiamo in termini di discendenza diretta, dobbiamo postulare che prima di prendere i voti Modesto abbia avuto dei figli, visto che pariamo piuttosto intenzionati a immolare il frate al termine della storia).inoltre mi sembra difficile da dire al lettore in maniera non forzata, e anche
da far scoprire all'Imam stessa.spiegare le visioni con gli psitroni mi pare molto più evangelistiano e permette di estenderle anche ad altre persone.
Se considerassimo l'Imam come discendente di Modesto (certo non diretta, visto che parliamo di in frate destinato all'arrosto) non sarebbe necessario che lei ne fosse al corrente; l'espediente spiegherebbe le visioni secondo una logica più "paranormale" e quindi più ed affascinante. Spiegare le visioni con gli psitroni dà alla storia un sapore più fantascientifico e meno "attendibile", e poi perché dovremmo estenderle ad altre persone?Se l'imam non ne è al corrente, non è al corrente neanche il lettore
(che vede gran parte di ciò che accade nel 2054 attraverso gli occhi di
costei), e quindi la faccenda delle visioni rimane sostanzialmente inspiegata,
se non appunto come cosa genericamente "paranormale". Onestamente a me diverte abbastanza l'idea che quello che nel 1365 è visto come frutto di magia sia in
realtà il risultato di incasinamenti scientifici nel futuro. Mi ricorda tanto
l'opposizione pensiero magico/pensiero scientifico (che sono due forme di
razionalità con le quali si può indagare il mondo), e aggiunge profondità alle
altre opposizioni sulle quali viaggia la storia. Per la discendenza in senso diretto, la postulavo come necessità perché ci potesse essere un contatto tra i due soggetti, altrimenti, se consideriamo qualcunque tipo di discendenza, con 7 secoli in mezzo chiunque può essere discendente di Modesto, comunque per dire che anche se optiamo per una spiegazione sovrannaturale in senso stretto, questa deve avere una sua razionalità interna.
Infine, estendere le visioni ad altre persone era qualcosa che era venuto fuori dall'idea di sostituire gli stregoni a una sorta di culto della visione
della dama in nero (che tra l'altro continua a farmi venire in mente una vecchissima canzone degli Uriah Heep).
Sulla faccenda della fedeltà al modello evangelistiano, va bene che non
dobbiamo fare una fotocopia di quel mondo e di quel modo di intendere il
personaggio, però bisogna fare attenzione a non mettere elementi che stonino
troppo con l'inquisitore (chi ha letto lo speciale eymerich/lazarus ledd avrà
notato lo stridore tra il medioevo di eymerich e quello Dungeons & Dragons
dell'antenato del detentore dell'albo a fumetti).(Alessandro)
Personalmente mi sarebbe piaciuto un Eymerich meno aggressivo e più insinuante:
Su questo non sono d’accordo. Non mi pare davvero che Eymerich tenda ad assumere il fare del “serpentello insinuante” nel suo modo d’agire. Direi piuttosto che tende ad alternare all’autocontrollo estremo - magari teso ma comunque ferreo e glaciale - degli scoppi di ira, rabbia e furore a dir poco sferzanti (a volte veri, altre simulati).
Molto interessante la tesi di Michela Schiattone “I due volti di Nicolas Eymerich” e in particolare il cap.4 sulla sua sub-personalità schizoide (per chi non ci avesse ancora curiosato, si trova tra i downloads del sito ufficiale di Eymerich e Valerio Evangelisti) ;)
spiegare le visioni con gli psitroni mi pare molto più evangelistiano e permette di estenderle anche ad altre persone.
Sono d’accordo con Ale, anche a me la connessione Imam-Modesto via psitroni piace sempre di più, e penso dia anche maggiori possibilità di sviluppo e movimento.
(Mara)Allora è arrivata la quinta bella ventata di spunti e personaggi per continuare la storia!
Mi ha colpito la frase pronunciata dalle “entità” del lago: “Trovare il mostro dai mille occhi di luce e dal corpo d’argento che troneggia nelle nostre visioni”. Come si può interpretare? A me viene da collegarlo a una specie di diga (bisognerebbe capire quali erano le opere idrauliche dell’epoca…) o comunque a qualcosa che sia collegato ad un controllo delle acque - dato che Eymerich alla fine dovrà in qualche modo bloccare il flusso dell’acqua in un qualche bacino, per interrompere il contatto tra le due epoche e quindi evitare il nuovo trasferimento di materiali radioattivi che dovrebbe avvenire all’inaugurazione.
(la visione potrebbe addirittura essere una premonizione dell’impianto di smaltimento -?!- però in questo caso diventa più difficile per E. riuscire a interpretarla)
Una cosa: nel 1365 in che stagione ci muoviamo? Nel primo capitolo si faceva riferimento all’aria mattutina che già aveva il sentore dell’inverno, mentre nel cap.5 la scena di Avignone si svolge in giugno
(Mara)
Mi ha colpito la frase pronunciata dalle “entità” del lago: “Trovare il
mostro dai mille occhi di luce e dal corpo d’argento che troneggia nelle
nostre visioni”. Come si può interpretare?
(la visione potrebbe addirittura essere una premonizione dell’impianto
di smaltimento -?!- però in questo caso diventa più difficile per E.
riuscire a interpretarla)
io l'ho interpretata proprio così, ovvero che loro vedono l'impianto di
smaltimento nelle loro visioni.
Pensavo che si può approfittare della presenza (e debolezza) di eyemrich
presso il lago-epicentro per fargli provare la stessa esperienza dei veggenti,
cioè vedere impianto e imam, magari un poco trasfigurati da quella che è la
sua diversa sensibilità e formazione.
ora provo a buttare giù qualcosa, e domani vedo se riesco a mandarlo in lista.
Una cosa: nel 1365 in che stagione ci muoviamo? Nel primo capitolo si
faceva riferimento all’aria mattutina che già aveva il sentore
dell’inverno, mentre nel cap.5 la scena di Avignone si svolge in
giugno.suppongo che avignone sia un flashback. se non ricordo male ci muoviamo a ottobre, nel 1365.
(Alessandro)
Non preoccupatevi troppo per la faccenda giugno - ottobre, se non si riesce a incastrare, basterà giocare sporco e cambiare data...
comunque ricordatevi che la 'posta' e le comunicazioni erano piuttosto lente ;-)
e che tra Scanzano e Potenza ci sono diversi chilometri, che la radioattività si propaghi in Lucania attraverso le falde acquifere sotterranee?
KZ
io l'ho interpretata proprio così, ovvero che loro vedono l'impianto di
smaltimento nelle loro visioni.
Pensavo che si può approfittare della presenza (e debolezza) di eyemrich
presso il lago-epicentro per fargli provare la stessa esperienza dei veggenti,
cioè vedere impianto e imam, magari un poco trasfigurati da quella che
è la sua diversa sensibilità e formazione.
Potrebbe essere, anch'io avevo pensato all'impianto di smaltimento.
Piuttosto, sono "maghi e streghe" che mi hanno messo un po' in crisi.
Da dove saltano fuori? Come fanno ad organizzarsi, e a non essere scoperti, in un centro tutto sommato piccolo come Potenza? Come fanno a sapere le cose? Come agiscono in concreto? Ho paura che la loro comparsa possa provocare
l'effetto "favoletta"...
Un'ultima cosa: una possibile spiegazione per le malformazioni.
Siccome l'impianto verrà in qualche modo tappato, non si dovrebbero verificare delle conseguenze, e invece ce ne sono state. Apparentemente si tratta di una contraddizione.
Potrebbe darsi che gli psitroni non raggiungano tutti il medesimo momento
temporale, ma alcuni (pochi) di essi arrivino "qualche settimana prima",
cioè quando il passaggio non è ancora stato tappato, e quindi possano provocare le malformazioni?
(Mario)
Scrive Mario: Piuttosto, sono "maghi e streghe" che mi hanno messo un po' in crisi.
Da dove saltano fuori? Come fanno ad organizzarsi, e a non essere
scoperti, in un centro tutto sommato piccolo come Potenza? Come fanno a sapere
le cose? Come agiscono in concreto? Ho paura che la loro comparsa possa
provocare l'effetto "favoletta"....
Io propenderei per pensare che siano che siano arrivati a potenza solo con
l'inizio dei fenomeni, dalle zone vicine. Per quanto riguarda l'agire, mmm,
faranno cose magiche, tipo restare attorno al lago cantilenando formule
magiche che dovrebbero fare cessare il versamento di materiale radioattivo.Un'ultima cosa: una possibile spiegazione per le malformazioni.
Siccome l'impianto verrà in qualche modo tappato, non si dovrebbero
verificare delle conseguenze, e invece ce ne sono state. Apparentemente si tratta
di una contraddizione. Potrebbe darsi che gli psitroni non raggiungano tutti il medesimo momentotemporale, ma alcuni (pochi) di essi arrivino "qualche settimana
prima", cioè quando il passaggio non è ancora stato tappato, e quindi possano
provocare le malformazioni?
Forse la soluzione più lineare è quella proposta da qualcuno di postulare
dei piccoli smaltimenti di prova priam dell'inaugurazione dell'impianto (anche
perché credo che con l'impianto in funzione a pieno regime, l'intera
basilicata sarebbe diventata un incubo radioattivo in pochi istanti).
Per il resto, provo a fare un primo passo: ieri sera ho buttato giù qualcosa,
e ora lo do in pasto...
_________________________________________________________________
1365
Le voci si alzarono, in un coro sgraziato. "Unisciti a noi... unisciti...
unisciti a noi... a noi... noi..." La testa di Eymerich prese a girare,
come se fosse stato in preda alla febbre. Provò ad alzarsi, ma il suo corpo non
gli obbedì.
Cercò di aprire la bocca per gridare, ma fu solo un soffio disarticolato,
quello che gli uscì dalle labbra.
Il bagliore del lago iniziò a crescere di intensità, fino a diventare una
luce accecante. Fu allora che le voci tacquero. Eymerich si trovò perso in uno
spazio indefinito, di un bianco innaturale. Era sospeso nel nulla. Poi il
nulla si squarciò, ed Eymerich vide.
Il Diavolo era sceso da terre lontane per corrompere quel suolo. Aveva stretto
patti blasfemi con il re di quei luoghi, ne aveva comprato l'anima, per
certi versi anche il corpo: egli portava infatti un drago inciso sulla pelle.
E ora il Tentatore stava procedendo con il suo piano. Aveva trovato un sito adatto, e lo aveva destinato a dimora di un mostro spaventoso. Il suo corpo era
enorme, e coperto di spesse squame argentate. Aveva occhi ovunque, e nessuno
poteva avvicinarlo per ucciderlo senza essere avvistato da molte leghe di
distanza e ucciso dai seguaci del mostro. La sola notizia della sua presenza
faceva fuggire gli uomini da quelle terre. Il suo fiato avvelenava l'aria.
C'era, nel fondo della tana del mostro, una pozza d'acqua, un tempo meraviglia
e gioia degli abitanti di quei luoghi. Ora il mostro aveva insozzato quel
luogo, contaminandolo con le sue feci. E da lì, le acque di altre terre
venivano contaminate. E il Diavolo, o uno dei suoi seguaci, sorrideva felice,
contando i tesori che quel mostro gli portava, e anche il re di quel luogo
sorrideva, già minato dalla malattia ma felice della propria ricchezza.
Poi, tutto svanì, e fu solo il buio.
_________________________________________________________
(quello che mi premeva era che Eymerich capisse che l'acqua è in qualche
modo il veicolo della contaminazione. Per come la vedevo poi, al suo risveglio
Eymerich si ritroverebbe al convento francescano)
(Alessandro)
Piuttosto, sono "maghi e streghe" che mi hanno messo un po' in crisi.
Da dove saltano fuori? Come fanno ad organizzarsi, e a non essere scoperti, in un centro tutto sommato piccolo come Potenza? Come fanno a sapere le cose? Come agiscono in concreto?
E se formassero una congrega, un gruppo dedito alla magia naturale? Potrebbero operare disponendosi in cerchio e mettendo in comune le loro energie mentali, e in tal modo entrare in contatto col futuro. Questo darebbe ragione anche di quell' "unisciti a noi" rivolto ad Eymerich e potrebbe anche consentire a quest'ultimo di dare una "sbirciatina" all'impianto ...
(Franco)
Riguardo a maghi e streghe, stanno senz’altro fornendo un aiuto a E., ma che lui secondo me dovrà prendere con le pinze (nel senso: gli dicono cose utilissime, ma se lui effettivamente si unisse al cerchio sarebbe più o meno spacciato, dato che gli stanno anche proponendo di bere alla fonte dei giusti – che sappiamo contaminata!). Io me lo immagino “poco disponibile” davanti a queste visioni, ma molto acuto nel rielaborarle razionalmente appena è un attimo più padrone di sé.
Secondo me è anche urgente che lui si renda conto di doversi trasferire in zona fiumi Sinni e Agri (quindi più vicino all’impianto di Scanzano, perché se dovrà bloccare il contatto tra le acque del 1365 e del 2054 subito prima dell’inaugurazione, bisognerà che lo faccia in un bacino in zona impianto).
Mi viene anche in mente un’altra cosa: E. potrebbe accorgersi dell’arrivo del messo papale, e questo gli darebbe un motivo in più per volersene andare in fretta dal convento!
Per le contaminazioni pre-inaugurazione, si può pensare sia a dei test dell’impianto sia agli impianti pilota del sultanato e di Nuova Bruxelles...mi pare che le cose non si escludano a vicenda. Tra l’altro, volendo potremmo anche immaginarci che sultanato e Nuova Bruxelles siano proprio vicino a Potenza no?
(Mara)
Rimane il fatto che gli impianti pilota citati nel cap.IV si trovano troppo
lontano (sono due: uno in un sultanato sperduto e uno nella non meglio
precisata Nuova Bruxelles) per sparare i loro effetti in Basilicata.
Più tardi leggerò con attenzione il tuo brano, adesso non ce la faccio.
(Mario)
Forse la soluzione più lineare è quella proposta da qualcuno di
postulare dei piccoli smaltimenti di prova priam dell'inaugurazione
dell'impianto (anche perché credo che con l'impianto in funzione a pieno regime, l'intera basilicata sarebbe diventata un incubo radioattivo in pochi istanti).
Rimane il fatto che gli impianti pilota citati nel cap.IV si trovano
troppo lontano (sono due: uno in un sultanato sperduto e uno nella non meglio precisata Nuova Bruxelles) per sparare i loro effetti in Basilicata.
Io pensavo a piccoli smaltimenti di prova eseguiti proprio dall'impianto di
scanzano, in vista poi del primo carico grosso dell'inaugurazione mediatica.
(Alessandro)Per come la vedo io (e anche e soprattutto per come mi pare si fosse abbozzato qualche tempo fa) ora Eymerich dovrebbe mettere insieme tutte le info ottenute da visioni ed esperienze varie degli ultimi capitoli e rendersi conto che c'è qualcosa che non va nelle acque (io mi sono immaginata che le sue visioni siano dovute prinicipalmente ai "vapori veleniferi" che esala il laghetto, ma anche l'interpretazione onirica di Ale mi piace), e dovrebbe anche convincersi che se vuole risolvere qualcosa si deve spostare verso la nostra "zona calda", cioè più vicino a Scanzano e quindi nella stracitata valle del Sinni (o Agri al limite, ma forse Sinni è più facile per lo sviluppo della storia, dato che il fiume era navigabile e visto anche il suo alone particolare. Poi ci si può magari inventare che nel 2054 l'hinterland scanzanese si sia ampliato tanto da giungere fino alle sue sponde, per una maggior coerenza).
La partenza di E. potrebbe poi anche scatenare una specie di inseguimento da parte del messo papale e di Severo, in modo da movimentare un pò le cose.
Per il 2054 a me non viene in mente granché in questo punto della storia, a parte che bisognerà tirarla un pò per le lunghe fino al momento dell'inaugurazione e quindi dell'invio del messaggio via psitroni...ma anche qui possono sempre arrivare nuove sorprese dall'uno o dall'altro no?!
(Mara)
Curiosità: Mammona, Pastore e mammane chi sono? Interpretazione
libera, o affondano le loro radici nelle tradizioni lucane?
(Mara)Dunque, io l'ho interpretata così.
Mammona è un nome che biblicamente indica il Denaro (cfr. "servire Iddio
o Mammona"), ovvero il benessere materiale.
Il Pastore è ovviamente inteso come pastore di anime.
[Da un passo che conosco a memoria, Ezechiele 25.17: "....Benedetto sia
colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli
attraverso la valle delle tenebre, perché egli è il pastore di suo
fratello e il ricercatore dei figli smarriti."]
=))
Deve quindi essere un religioso, e nel nostro racconto ci sono due
religiosi che secondo me potrebbero impersonare il Pastore che segue
Mammona: il primo è Fernando, che detiene il potere nel convento locale
e che già sappiamo indulgere ai piaceri terreni. L'altro è il Papa, che
è il Pastore per antonomasia e che sappiamo molto attento nel gestire il
potere politico della Chiesa (e ancor più, il potere suo personale).
Severo, per quanto sia il "politico" fra i tre spirituali, mi sembra
troppo poco "pastore" per essere colui di cui si parla.
Mammane invece è un termine popolare per indicare quelle donne che
provocavano aborti su richiesta.
Mammona non è Satana: ovviamente vi si può ricondurre, ma solo in un
ambito limitato. Il termine è la traslitterazione di una parola aramaica
che vuol dire "ricchezze". Si trova soprattutto nel vangelo di Luca, ed
è usato nel senso di "denaro", "ricchezza" o "benessere terreno", a cui
si contrappone la parola di Dio ("è più facile che un cammello passi per
la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli").
Anche per questo il Pastore che devia secondo me non è Modesto, che sarà pure eretico, ma dal punto di vista del denaro è proprio nella
situazione opposta. Invece deve essere qualcun altro, più legato al
benessere materiale.
Poi è chiaro che se la storia prende un'altro percorso, in fase di
editing l'accenno a Mammona potrebbe anche essere eliminato... =)
(Mario)Mammona viene dall'aramaico Mamon (genericamente proprietà, non solo danaro), compare nel nuovo testamento in Luca e in Matteo, come anche nel Talmud, e acquisisce significato negativo e personificato come una sorta di dio malvagio. Da lì è stato spesso utilizzato in senso generale per indicare il maligno e dunque anche il demonio e la corruzione che da questo deriva. Per quel che ci serve può quindi essere inteso come il diavolo o come il potere negativo del denaro qualora serva. Non fatevi troppo scrupolo dunque
KZContribuisco segnalando un link che non potrà che tornarvi utile:
si parla di Aronzio, personaggio dal nome discretamente evocativo, e
dell'illustre Racioppi. http://www.stia.com/turchi/tripepi.html
Promette bene, credetemimi.mi sembrava interessante, considerando l'ambientazione e il registro delle prime parti, segnalarvi l'agiografia dello sfortunato Aronzio.
Modesto potrebbe considerarlo esempio e paradigma della sua esistenza.
Immaginavo poi una figura di monaco estatico, qualcosa che mescolasse un
figuro allucinato d'uno dei libretti di Ellis Peters con uno dei
neo-cristiani della Roma senza Papa di Morselli, inclini all'avventura
psichedelica.
(Ka-Tsar Lankelot)
Ho finalmente scaricato e impaginato in un unico file da xaiel i cinque capitoli di eymerich.
Sono molto colpito, percepisco il piacere di scoprire piano piano la terribile realtà che si va prefigurando. Il salto da un'epoca all'altra mi richiama alla memoria il ciclo delle fondazione di Asimov..e in qualche modo, non saprei spiegarti il perchè...La svastica sul sole di Dick.
Secondo me state facendo un bel lavoro.
L'unica perplessità riguarda l'uso di terminologia (fanta)scientifica poco suggestiva (es. 1000kbetrixmicro.micro, micronumeri periodi di tempo...).
L'idea di saltare tra passato storico e futuro fantascientifico rimanendo ancorati solidamente alla realtà politica e sociale del presente viene realizzata in un modo veramente avvincente. Se la scrittura colettiva è questo, la rivoluzione è vicina (.......e lo portano via....).
Alfa Gamma 71
* 15/04/04
Come si diceva nei giorni scorsi, è il momento immaginare gli sviluppi della
storia, cercherei di dare una mano mettendo in comune il canovaccio che avevo
abbozzato, come possibile punto di partenza.
Questo "canovaccio" è il modo con cui avevo intenzione di proseguire la
narrazione, partendo proprio dal mio capitolo; quindi spero che possa contenere
spunti utili anche per voi.
Canovaccio:
1365
Eymerich torna al lago sotterraneo, ora che sa cosa aspettarsi.
Al lago non c?è nessuno, ed anche l?aria non è così velenosa e spettrale
(pensa di essere stato probabilmente drogato). Eymerich compie un sopralluogo,
e scopre alcuni dettagli che gli consentirebbero di distruggere tutto il
sito (per esempio, i cunicoli di accesso sono retti da travi pericolanti)
Al ritorno, riesce ad incontrare Modesto (in compagnia di Michele) e lo
strapazza.
Modesto difende le streghe: non sono malvagie, se la Madonna si mostra a
loro (Nota: Modesto accetta le streghe come dimostrazione della bontà dei
pensieri di Lullo, e gode di un?aura particolare fra loro in quanto versato
nell?arte alchemica e prescelto dalle visioni). Eymerich risponde che chi
è troppo vicino al Diavolo non può giudicare la malvagità. Modesto cerca
di convincere Eymerich a tornare là insieme a loro, e collaborare con le
streghe, e lui acconsente (in realtà cercava proprio una scusa per farlo,
senza dover essere lui a chiederlo).
Eymerich mette in guardia Severo dall?antipatia del padre guardiano verso
i tre spirituali, e in particolare della gelosia verso di lui, senza fargli
capire che è al corrente dell?arrivo del messo papale.
Più tardi gli rivelerà la tresca del frate guardiano.
Severo comincerà a pensare di poter agire in prima persona, estirpando il
marcio dal convento, vendicandosi di chi gli vuol male e dando sfogo alla
propria ambizione politica.
Severo andrà dal giustiziere, reciterà la parte di colui che ha scoperto
i commerci del frate guardiano con una serva del demonio, mostrerà il sigillo
papale e chiederà l?arresto di Fernando.
Nel frattempo Eymerich è andato al lago con Modesto e Michele; insieme alle
streghe sentono il messaggio. Eymerich provoca il crollo della catacomba.
Riesce a salvarsi per un soffio, ma tutti gli altri muoiono. Lui scappa
a cavallo.
Ormai al sicuro, viene a sapere che Fernando è stato mandato al rogo, accusato
anche della scomparsa di Modesto e Michele, mentre Severo è stato nominato
ad interim frate guardiano del convento.
2054
Sul 2054 invece avevo (ed ho ancora) le idee piuttosto confuse, a parte
quello che già si intravvede nella narrazione, e cioè che Stanton entra
nell'impianto; Karima insiste per andare con lui, e vi riesce (altrimenti
non si spiega come mai sarà lei ad inviare il messaggio).
Non ho idea di come si potrebbero svolgere i fatti.
(Mario)
Taglio la parte trecentesca, sull quale sono piuttoto d'accordo. Bisogna, per
me, solo scegliere quanto di questa va nel VII.
2054
Sul 2054 invece avevo (e ho ancora) le idee piuttosto confuse, a
parte
quello che già si intravvede nella narrazione, e cioè che Stanton
entra
nell'impianto; Karima insiste per andare con lui, e vi riesce
(altrimenti
non si spiega come mai sarà lei ad inviare il messaggio).
Allora, Karima riesce a entrare perché comunque era stata invitata, è un bel
colpo d'immagine per gli organizzatori, tanto è tutto in differita di 5
secondi e qualunque cosa voglia dire/fare si può oscurare, ecc ecc, quindi al
pr della AA non gliene può fregare di meno. (ah: impianto e ricevimento sono
praticamente nello stesso posto, solo ci sono diversi livelli di sicurezza di
accesso. Il taglio del nastro. o quello che è, è praticamente sul bocchettone
dove si inseriscono le scorie da smaltire).
Peter si muove vicino all'impianto. Un tecnico non propriamente convinto della
bontà dell'impianto lo nota e lo riconosce. Messo brevemente al corrente del
problema, accompagna Stanton al pannello di controllo. Il punto è far partire
una perdita controllata di psitroni in un momento in cui karima ha in qualche
modo attirato l'attenzione generale con le sue tesi (--> gli psitroni
attraversano menti eccitate da quell'evento e se lo portano fino al 1365).
Ovviamente, non tutto va benissimo. Gli psitroni partono, ma ci può essere una
collutazione presso il pannello di controllo, qualcuno ci lascia le penne
(dopotutto, immaginiamoci che razza di eserciti di guardie possano avere le
multinazionali nel 2054...). Oppure Stanon e Karima non riescono a lasciare il
luogo dell'impianto in tempo prima che salti in aria, cose del genere. (non
amo gli happy ending, e l'idea che i due sopravvivano e coronino il loro amore
incompreso proprio non mi va giù...)
Ovviamente tutto questo va ben oltre il capitolo VII, e va in qualche modo
tagliato al punto giusto, e in qualche modo integrato (scene di colore al
ricevimento, interviste, ecc ecc)(Alessandro)
* 22/04/04 Allora, Karima riesce a entrare perché comunque era stata invitata, è un bel colpo d'immagine per gli organizzatori, tanto è tutto in differita di
5 secondi e qualunque cosa voglia dire/fare si può oscurare, ecc ecc,
quindi al pr della AA non gliene può fregare di meno. (ah: impianto e
ricevimento sono praticamente nello stesso posto, solo ci sono diversi livelli di sicurezza di accesso. Il taglio del nastro. o quello che è, è praticamente sul bocchettone dove si inseriscono le scorie da smaltire).
Peter si muove vicino all'impianto. Un tecnico non propriamente convinto della bontà dell'impianto lo nota e lo riconosce. Messo brevemente al corrente del problema, accompagna Stanton al pannello di controllo.
Mi sembra ottimo. Immagino che però il pannello di controllo sia in un
luogo diverso dal bocchettone delle scorie, quindi Stanton e Karima sono in due posti diversi e devono trovare il modo di coordinarsi (sempre che ci riescano e che la trasmissione non avvenga in modo più o meno fortuito).
Il punto è far partire una perdita controllata di psitroni in un momento in cui karima ha in qualche modo attirato l'attenzione generale con le sue tesi (--> gli psitroni attraversano menti eccitate da quell'evento e se lo portano fino al 1365).
Bella idea.
Ovviamente, non tutto va benissimo. Gli psitroni partono, ma ci può
essere una collutazione presso il pannello di controllo, qualcuno ci lascia le penne (dopotutto, immaginiamoci che razza di eserciti di guardie possano avere le multinazionali nel 2054...). Oppure Stanon e Karima non riescono a lasciare il luogo dell'impianto in tempo prima che salti in aria, cose del genere. (non amo gli happy ending, e l'idea che i due sopravvivano e coronino il loro amore incompreso proprio non mi va giù...)
Personalmente neppure io metterei un happy ending; però, visto che il
capitolo finale sarà al di fuori dalle nostre grinfie, probabilmente
alla fine del IX dovremmo comunque lasciare diversi finali ancora
"aperti".
(Mario)Alessandro scrive: Peter si muove vicino all'impianto. Un tecnico non propriamente
convinto della bontà dell'impianto lo nota e lo riconosce. Messo brevemente al corrente del problema, accompagna Stanton al pannello di controllo.io credo che l'idea che un tecnico con cui Stanton discute brevemente si un po' debole per qualcuno che accetta poi di sabotare il tutto. io preferisco che Stanton pensi subito dopo aver ricevuto il pass da
Karima che è necessario trovare un appoggio all'interno dell'impianto e si mette in contatto con un vecchio amico che lavora all'impianto ma odia quell'ambiente quanto Stanton e che quindi lo aiuta.
che ne dite?
ancora Mario scrive: Mi sembra ottimo. Immagino che però il pannello di controllo sia in un luogo diverso dal bocchettone delle scorie, quindi Stanton e Karima sono in due posti diversi e devono trovare il modo di coordinarsi (sempre che ci riescano e che la trasmissione non avvenga in modo più o meno fortuito).
è davvero necessario che Karima debba essere vicina al bocchettone?
(ammesso che in un impianto gigantesco di smaltimento ci si "un" bocchettone e che di un "bocchettone" si tratti. forse è più probabile che ci sia tutto un sistema complicato di ingressi fisici per le scorie) lei non deve disfarsi di un oggetto ma inviare un messaggio mentale che forse non necessita di essere proprio introdotto nel bochettone ma indirizzato "mentalmente" verso il luogo in cui si "sente" il "varco".
che ne dite?
(Paolo)
Io credo che l'idea che un tecnico con cui Stanton discute brevemente si
un po' debole per qualcuno che accetta poi di sabotare il tutto.
io preferisco che Stanton pensi subito dopo aver ricevuto il pass da Karima che è necessario trovare un appoggio all'interno dell'impianto e si mette in contatto con un vecchio amico che lavora all'impianto ma
odia quell'ambiente quanto Stanton e che quindi lo aiuta. che ne dite?credo sia più o meno lo stesso.
Tra l'altro finora non si è parlato di un sabotaggio dell'impianto, ma solo di mandare il messaggio indietro nel tempo...è davvero necessario che Karima debba essere vicina al bocchettone?
(ammesso che in un impianto gigantesco di smaltimento ci si "un"
bocchettone e che di un "bocchettone" si tratti. forse è più probabile che ci sia tutto un sistema complicato di ingressi fisici per le scorie)
Da un punto di vista "mediatico", un bocchettone ci vuole. Il pubblico a casa ha sempre bisogno di un momento simbolico fortemente riconoscibile per godere appieno degli eventi tv (abbattimento della statua di Saddam, tanto per dirne una). Insomma, chi ha organizzato l'evento vuole sicuramente che la gente veda delle scorie entrare da qualche parte e non uscirne più.
lei non deve disfarsi di un oggetto ma inviare un messaggio mentale che forse non necessita di essere proprio introdotto nel bochettone ma indirizzato "mentalmente" verso il luogo in cui si "sente" il "varco".
che ne dite?
Che per come la vedo io, non è Karima a mandare il messaggio ^___^Cerco di spiegarmi: qualche giorno fa sono andato a vedere sul primo romanzo di Eymerich (appena ristampato da mondadori) cosa sono e cosa fanno gli psitroni. Molto in sintesi, queste particelle possono muoversi con velocità superiore a quella della luce e "caricarsi" per così dire delle immagini prodotte dalle menti umane. Concentrazioni particolarmente alte di psitroni eccitati possono portare alla manifestazione di ciò con cui sono caricati. Ora, se un fascio di psitroni eccitati programmati per viaggiare talmente veloci da tornare indietro nel tempo fino al 1365 passano attraverso le menti di un po' di gente che sente qualcuno parlare del fatto che da quello che loro
credono portare vita (o comunque vantaggi) sia in realtà strumento di morte e distruzione, probabilmente quello che gli psitroni si porteranno indietro nel tempo sarà un'immagine di questa persona che dice più o meno queste cose (magari giusto filtrate attraverso la sensibilità dei riceventi).
In questo modo, tutto quello che Stanton deve fare è solo fare in modo che ci sia una piccola perdita nell'impianto mentre Karima sta in qualche modo arringando la folla dei convenuti. Credo che un sabotaggio totale sia piuttosto al di là delle possibilità dei nostri eroi. Meglio qualcosa che dia loro almeno la speranza di far vedere ai contemporanei che l'impianto non è così sicuro e di avvisare il medioevo del pericolo che corre.Se vogliamo provare, nonostante, il tempo sgoccioli inesorabile, a seguire il consiglio di KZ, io butto qui una parte relativa al 2054 (che si basa su quello che ho descritto poco fa)
_____________________
2054, Scanzano Ionico
Pochi minuti dopo le otto e trenta, Peter Stanton entrò nell'impianto.
Le guardie all'ingresso non trovarono nulla da ridire sul suo pass.
In lontananza si sentivano ancora gli slogan ecologisti del sit-in di protesta.
Una volta entrato dentro la macchina, però, non c'erano più suoni umani. C'era solo il respiro pesante della bestia che dormiva, pronta a svegliarsi.
Confondersi. Qualcuno avrebbe potuto riconoscerlo, tra i tecnici al lavoro. Il suo viso appariva di tanto in tanto sui media. Se qualcuno lo avesse notato, poteva dire addio a tutto il piano. Iniziò a circolare attorno ai meccanismi di raffreddamento secondari consultando la cartellina di fogli che teneva in mano, cercando di capire come arrivare al pannello di controllo. Per un attimo pensò a Karima. Tutta la riuscita del loro piano derivava da un buon tempismo e dalla correttezza dei suoi calcoli.
Aprire l’impianto per un istante. Fare fuoriuscire una quantità minima di psitroni. Fare sì che i piccoletti attraversino le menti dei presenti
all’inaugurazione mentre Karima sta spiegando che l’impianto è pericoloso e che c’è un rischio di avvelenamento delle falde acquifere.
Una volta fatto questo, non ci sarebbe stato più nulla che loro due potessero fare. Forse Karima avrebbe potuto pregare, vero. Lui avrebbe potuto incrociare le dita, al massimo.
Dovevano sperare che il messaggio arrivasse là dove doveva arrivare. Che qualcuno ne capisse il senso e agisse di conseguenza, togliendo l’acqua che fungeva da connettore tra le due epoche.
Ammesso, e non concesso, che la sua teoria fosse corretta. Fanculo il dubbio scientifico, pensò Stanton; se rinasco faccio anch’io il prete, e tanti saluti al relativismo.
Come se avesse avuto il tempo per scherzare.
___________________________________________(Alessandro)
Nel frattempo Eymerich è andato al lago con Modesto e Michele; insieme alle streghe sentono il >messaggio. Eymerich provoca il crollo della catacomba. Riesce a salvarsi per un soffio, ma tutti gli >altri muoiono. Lui scappa a cavallo.
Che messaggio dovrebbero sentire i tre con le streghe? Di messaggi mi pare ne siano già arrivati a bizzeffe negli ultimi capitoli! Oltre a tutti gli elementi già messi in gioco nei cap precedenti, ci sono un paio di frasi dette dalle presenze/visioni del cap5 che nel cap6 non sono state minimamente considerate (questo è il porto e non la fonte, il mostro dai mille occhi di luce e dal corpo d’argento, …). Secondo me già su queste E. avrebbe modo di fare un bel po’ di progressi nella sua ricerca.
Tra l’altro, a me non piace molto l’idea che tutto si risolva tra le 4 mura del convento o poco più, mancano davvero scene ed azioni in natura (e dato che si parla anche di problemi ambientali, un pezzo di storia all’aperto ci starebbe bene assai). Visto che qua le cose stanno cambiando alla velocità della luce – anzi degli psitroni – non sarà forse indispensabile che E. vada fin sull’Agri o sul Sinni per compiere il suo nobile gesto, ma ridurre il tutto al crollo di una catacomba con “stroppamento” del laghetto mi pare un po’ riduttivo. Anche perché l’acqua che affiora al laghetto arriverà ben da qualche parte, per cui interrare il lago con le macerie non può bastare per interrompere il canale di collegamento con il 2054, dato che l’acqua rimarrebbe comunque nelle falde sotterranee e nei vari corsi d’acqua pozze e pozzi della zona. Il flusso va secondo me bloccato più a monte, ad esempio alle sorgenti del Basento (tra l’altro la sorgente principale si trova proprio nella zona di Abriola).
Per questo cap salto il giro sia individuale sia collettivo, volevo anche spiegarvi il perché ma poi mi è sembrato inutilmente lungo e incasinato da dire. Quindi, per come la vedo io, se le prossime volte ci sarà più aria di gioco, giocheremo.
(Mara)Io avevo pensato che Eymerich stesso potesse assistere ad un'apparizione dell'imam, e interpretarla direttamente.
Oltre a tutti gli elementi già messi in gioco nei cap precedenti, ci sono un paio di frasi dette dalle presenze/visioni del cap5 che nel cap6 non sono state minimamente considerate (questo è il porto e non la fonte, il mostro dai mille occhi di luce e dal corpo d'argento, .). Secondo me già su queste E. avrebbe modo di fare un bel po' di progressi nella sua ricerca.
E' vero, almeno per quanto riguarda "questo è il porto e non la fonte".
Tra l'altro, a me non piace molto l'idea che tutto si risolva tra le 4
mura del convento o poco più, mancano davvero scene ed azioni in natura (e dato che si parla anche di problemi ambientali, un pezzo di
storia all'aperto ci starebbe bene assai). Visto che qua le cose stanno
cambiando alla velocità della luce - anzi degli psitroni - non sarà forse indispensabile che E. vada fin sull'Agri o sul Sinni per compiere il suo nobile gesto, ma ridurre il tutto al crollo di una catacomba con "stroppamento" del laghetto mi pare un po' riduttivo.
Ops, beh, sì, a ben pensarci è anche un po' banalotto come espediente,
ma non mi era venuto in mente nulla di meglio per "fissare le idee" su
cosa avrebbe potuto fare Eymerich per estirpare il male.
D'altronde, il canovaccio che ho messo in comune conteneva gli sviluppi che avevo immaginato io, e pensavo che potesse essere utile come punto di partenza.
Più che per essere preso per buono, era lì per essere fatto a pezzi. =)
Anche perché l'acqua che affiora al laghetto arriverà ben da qualche
parte, per cui interrare il lago con le macerie non può bastare per interrompere il canale di collegamento con il 2054, dato che l'acqua
rimarrebbe comunque nelle falde sotterranee e nei vari corsi d'acqua
pozze e pozzi della zona. Il flusso va secondo me bloccato più a monte, ad esempio alle sorgenti del Basento (tra l'altro la sorgente principale si
trova proprio nella zona di Abriola).
Secondo me è un'ottima idea, e potrebbe essere anche la "fonte" di cui
il laghetto è il "porto"
Per questo cap salto il giro sia individuale sia collettivo, volevo
anche spiegarvi il perché ma poi mi è sembrato inutilmente lungo e incasinato da dire. Quindi, per come la vedo io, se le prossime volte ci sarà più aria di gioco, giocheremo.
Beh, effettivamente in questi ultimi giorni non c'è stata una gran
partecipazione, mi sa che abbiamo scritto (e poco) solo io e Alessandro;
se ho scritto o fatto qualcosa che ha contribuito a farti perdere la sensazione del "gioco"e la voglia di scrivere, me ne dispiace e me ne scuso.(Mario)
* 29/04/04 Ma ridurre il tutto al crollo di una catacomba con "stroppamento" del laghetto mi pare un po' riduttivo.
Ops, be', sì, a ben pensarci è anche un po' banalotto come espediente,
ma non mi era venuto in mente nulla di meglio per "fissare le idee" su
cosa avrebbe potuto fare Eymerich per estirpare il male.
Ci stavo pensando sopra anch'io, poi ho pensato che Eymerich agisce in territorio nemico, tra l'altro a questo punto sapendo di essere spiato, e che non può permettersi azioni eclatanti. Bloccare una fonte temo richieda una serie di azioni un po' troppo impegnative. Per certi versi (almeno per come l'ho pensata io) è più semplice far fermare l'afflusso al laghetto in un modo che favorisca il crollo della grotta.
(sembra un paradosso, ma spero che quello che ho escogitato sia più o meno credibile)
Il mio punto di vista è che eymerich cerchi di fare una cosa (impedire alla visione di manifestarsi + eliminare i maghi) ottenendone però un'altra. Dubito che Eymerich possa fidarsi di una visione che ha avuto in presenza di miscredenti ed eretici. E comunque, nel cap 5, è questa visione a fungere da fonte per il versamento di sostanze misteriose nell'acqua, quindi eliminarla può essere visto come un modo per eliminare il problema.
D'altronde, il canovaccio che ho messo in comune conteneva gli sviluppi che avevo immaginato io, e pensavo che potesse essere utile come punto di partenza. Più che per essere preso per buono, era lì per essere fatto a pezzi. =)
(Alessandro)Mi è parso che salti spesso fuori una certa tensione negativa nei nostri botta e risposta (includo anche me in questo eh), come se ci fosse un’energia un po’ “strampalata” in circolo… mi è addirittura sembrato che ci sia più sintonia e sinergia nelle comunicazioni indirette (che siano gli psitroni??) che non nei messaggi che ci scambiamo nella mailing list. E bon dai ma non drammatizziamo ;) e chissà che non ce la si faccia anche col cap coll al prossimo giro..!
(Mara)
In attesa del 7 capitolo, una piccola segnalazione curiosa...
Ho comprato la prima parte di 1602, mini-serie a fumetti di Neil Gaiman
(autore di Sandman e del bellissimo romano Nessundove, tra le altre cose). Racconta le origini, appunto nel 1602 inglese, dell'universo Marvel (fantastici quattro, x-men, daredevil e compagnia bella, per intenderci). A un certo punto abbiamo la visione dell'incidente che dà dei superpoteri al bardo Matthew Murdock (alias devil): se nella versione "ufficiale" il ragazzo viene colpito agli occhi da materiale radioattivo diventando cieco, qui lo vediamo entrare in una grotta (sulle rive del mare) e portare alla bocca una strana sostanza verde fosforescente che lo fa diventare cieco e amplifica i suoi altri sensi... Ricorda qualcosa? ;-) Evidentemente, gli impianti della AAGmbH devono essersi diffusi particolarmente...
(tra l'altro, il secondo volume deve ancora uscire, e sono curioso di sapere come sono arrivate sostanze radioattive nel 1602 nella storia di gaiman!)
Niente, era solo una coincidenza piuttosto bizzarra, tutto qui!(Alessandro)
Un piccolo spunto per il prossimo capitolo: Michele da Altamura, che cosa farà?
Ce lo siamo dimenticati un po' tutti, però è un personaggio piuttosto interessante, alla fine è lo spirituale "puro" e come tale potrebbe essere indirizzato da Eymerich a tenere d'occhio Severo e il suo tradimento (perché uno spirituale dovrebbe conferire con un messo papale?). Comunque, citando Mario, è uno spunto da fare a pezzi, solo mi piaceva utilizzare in qualche modo anche questo personaggio...
Ci sono ancora 3 capitoli per chiudere la vicenda, e credo che il 10 sia appannaggio dei KZ e compagnia bella, quindi probabilmente saranno 2. Bisogna vedere come Eymerich mette in atto il suo piano senza dare troppo nell'occhio,come Severo cerca di fregarlo e decidere che deve fare il Giustiziere di
Basilicata, solo per quanto riguarda il 1365. Per il punto primo, credo che alla fine il nostro "eroe" tenga Fernando per le palle (è proprio il caso di dirlo) per la faccenda dell'amante, quindi convincerlo a mandare qualcuno con
pale a far franare il costone non dovrebbe essere difficile.
Non ho idea di che possa fare Severo, salvo continuare a seguire Eymerich e
Modesto per trovare prove (al massimo potrebbe andare all'ospedale a interrogare qualche donna, giusto per buttare lì un altro po' di deformità infantile gratuita che fa audience...).
Per quanto riguarda il giustiziere... boh... La cosa più ovvia è che anche lui debba eliminare Eymerich, ma nuovi gradi di complotto non sarebbero male. (purché gestibili in poco spazio e/o esponibili come colpo di scena)
(Alessandro)
Allora ho preso la traccia e ripasso la palla
VIII. xxx
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
La mattina non era ancora tarda quando Padre Nicolas giunse al monastero. Il
suo passo era lento e controllato ed ad ogni occasione volgeva indifferente il suo sguardo alle sue spalle per controllare padre Severo; gli aveva permesso di seguirlo per tutta la mattina ma ora era necessario liberarsene.
Doveva parlare con padre Fernando e gli argomenti della discussione non erano certo adatti a delle orecchie così ostili come quelle di Severo!.
Il frate guardiano, nonostante l'ora non propizia, bighellonava per le cucine del refettorio quando finalmente Nicolas Eymerich riuscì a scovarlo.
"padre Fernando! Che fate qui?"
Fernando ebbe un sussulto e cercò di ingoiare in fretta, senza averlo ancora masticato a dovere, un boccone di non trascurabile stazza.
"Padre Eymerch, ehm! Mi assicuravo che tutto ehm! Che tutto fosse in ordine, ecco!"
"Devo parlarvi, è una faccenda della massima urgenza."
"Dite pure padre Nicolas."
"Non qui."
disse Eymerich volgendosi verso una delle porte che davano sul chiostro.
"Seguitemi."novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli
stati d'Europa.
Elmar Wurtz completò l'ennesimo controllo delle apparecchiature, segnò dati
ed orari nella sua cartella e già cominciava a pregustare il piacere della pausa dopo le prime quattro ore di lavoro quando vide Peter, il dottor Peter Stanton, che procedeva spedito nella sua direzione.
"Peter! Che cazzo ci fai tu qui?"
"ho bisogno del tuo aiuto Elmar."Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino.
Ancora una volta Giovanna I d'Angiò si ritrovò ad ascoltare un messo che portava nuove sui fatti di Potenza ed ancora una volta si mise allo scrittoio e cominciò la sua missiva indirizzata ad Urbano V.Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede.
il cardinal segretario entrò concitato nello studio in cui Urbano V era in faccende amministrative.
"Il vostro piano ha funzionato, santità."
"Di che diavolo state parlando, cardinale?"
"Il giovane francescano ha le prove di traffici illeciti tra il frate guardiano e Nicolas Eymerich."
Un sorriso si stampò nel viso del capo della chiesa.
"Traffici di che natura?"
"Commercio carnale, santità! Pare che i due abbiano a che fare con una donna
disposta a vendere il suo corpo in cambio di favori o denaro."
(Paolo)
*01/05/04 Tutta la sequenza mi piace, però si potrebbe pensare a qualche intervento esterno (forze naturali) per risolvere la cosa in modo un po’ meno macchinoso, creando così anche un effetto sorpresa e aggiungendo un elemento in più (l’imprevedibilità e incontrollabilità della natura) ai rapporti di causa-effetto delle varie azioni.
Ossia: visto che le azioni si svolgono in autunno – stagione in cui ci sono spesso nubifragi e alluvioni ahimè a volte anche catastrofiche – il blocco del corso d’acqua potrebbe essere causato da una frana prodotta dall’arrivo di un temporale particolarmente violento, che magari ha inizio proprio quando gli uomini si stanno preparando per far franare il versante sassoso a mano (questo potrebbe dare anche un significato in più alla frase “la morte viene dall’acqua”: il nubifragio potrebbe
infatti provocare danni vari e magari travolgere alcuni dei personaggi del convento).
(Mara)
Bello! Non dimentichiamoci poi che quella notte ci sarà in corso almeno un altro "complotto" di cui eymerich non è a conoscenza, cioè quello legato al Giustiziere di Basilicata (che nome figo, sembra un supereroe tamarro: Tremate,
sciocchi, dinnanzi all'ira de... IL GIUSTIZIERE!!!).
A proposito: qualcuno ha pensato a come si muove esattamente il piano elimina- il-domenicano-scomodo? Severo è al corrente che anche il giustiziere è in movimento (credo di no)? Quest'ultimo non potrebbe fare parte di un piano per sbarazzarsi dei tre francescani (giusto perché non c'è già abbastanza carne al fuoco, in effetti; però potrebbe essere un buon colpo di scena...)?
(Alessandro)
* 04/05/04 Un piccolo spunto per il prossimo capitolo: Michele da Altamura, che cosa farà?
Ce lo siamo dimenticati un po' tutti, però è un personaggio piuttosto interessante, alla fine è lo spirituale "puro" e come tale potrebbe essere indirizzato da Eymerich a tenere d'occhio Severo e il suo tradimento (perché uno spirituale dovrebbe conferire con un messo papale?). Comunque, citando Mario, è uno spunto da fare a pezzi, solo mi piaceva utilizzare in qualche modo anche questo personaggio...
Ci sono ancora 3 capitoli per chiudere la vicenda, e credo che il 10 sia appannaggio dei KZ e compagnia bella, quindi probabilmente saranno 2. Bisogna vedere come Eymerich mette in atto il suo piano senza dare troppo nell'occhio,come Severo cerca di fregarlo e decidere che deve fare il Giustiziere di
Basilicata, solo per quanto riguarda il 1365. Per il punto primo, credo che alla fine il nostro "eroe" tenga Fernando per le palle (è proprio il caso di dirlo) per la faccenda dell'amante, quindi convincerlo a mandare qualcuno con
pale a far franare il costone non dovrebbe essere difficile.
Non ho idea di che possa fare Severo, salvo continuare a seguire Eymerich e
Modesto per trovare prove (al massimo potrebbe andare all'ospedale a interrogare qualche donna, giusto per buttare lì un altro po' di deformità infantile gratuita che fa audience...).
Per quanto riguarda il giustiziere... boh... La cosa più ovvia è che anche lui debba eliminare Eymerich, ma nuovi gradi di complotto non sarebbero male. (purché gestibili in poco spazio e/o esponibili come colpo di scena)
(Alessandro)
Allora ho preso la sua traccia eripasso la palla
VIII. xxx
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
La mattina non era ancora tarda quando Padre Nicolas giunse al monastero. Il
suo passo era lento e controllato ed ad ogni occasione volgeva indifferente il suo sguardo alle sue spalle per controllare padre Severo; gli aveva permesso di seguirlo per tutta la mattina ma ora era necessario liberarsene.
Doveva parlare con padre Fernando e gli argomenti della discussione non erano certo adatti a delle orecchie così ostili come quelle di Severo!.
Il frate guardiano, nonostante l'ora non propizia, bighellonava per le cucine del refettorio quando finalmente Nicolas Eymerich riuscì a scovarlo.
"padre Fernando! Che fate qui?"
Fernando ebbe un sussulto e cercò di ingoiare in fretta, senza averlo ancora masticato a dovere, un boccone di non trascurabile stazza.
"Padre Eymerch, ehm! Mi assicuravo che tutto ehm! Che tutto fosse in ordine, ecco!"
"Devo parlarvi, è una faccenda della massima urgenza."
"Dite pure padre Nicolas."
"Non qui."
disse Eymerich volgendosi verso una delle porte che davano sul chiostro.
"Seguitemi."novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli
stati d'Europa.
Elmar Wurtz completò l'ennesimo controllo delle apparecchiature, segnò dati
ed orari nella sua cartella e già cominciava a pregustare il piacere della pausa dopo le prime quattro ore di lavoro quando vide Peter, il dottor Peter Stanton, che procedeva spedito nella sua direzione.
"Peter! Che cazzo ci fai tu qui?"
"ho bisogno del tuo aiuto Elmar."Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino.
Ancora una volta Giovanna I d'Angiò si ritrovò ad ascoltare un messo che portava nuove sui fatti di Potenza ed ancora una volta si mise allo scrittoio e cominciò la sua missiva indirizzata ad Urbano V.Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede.
il cardinal segretario entrò concitato nello studio in cui Urbano V era in faccende amministrative.
"Il vostro piano ha funzionato, santità."
"Di che diavolo state parlando, cardinale?"
"Il giovane francescano ha le prove di traffici illeciti tra il frate guardiano e Nicolas Eymerich."
Un sorriso si stampò nel viso del capo della chiesa.
"Traffici di che natura?"
"Commercio carnale, santità! Pare che i due abbiano a che fare con una donna
disposta a vendere il suo corpo in cambio di favori o denaro."
(Paolo Porrà)
Mando in lista un pezzo di possibile cap8collettivo, se qualcuno lo trova compatibile con i suoi pezzi e/o idee di sviluppo...
Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d’Europa.
“Comunicate al governatore che interverrò all’inaugurazione – la voce dell’Imam appariva pacata, ma il tono era secco e lo sguardo inflessibile – nonostante avessi in precedenza declinato l’invito.” Aveva deciso di non aggiungere altro per il momento, le linee dei vertici organizzativi erano già abbastanza intasate dalle olocomunicazioni provenienti da tutti gli angoli della Federazione e dai vari presidi extra-federali. Inoltre, il governatore non sarebbe di certo riuscito a raccogliere molte informazioni aggiuntive, impegnato com’era a mantenere un sorriso irreprensibile di fronte al mondo, mentre si lisciava compulsivamente la sua fascia argento e azzurra. Si trattava indubbiamente della cerimonia in diretta più lunga e pomposa della storia della Repubblica – quella che avrebbe potuto portare a lui e alle varie personalità politiche e industriali i più alti riconoscimenti, o la più devastante sconfitta.
“Grazie per il passaggio cari – la guida spirituale rivolse un sorriso allo schermo che avvolgeva tutto il veicolo e con un lieve balzo toccò terra - dirigete pure la telenavetta verso casa, io credo che tornerò con altri mezzi.” Si trovava già all’interno dell’area di sicurezza, e un brivido di raccapriccio le percorse la schiena quando vide l’impianto. Il datacom aveva potuto svelarle gran parte dei dettagli strutturali di quel mostro, ma non era riuscito a trasmetterle nemmeno un eco delle orrende vibrazioni che provenivano dal suo cuore. Si fermò per un istante, fingendo di sistemarsi la lunga veste di cotone grezzo e la stoffa colorata che le cingeva i fianchi per poi salire sinuosa ad avvolgerle collo e spalle. Aveva deciso di indossare l’abito tradizionale somalo non solo perché era sua abitudine in tutte le grandi occasioni, ma anche perché le consentiva di celare più agevolmente il microtrasmettitore che la teneva in contatto con Peter Stanton. “Approdata.” Prese quindi ad avviarsi con passo lento e cadenzato verso i due funzionari che la stavano attendendo con un sorriso asettico dall’altra parte della pista, gli stessi che l’avrebbero scortata fino al palco delle autorità.
(Mara)
Per il momento questo è un possibile canovaccio per il 1365:
Severo contatta il Giustiziere, gli mostra il sigillo papale (ricordiamo
che il Giustiziere aveva ricevuto una missiva dalla regina, nella quale
probabilmente gli si chiedeva di collaborare con Severo); in breve, Severo
lo convince che Eymerich e i suoi confratelli Michele e Modesto hanno commerci
con le streghe, e gli propone di sorprenderli nel lago sotterraneo.
Eymerich nel frattempo scopre le carte con il frate guardiano, e con la
minaccia di mandarlo sul rogo lo convince a radunare una ventina di frati
e servitori robusti, con i quali andranno a cercare il ruscello che alimenta
il laghetto, e cercheranno di tapparlo, o di farlo deviare. Il gruppo si
muoverà con dei carretti trainati da cavalli o da muli.
Avremo quindi due gruppi in movimento:
1) il Giustiziere e gli sbirri andranno al lago sotterraneo, dove sorprenderanno
Michele, Modesto e le streghe. Faranno una strage, convinti di avere davanti
a sè i responsabili della pestilenza, oppure li cattureranno (ed anche in
questo caso finiranno sul rogo). Se Severo non li avrà accompagnati, non
si accorgeranno dell'assenza di Eymerich, visto che nessuno di loro lo conosce.
2) Fernando, Eymerich e i loro aiutanti si spostano a monte (qui sarebbe
interessante inserire elementi geografici più precisi, che io ahimè non
conosco) alla ricerca della fonte. Come suggeriva Mara, troveranno un buon
punto per far franare la roccia sul ruscello, e si metteranno al lavoro.
Nel frattempo scoppierà un nubifragio che accentuerà la frana, travolgendo
e uccidendo un po' di persone. Fernando potrebbe morire così (oppure anche
ucciso da Eymerich in un accesso d'ira, oppure non morirà ma verrà catturato
dagli sbirri, vedi sotto), l'importante è che la frana bloccherà il flusso
dell'acqua.
Resta da definire cosa farà Severo.
a) Potrebbe accompagnare gli sbirri al lago, ed accorgersi dell'assenza
di Eymerich (con suo grande scorno, dato che senza la flagranza non c'è
nessuna prova effettiva per farlo perseguitare, quand'anche lo trovasse).b) Oppure potrebbe seguire nascostamente Eymerich, ma in questo caso non
so come potrebbe andare a finire.
c) Come terza possibilità, subito dopo il colloquio col Giustiziere potrebbe
essersi incontrato con Eymerich. L'inquisitore gli comunica l'ora dell'incontro
con le streghe, e lo rassicura -mentendo- che si troverà anche lui al lago.
Gli racconta anche dell'amante di Fernando, suggerendogli che il padre guardiano
potrebbe essere implicato (ed assicurandosi così che verrà mandato al rogo
anche lui). Severo a questo punto andrà al lago col Giustiziere, convinto
di sorprendere tutti là, e si consolerà della delusione di essersi fatto
sfuggire Eymerich facendo imprigionare Fernando al suo ritorno (e magari
prendendo il suo posto come frate guardiano). Questa terza possibilità mi
piace più delle altre.
(Mario)
Solo una cosa: cosa c'entra Michele con streghe e stregoni?
Ok che lo abbiamo usato solo come figura di sfondo, però non vedo perché dovrebbe seguire Modesto nella caverna per prendere parte a un qualche rito...
Al massimo potrebbe essere Eymerich a mandarcelo in qualche modo ("Mah, cosa farà mai la notte il vostro confratello, padre Michele?"), sperando di liberarsi in questo modo di un fastidioso lullista...
su c) Mmm, secondo me Severo muore in qualche modo nel crollo della grotta, o subito dopo (sfugge al crollo, del resto conosce l'altra uscita; confronto con
Eymerich sotto la pioggia dove Eym gli spiega quanto è idiota e quanto
conoscesse e/o prevedesse tutte le sue mosse; sua morte in qualche modo
provocata dall'inquisitore).
Fernando viene invece incolpato del crollo della grotta e della morte del
Giustiziere e degli sbirri. Lui accusa Eymerich, il quale nel frattempo è però
già riparato in territorio amico, o è comunque irreperibile.
Fernando alla griglia. Forte acidità di stomaco per il Papa. Le nascite
orribili comunque prima calano di numero poi cessano. Finale, fuochi
d'artificio, ecc ecc
(Alessandro)Su Michele:,un po' perchè è una figura meno caratterizzata delle altre e quindi
va "a traino" di Modesto, ma anche perchè nel cap VI Severo si lamentava
che Modesto e Michele non lo tenevano al corrente di ciò che facevano, mentre
fra loro erano pappa e ciccia, e inoltre sono entrambi lullisti, quindi
potenzialmente avvezzi alle arti alchemiche. Mi sembrava quasi naturale
che anche Michele fosse coinvolto. Ti convince?
Okkei, abbiamo pareri opposti, tu vuoi ammazzare Severo, io invece l'avrei
preferito come l'unico che riesce a salvarsi (il più viscido di tutti, alla
faccia della morale..)
Però, se seguiamo il suggerimento di Mara (che a me sembra la miglior soluzione)
a franare non sarebbe la grotta, ma la roccia parecchi km più a monte, in
modo da tappare il ruscello. Nella grotta accadrebbe semplicemente che il
laghetto si prosciuga.
Quindi a questo punto lo scenario potrebbe essere che Severo rintraccia
Eymerich al ruscello, ma senza gli sbirri (che sono al laghetto). Eymerich
può agevolmente metterlo fuori combattimento sul piano fisico, dargli dell'idiota
etc.
In ogni caso, mi sa che chi muore lo fa nel capitolo X, quindi al di fuori
della nostra portata.
Ricapitolando: Eymerich trova il modo di scappare, ovviamente.
Degli altri:
Modesto (e imho anche Michele) potrebbe
1) essere catturato dal giustiziere nella grotta e finire al rogo
2) essere ammazzato nella grotta
3) morire sotto la frana (ma solo se la frana avviene nella grotta)
Severo potrebbe:
1) godersi felice e contento i frutti delle sue trame
2) morire travolto dalla frana (perchè per es. ha seguito Eymerich al ruscello)
3) morire ammazzato (per es. strangolato da Eymerich che non trova altro
modo per liberarsene)
Il Giustiziere potrebbe:
1) morire nella frana (ma solo se la frana avviene nella grotta)
2) essere semplicemente lo strumento della morte degli altri, imprigionandoli
e mandandoli al patibolo. Quindi si salva.
Fernando potrebbe:
1) morire travolto dalla frana
2) essere catturato dal giustiziere al suo ritorno per la faccenda della
sua amante, o direttamente ucciso
(ho dimenticato qualcosa?)
Bello sarebbe riuscire ad arrivare al capitolo X lasciando aperte la maggior
parte di queste possibilità.
Nel 2054 invece, come già avevi detto tempo fa, anche a me piacerebbe che
morissero un po' tutti quelli che si trovano all'inaugurazione, compresi
Peter e Karima (e anche Mordechai), visto che non ci dovrebbe essere modo
di scappare in così poco tempo.
(Mario)
ok, magari più per curiosità che per reale convinzione. A questo punto Severo
lo metterebbe nei denunciati più per rabbia e invidia che altro, giusto?Effettivamente anche questa visione pessimistica non è male. Del resto,
lasciare vivo un Severo umiliato e potenzialmente vendicativo non è il massimo
per Eymerich, quindi credo che se E. si trova faccia a faccia con Severo faccia
di tutto per sbarazzarsene in maniera definitiva.
A me una scena terrificante di crollo della grotta mentre la visione della dama
in nero si trasforma in un qualche demone spaventoso per via della paura e
della superstizione dei soldati intervenuti piaceva abbastanza. Però anche un
più sobrio prosiugamento e passaggio a fil di spada di tutti gli intervenuti
andrebbe bene (si potrebbe inframezzare con una carica di dispersione di un
qualche picchetto ambientalista fuori dall'impianto nel 2054)
Così per dire: peter e karima, a comunicazione effettuata, vengono beccati e
imprigionati dentro la struttura (se come suggeriva Mara comunicano per "radio"
ci sono buone possibilità che qualcuno capti le loro comunicazioni, fosse anche
solo il countdown per fare la dichiarazione da mandare indietro nel tempo).
Mordechai pure, o viene direttamente abbattuto per tradimento sul luogo (la
AAgmbH non fa grosse differenze tra pagare una persona e possedere una persona,
credo) quando cercano di fermare Stanton.
Al massimo Peter e Karima possono dichiararsi il loro inespresso amore un
istante prima di venire trasformati in vapore...
(Alessandro)
Volevo dire che per noi "autori" è naturale
(e comodo) che Michele segua Modesto nelle sue pratiche, e che si troverà
con lui durante la scena madre (catastrofe, retata o strage che sia).
Ma non è detto che Severo ne sia al corrente: è vero, nel canovaccio avevo
scritto anche "Michele", ma in effetti Severo potrebbe denunciare solo Eymerich
e Modesto, tanto poi noi sappiamo che Michele si troverà anche lui nella
rete.
Particolare trash, una delle scene che ho tagliato dai capitoli scorsi per
superato numero di battute comprendeva una sveltina fra i due, prima del
sabotaggio...
(Mario)
Ach, il solito romanticone, eh? ;-)
Dai, la mettiamo nei contenuti speciali del DVD...
(per la cronaca io avevo un Eymerich che ispezionando il lago trovava una placca di metallo con il simbolo della radioattività e la sigla della A.A.g.m.b.H. e si domandava a quale oscuro culto alchemico/satanico si riferisse...)(AlessandrO)
Vi giro comunque un pezzetto di stesura, fra quelle che avevo indicato
nell'ultimo canovaccio.
Lo so che è molto tardi e che molti di voi avranno già bello che finito
il loro capitolo, ma spero ugualmente che possa essere ancora utile.
---
A.D. 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere
In piedi al centro della sala, la spada che gli pendeva dal fianco, il
Giustiziere di Basilicata guardava Severo con un'espressione
indecifrabile. Possibile che l'uomo con cui doveva concordare le sue
azioni, segnalato dalla Regina come emissario del Papa, fosse quel frate
gracile e quasi adolescente?
Eppure gli parlava con sicurezza ed autorità, e quello che gli aveva
mostrato era proprio il sigillo di Urbano V.
"Le vostre parole sono molto gravi, fratello Severo"
"I fatti sono gravissimi, signore, e dovrebbero convincervi più delle
mie parole."
"L'Inquisitore di Aragona. Certo, la Regina mi aveva informato della sua
presenza, ma voi ora vorreste che lo imprigionassi addirittura per
eresia!"
"Lui, frate Modesto e tutti coloro che partecipano alle orge del
Maligno."
"Il Maligno, certo." Il massiccio uomo d'armi sogguardò il frate "Ma
cosa succederebbe se non riusciste a provare la sua colpevolezza? Io
rimarrei colui che ha emesso l'ordine di arresto. Il rischio è molto
alto."
Il Giustiziere era un uomo pratico, e Severo capì che doveva cambiare
registro: "C'è solo un modo, signore: se li coglieremo sul fatto,
nessuno potrà dirci nulla"
"Sta bene, frate Severo. Cercate dunque di scoprire quando sarà la
prossima di queste orge"
"E voi allertate i vostri uomini. Non avremo una seconda possibilità,
dovranno essere pronti a tutto" si fermò un attimo. "Sapete, padre
Nicolas è un uomo molto energico. Potrebbe tentare di sottrarsi alla
cattura"
Alessandro: (per la cronaca io avevo un Eymerich che ispezionando il lago trovava
una placca di metallo con il simbolo della radioattività e la sigla della
A.A.g.m.b.H. e si domandava a quale oscuro culto alchemico/satanico si
riferisse...)
Beh, non era male come idea..
Peraltro una delle cose curiose che ho osservato in questo esperimento è
proprio quante idee ci siano venute in mente, e quante fra esse (poche!)
poi siano davvero finite nei nostri capitoli "definitivi".
(Mario)Ho avuto solo il tempo di leggere i vostri messaggi senza avere la
possibilità di intervenire ma mi pare che, in ogni caso, non ci sia più il
tempo per fare un capitolo "contaminato". Io prenderò la traccia che avevo
messo nella list e cercherò di seguire l'istinto e, sopratutto, le vostre
indicazioni che mi paiono tutte molto interessanti.(Paolo Porrà)
Due pezzi già ci potrebbero essere, ammesso che piacciano ai vari partecipanti (personalmente sì) e anche l'abbozzo di incontro tra Eymerich e Fernando di Paolo mi sembrava carino, se sviluppato e con ancora voglia di condividerlo. Ale sono sicura che hai anche tu belle et buone cose da giuntare, io sto tentando di scrivere un pezzo dove Severo sente una conversazio tra Modesto e Michele, in cui pianificano il prossimo rito laghense. certo se ci troviamo con sovrapposizioni di pezzi, lì ci può essere già più casin...ma se abbiamo culo e gli psitroni ci assistono magari...
(Mara)
Pensavo: una volta che tutti hanno ultimato il proprio capitolo, perché non
mandarlo in lista metterlo nella trama?
In questo modo potremmo già preparare linee di sviluppo per il IX capitolo a
partire dai capitoli proposti, e non dovere poi partire da zero quando verrà
pubblicato l'ottavo capitolo (sempre che non salti fuori un outsider che
rivolta tutto come un calzino, il che sarebbe anche divertente...).
Che dite, si può fare?(Alessandro)
Dai che tra oggi e oggi ancora ce la si può fare col cap coll...forse :))
due pezzi già ci potrebbero essere, ammesso che piacciano ai vari partecipanti
(personalmente sì)
Ma lo sai che hai ragione?
Anche a me piacciono, e mettendoli insieme si arriva quasi a metà delle
battute totali. Non c'è moltissimo da aggiungere.
e anche l'abbozzo di incontro tra Eymerich e Fernando
di Paolo mi sembrava carino, se sviluppato e con ancora voglia di condividerlo.
Io ho abbozzato un dialogo in cui Eymerich "convince" Fernando a preparare
la spedizione, dopo pranzo ve lo lancio.
Ale sono sicura che hai anche tu belle et buone cose da giuntare, io sto
tentando di scrivere un pezzo dove Severo sente una conversazio tra Modesto
e Michele, in cui pianificano il prossimo rito laghense.
Bello. Mi piace l'idea che Severo spii i confratelli, anzichè chiederglielo
in prima persona. Non ci avrei pensato, sono troppo legato al "dialogo diretto".
certo se ci troviamo con sovrapposizioni di pezzi, lì ci può essere già più casin...ma se abbiamo
culo e gli psitroni ci assistono magari...
Beh, intanto questo entusiasmo è proprio quello che ci voleva. =)))
E in ogni caso, anche l'idea di Alessandro è ottima (intendo: quella di
mettere in comune già da subito i capitoli "singoli").
Come promesso stamattina, ecco un altro frammento: un dialogo fra Eymerich
e Fernando che parte da dove si era fermato quello di Paolo.
Non potrò purtroppo fare da incollatore/tornitore, almeno fino alle dieci
di stasera.----
A.D. 1365, Potenza, convento dei frati francescani
Nicolas Eymerich misurava a grandi passi il pavimento del chiostro. Doveva
assicurarsi la piena collaborazione di Fernando, e nello stesso tempo tenerlo
sotto stretto controllo. Non si fidava di quel frate debole e corruttibile,
ma stavolta aveva bisogno di un suo aiuto attivo, e non poteva eccedere
con le minacce.
Cominciò a parlargli con tono calmo ma risoluto: ?Siamo finalmente arrivati
alla resa dei conti con Satana e i suoi servi. Domattina mi servono una
ventina di uomini robusti, che conoscano bene la zona.
“Ma, padre..”
“E utensili da scavo per ciascuno di loro. E bestie per trasportare uomini
e attrezzature, chè il viaggio potrà essere lungo. Partiremo all’alba”
“All’alba? Ma in così poco tempo non sarà possibile reperire tutte queste
persone.”
“Nel caso non l?abbiate capito, bisogna agire in fretta, e quello che vi
sto dando è un ordine”
“Sarà fatto, padre? balbettò il frate, abbassando lo sguardo e, posso sapere..”
“Vi spiegherò tutto domani, strada facendo. Adesso il tempo è prezioso.”
“Ma.. devo partire anch’io? Chi controllerà il convento?”
“Voglio essere chiaro, Fernando.” Eymerich, senza alterare la voce, piantò
gli occhi in faccia al frate guardiano ”Ho incontrato ieri una giovane donna,
che dice di conoscervi molto bene. Molto più di quanto non sia consentito
a una donna conoscere un ministro della Fede.”
Fernando spalancò bocca ed occhi, senza riuscire a dire una parola.
“Ovviamente non ho prestato fede alle sue menzogne. Ma altre orecchie le
sentiranno, e certamente si troverà chi vorrà ritenerle vere. E voi non
siete in condizioni di sostenere una simile accusa.”
Eymerich sogghignò al vedere il viso terreo del frate “Certo, se venite
con me, a salvare la città dal Maligno, la vostra situazione potrebbe cambiare.”
“Grazie, padre. Farò tutto quello che mi avete chiesto.” Riuscì a farfugliare
Fernando, ormai quasi senza una volontà propria.
“Bene. Potete andare.”
L’incontro si era risolto brillantemente. Rimasto solo, Nicolas Eymerich
poteva già progettare la prossima mossa.(Mario)
* 11/05/04 Scrive Mara Marchesan:
io ho provato a fare una prima ibridazione di quello che è girato in
lista finora...
Posso fare un minimo di pre-editing?
Cap 8 collettivo (ibrido I)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza. (Paolo e Alessandro)
La mattina non era ancora tarda quando Padre Nicolas giunse al monastero. Il
suo passo era lento e controllato ed ad ogni occasione volgeva indifferente
il suo sguardo alle sue spalle per controllare padre Severo; gli aveva
permesso di seguirlo per tutta la mattina ma ora era necessario liberarsene.
Doveva parlare con padre Fernando e gli argomenti della discussione non
erano certo adatti a delle orecchie così ostili come quelle di Severo!.
Il frate guardiano, nonostante l'ora non propizia, bighellonava per le
cucine del refettorio quando finalmente Nicolas Eymerich riuscì a scovarlo.
"Padre Fernando! Che fate qui?"
Fernando ebbe un sussulto e cercò di ingoiare in fretta, senza averlo ancora
masticato a dovere, un boccone di non trascurabile stazza.
"Padre Eymerch, hem! Mi assicuravo che tutto hem! Che tutto fosse in
ordine,
ecco!"
"Devo parlarvi, è una faccenda della massima urgenza."
"Dite pure padre Nicolas."
"Non qui"
disse Eymerich volgendosi verso una delle porte che davano sul chiostro
"seguitemi. Devo parlarvi di una certa femmina," aggiunse gelido.
Fernando abbassò il capo e seguì docilmente l'inquisitore.
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Ok, le ultime due righe erano una mia proposta (che per una serie di casini
elettronico-postali avevo mandato solo a Mara), che prevedevano un taglio del
dialogo Fernando-Eymerich, ma visto che questo dialogo c'è ed è ben fatto,
tornerei alla versione originale (che finiva con "seguitemi")
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Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati
d’Europa. (Mara)
(cut)
Anno del Signore 1365,Convento dei Frati Francescani, città di Potenza. (Mara)
(cut)
“Il
Maligno è tra noi, Michele. Ricorda le profezie del Maestro.” Michele lo
fulminò
con lo sguardo: da quando erano entrati a far parte di quel convento, nominare
certe parole era tabù assoluto. Ma Modesto continuò imperterrito: “E i miei
incontri giù al lago, la bruna madonna sempre più ossessiva e insistente, e
tutti gli adepti. Loro, loro erano con me e me l’hanno sospirato: Modesto
ritorna con il Malvagio, perché a noi e alle nostre parole egli va consegnato.”
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Non rischia di crearsi un po' di confusione tra il Maligno e il Malvagio (che
è poi uno dei nomognoli di Eymerich, San Malvagio)? Mi piaceva molto un
capitolo alternativo in cui i maghi vedevano Eymerich come un cane (Domini
canes) nero, non si potrebbe usare una dizione del genere?
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(cut)
Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati
d'Europa. (Paolo e Alessandro)
Mordechai Wurtz completò l'ennesimo controllo delle apparecchiature, segnò dati
ed orari nella sua cartella e già cominciava a pregustare il piacere della
pausa dopo le prime quattro ore di lavoro quando vide Peter, il dottor Peter
Stanton, che procedeva spedito nella sua direzione.
"Peter! Che cazzo ci fai tu qui?"
"Ho bisogno del tuo aiuto Mordechai."
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Ehi, mi sembra un po' eccessivo accreditarmi come co-autore di questo pezzo,
visto che di mio c'è solo il nome del personaggio... non sono mica esoso come
sting (v. money for nothing).
Facezie a parte, è l'unico passaggio che mi convince poco, non tanto per
l'amicizia pregressa peter-mordechai quanto per il fatto che P. sembra sapere
già su chi contare, mentre fino ad ora nulla di simile era emerso.
Se posso suggerire qualcosa, è qualcosa di questo genere:
....
Erano già quindici minuti che Peter si aggirava tra i tecnici al lavoro, senza
combinare nulla. Non sembrava esserci modo di avvicinarsi al pannello di
controllo, non con quel pass. E ora?
Una voce lo chiamò: "Peter! Peter!"
Stanton non potè credere ai suoi occhi: era Mordechai! Avevano frequentato
assieme un semestre all'università, vent'anni prima, poi si erano tenuti
saltuariamente in contatto. L'ultima volta avevano parlato otto mesi prima, ma
Wurtz non gli aveva detto che lavorava per la A.A.g.m.b.H.; probabilmente se
ne vergognava.
Andò incontro all'amico prima che questo avesse il tempo di urlare il suo
cognome per tutto l'impianto. La discrezione era fondamentale, se voleva
giocare al piccolo James Bond e poterlo raccontare un giorno ai nipoti.
"Mordechai... Vecchio mio, sei quanto di più vicino a un miracolo potesse
capitarmi oggi!"
"Eh?"
"Portami in un posto tranquillo e ti dirò tutto. Hai mai visto The Blues
Brothers?"
.......
Ovviamente, se ci sono problemi con le battute torniamo alla versione
originale. (spiegazioni e sabotaggio nel cap 9. O forse solo un accenno alla
spiegazione, tanto sappiamo già che cosa gli racconterà. Ah, ovviamente il
riferimento a blues brothers è perché peter si sente un po' in missione per
conto di dio...)
(ops, ma posso scrivere se ho già fatto il cap scorso?)
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Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino. (Paolo)
Ancora una volta Giovanna I d'Angiò si ritrovò ad ascoltare un messo che
portava nuove sui fatti di Potenza ed ancora una volta si mise allo
scrittoio e cominciò la sua missiva indirizzata ad Urbano V.
Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede. (Paolo)
Il cardinal segretario entrò concitato nello studio in cui Urbano V era in
faccende amministrative.
"Il vostro piano ha funzionato, santità."
"Di che diavolo state parlando, cardinale?"
"Il giovane francescano ha le prove di traffici illeciti tra il frate
guardiano e Nicolas Eymerich."
Un sorriso si stampò nel viso del capo della chiesa.
"Traffici di che natura?"
"Commercio carnale, santità! Pare che i due abbiano a che fare con una
donna
disposta a vendere il suo corpo in cambio di favori o denaro."
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Il commercio carnale cozza con il dialogo sotto di mario...
In più, bisogna far capire che questi seguono la vicenda in differita, visto
che se è ancora plausibile una comunicazione rapida potenza-napoli (o no?)
quella tra napoli è avignone è ancora più lenta
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Per il resto, uao!
I pezzi si incastrano piuttosto bene tra di loro, no?
Ah ecco, si potrebbero spostare napoli e avignone dopo il dialogo con il
giustiziere credo
(Alessandro)Ho appena visto il fottio che ibridazioni che sarebbero state un divertimento bestiale se ci fossimo mossi prima!
io, purtroppo, non faccio più in tempo a modificare un bel niente.
ho scritto un capitolo che manderò così com'è ma mi pare magnifica l'idea di
metterlo nella list!
quindi, io vi invio ora il capitolo esattamente così come è nella forma finale, se qualcuno di voi vuole utilizzare parte o tutto di quello che ho scritto per me sarà una soddisfazione anche se uno di voi utilizza una sola mia parola!VIII. Sospesi
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
La mattina non era ancora tarda quando Padre Nicolas giunse al monastero. Il
suo passo era lento e controllato ed ad ogni occasione volgeva indifferente
lo sguardo alle sue spalle per controllare padre Severo; gli aveva permesso
di seguirlo per tutta la mattinata ma ora era necessario liberarsene.
Doveva parlare con padre Fernando e gli argomenti della quella discussione
non sarebbero stati certo adatti a delle orecchie così ostili come quelle di
Severo!
Il frate guardiano, nonostante l'ora poco propizia, bighellonava per le
cucine del convento quando finalmente Nicolas Eymerich riuscì a scovarlo.
"Padre Fernando! Che fate qui?"
Fernando ebbe un sussulto e cercò di ingoiare in fretta, senza averlo ancora
masticato a dovere, un boccone di non trascurabili dimensioni.
"Padre Eymerch, hem! Mi assicuravo che tutto hem! Che tutto fosse in ordine,
ecco!"
"Devo parlarvi, è una faccenda della massima urgenza."
"Dite pure padre Nicolas."
"Non qui."
Eymerich si volse verso una delle porte che davano sul chiostro.
"Seguitemi."
Il sole di fine mattino era piacevole ma non sufficientemente caldo da
giustificare le gocce di sudore che imperlavano la fronte del frate
guardiano.
"Che volevate dirmi, padre Nicolas?"
"Dovete fare qualcosa per conto mio."
Padre Fernando parve rilassarsi un poco; per una volta Nicolas Eymerich era
là per chiedere un favore e non per esercitare il suo scuro potere!
"Sceglierete una ventina di villani, li condurrete al costone che sovrasta il lago e lo farete crollare. Una volta che il grosso del letto del fiume sarà ostruito riempirete tutto con della terra in maniera che il corso delle acque venga decisamente e definitivamente deviato verso valle ed il fiume non passi più per il lago. Tutto questo senza che nessuno ne venga a conoscenza e senza che nessuno sappia che l'ordine arriva da me!"
A padre Fernando non era affatto chiaro il senso di questa pazzia ma, soprattutto per la richiesta di tenere il segreto, pareva che la questione fosse molto importante per padre Nicolas. Fernando ebbe l'impressione che la cosa potesse portare nei notevoli vantaggi per lui.
"Be’! Quello che mi chiedete è piuttosto complicato, sapete! Questo è un convento piuttosto piccolo ed è quasi impossibile che si riesca a fare qualcosa senza che i confratelli non ne sappiano niente. Non parliamo dei popolani poi, bisognerebbe pagarli lautamente per convincerli a non far parola di tutto questo."
lo sguardo e il tono del frate guardiano erano in netto contrasto con il senso benevolo delle sue parole ed Eymerich non era certo fuori dalle cose del mondo; sapeva quando aveva davanti agli occhi un uomo che cercava di ricattarlo.
"Non sfidate la mia pazienza padre Fernando, potrebbe essere pericoloso!"
Per una volta il frate guardiano non fu intimorito dalle minacce di Eymerich; dopotutto era lui che aveva bisogno di un favore!
"Se preferite potete rivolgervi a qualcun altro che abbia rapporti con la gente del luogo e vi faccia da intermediario!"
La voce di Eymerich si fece ruggente: "Certo che nessuno al convento ha più di voi rapporti con la gente del luogo padre Fernando! Soprattutto con le donne del luogo!"
Il sudore ricomparse copioso sulla fronte del padre guardiano.
"Che intendete insinuare?"
"Insinuare, padre Fernando? Ho parlato io stesso con quella serva del
demonio, quella donna che ora porta in grembo una creatura vostra!"
Ora il sudore della fronte era accompagnato del tremore delle mani che padre Fernando cercava di fermare stringendole una nell'altra.
"Vi siete macchiato di peccati che vi faranno sprofondare per l'eternità e io non posso fare niente per cercare di mitigare la punizione di Dio ma, se fate ciò che vi chiedo, posso cercare di evitarvi l'orrenda ma giusta punizione degli uomini!"
Il frate guardiano abbassò il capo.
"Farò tutto ciò che chiedete padre Nicolas."
Il sole, indifferente alle sorti degli uomini, proiettava le sue ombre sull' erba del piccolo chiostro; anche quella di padre Severo che, nascosto da una delle colonne che correvano tutto attorno alle pareti, ascoltava ogni parola.
Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli
stati d'Europa.
Wurtz Mordechai completò la sequenza dell'ennesimo controllo al sistema di
raffreddamento, segnò dati ed orari nella sua cartella e già cominciava a pregustare il piacere della pausa dopo le prime quattro ore di lavoro quando vide Peter, il dottor Peter Stanton, che procedeva spedito nella sua direzione.
"Peter! Che cazzo ci fai tu qui?"
"Ho bisogno del tuo aiuto Mordechai"
L'uomo si guardò intorno
"Leviamoci di qua!"
Peter venne condotto all'interno di un locale che pareva essere un centro di controllo per gli impianti idrici della centrale
"Qui non ci disturberà nessuno. Lo sai che se ti beccano qui, ti arrestano?
Come hai fatto ad entrare?"
"Un pass procurato da Karima..."
Il volto preoccupato di Mordechai si illuminò un poco.
"Karima! È una vita che non la incontro, come sta?"
"Abbastanza nervosa credo, in questo momento dovrebbe essere all'ingresso
principale della tensostruttura."
"Vuoi dire che ha accettato di partecipare all'inaugurazione?"
"È qui perché da per scontato che tu ci aiuterai a commettere una pazzia"
"Una pazzia? Mi piace! È dai tempi delle manifestazioni ambientaliste del 2030 che noi tre non facciamo delle pazzie assieme!"
"Con questa di oggi recupereremo il tempo perso, vedrai!"
"Cosa avete in mente tu e Karima."
Peter sapeva di avere poco tempo ma doveva anche cercare di mettere il suo amico al correte della situazione.
"Mordechai, ti sei fatto un'idea di come funzioni questo impianto?"
"Che mi venga un colpo, no! Ho passato intere settimane a controllare schemi
di funzionamento e teorie incomprensibili, ma l'unica cosa di cui sono
sicuro e che in quest'impianto non esistono procedure di stoccaggio; non so
dove cazzo finiscano le scorie!"
"Il punto non il dove, Mordechai, il punto è il quando!"
Anno del Signore 1365, Napoli, Maschio Angioino.
Ancora una volta Giovanna I d'Angiò si ritrovò ad ascoltare un messo che portava nuove sui fatti di Potenza ed ancora una volta si mise allo scrittoio e cominciò la sua missiva indirizzata ad Urbano V.
“Santità, la Vostra figlia in fede e devozione, Vi invia con sollecitudine queste righe credendo che esse possano essere meritevoli dell'attenzione di Vostra Santità. Abbiamo appena ora congedato il messo di ritorno dalla città di Potenza da Noi inviato per recare i di Voi ordini. Lo stesso messo ha riportato con se notizie attorno a quel padre Nicolas Eymerich la cui sorte sta particolarmente a cuore a Vostra Santità. Codeste notizie, stimiamo...”Anno del Signore 1365, Avignone, Santa Sede.
Il cardinal segretario entrò concitato nello studio in cui Urbano V era in faccende amministrative.
"Il Vostro piano ha funzionato, Santità"
"Di che diavolo state parlando, cardinale?"
"Il giovane francescano ha le prove di traffici illeciti tra il frate guardiano e Nicolas Eymerich."
Un sorriso si stampò sul viso del successore di Pietro.
"Traffici di che natura?"
"Commercio carnale, Santità! Pare che i due abbiano a che fare con una donna
del popolo disposta a vendere il suo corpo in cambio di favori o denaro"
Urbano V sapeva quanto fosse improbabile che Nicolas Eymerich si fosse macchiato di quel tipo di sozzo commercio, soprattutto in maniera così
sciocca, ma quello che contava era che la parola di Severo da Benevento potesse mettere in dubbio la sua credibilità.
"Il Giustiziere di Basilicata ne deve essere informato, voglio che ci sia un processo pubblico contro Nicolas Eymerich!"
Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli
stati d'Europa.
Claude Blanc accolse calorosamente, e teatralmente, Karima che faceva il suo ingresso nella struttura avveniristica scelta come luogo dell'inaugurazione; si gustava con malcelato piacere la ritrattazione di quel duro rifiuto, pochi giorni prima comunicato, da parte del capo religioso.
"Cara! Allora è riuscita a liberarsi. Non le so davvero dire quanto ne siamo felici."
In contrasto con i suoi modi affabili e il suo abbigliamento ricercato e soffice come l'articolazione dei suoi polsi circondati di preziosi bracciali, Claude Blance era un uomo determinato, feroce nelle sue priorità e disposto a tutto per il denaro; uno dei peggiori figli di puttana che la A.A. G.m.b.H. pagava profumatamente perché risolvesse diversi ordini di problemi.
Claude non informava i suoi datori di lavoro con quali mezzi riuscisse ad ottenere i risultati che otteneva e, d'altronde, a loro non importava se ogni tanto qualcuno ci lasciava la pelle o se parte della flora o della fauna di qualche parte della terra si tramutava in un ricordo!
“Buongiorno signor Blanc."
"Oh! Ma mi chiami Claude, la prego. Non c'è niente di più antipatico delle formalità tra persone che si apprezzano, non crede?"
"Sono d'accordo con lei, signor Blanc!"
Ci voleva ben altro di una stoccatina per scoraggiare un avvoltoio in abito di seta.
"Venga cara, le presento sua eminenza il cardinale Luchini, erano anni che non avevamo l'onore di averlo qui a Scanzano Ionico; è venuto appositamente per la cerimonia."
Karima seguì quell'essere rivoltante verso un gruppo di una decina di persone tra le quali spiccava l'abito cardinalizio argento e oro di sua eminenza Luchini; dopotutto se doveva prepararsi ad una conferenza rabbiosa, e in quel luogo sicuramente poco popolare, contro l'impianto e la A.A. G.m.b.H., quella non era un posizione peggiore di altre nella sala.
(Paolo)Il commercio carnale cozza con il dialogo sotto di mario...
Il fatto è che Severo non sa nulla dell'amante di Fernando, mentre è al corrente dei riti del lago (perchè gliene ha parlato Eymerich, mentre gli ha taciuto della donna).
In più, bisogna far capire che questi seguono la vicenda in differita, visto
che se è ancora plausibile una comunicazione rapida potenza-napoli (o no?) quella tra napoli è avignone è ancora più lenta
Avevo pensato la stessa cosa ma poi mi son dimenticato di dirla. =)) Se
li avvenimenti a Potenza incalzano, è difficile che il Papa ne abbia notizia in tempo reale.
Forse eventuali flash sulla Regina e sul Papa possono essere inseriti nel cap. IX, più che in questo. Che ne dite?(Mario)
Scusate, stanotte quando ho inviato il mio ottavo capitolo ero proprio bollito,
e mi son dimenticato di metterlo in lista. Lo faccio ora. =)
Commentino:
E' tutto ambientato nel 1365.
In ogni caso, nulla di nuovo sotto il sole:
- l'introduzione non è altro che l'idea iniziale di Paolo, compressa e "raccontata",
invece che "recitata"
- la parte centrale già la conoscete, perchè l'ho già postata nei giorni
scorsi
- la parte finale sviluppa alcuni degli avvenimenti che avevo inserito nel
canovaccio.
(Mario)
-----A.D. 1365, Potenza, convento dei francescani.
Verso la fine della mattinata, Nicolas Eymerich faceva ritorno al convento.
Mentre attendeva che gli venisse aperto il portone, scorse la sagoma di
Severo dietro il muro di una casa. Lo aveva seguito fin là, ma evidentemente
preferiva non incrociarlo nemmeno dove non avrebbe destato sospetti.
Tanto meglio, pensò l'inquisitore. Doveva urgentemente parlare a Fernando,
e preferiva evitare presenze indiscrete.
Trovò il frate guardiano nelle cucine, e lo convinse a seguirlo al chiostro,
dove avrebbero potuto parlare con maggiore tranquillità.
A.D. 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere
In piedi al centro della sala, la spada che gli pendeva dal fianco, il Giustiziere
di Basilicata guardava Severo con un'espressione indecifrabile. Possibile
che l'uomo con cui doveva concordare le sue azioni, segnalato dalla Regina
come emissario del Papa, fosse quel frate gracile e quasi adolescente?
Eppure gli parlava con sicurezza ed autorità, e quello che gli aveva mostrato
era proprio il sigillo di Urbano V.
"Le vostre parole sono molto gravi, fratello Severo"
"I fatti sono gravissimi, signore, e dovrebbero convincervi più delle mie
parole."
"L'Inquisitore di Aragona. Certo, la Regina mi aveva informato della sua
presenza, ma voi ora vorreste che lo imprigionassi addirittura per eresia!"
"Lui, frate Modesto e tutti coloro che partecipano alle orge del Maligno."
"Il Maligno, certo." Il massiccio uomo d'armi sogguardò il frate "Ma cosa
succederebbe se non riusciste a provare la sua colpevolezza? Io rimarrei
colui che ha emesso l'ordine di arresto. Il rischio è molto alto."
Il Giustiziere era un uomo pratico, e Severo capì che doveva cambiare registro:
"C'è solo un modo, signore: se li coglieremo sul fatto, nessuno potrà dirci
nulla"
"Sta bene, frate Severo. Cercate dunque di scoprire quando sarà la prossima
di queste orge"
"E voi allertate i vostri uomini. Non avremo una seconda possibilità, dovranno
essere pronti a tutto" si fermò un attimo. "Sapete, padre Nicolas è un uomo
molto energico. Potrebbe tentare di sottrarsi alla cattura"
A.D. 1365, Potenza, convento dei francescani.
Nicolas Eymerich misurava a grandi passi il pavimento del chiostro. Doveva
assicurarsi la piena collaborazione di Fernando, e nello stesso tempo tenerlo
sotto stretto controllo. Non si fidava di quel frate debole e corruttibile,
ma stavolta aveva bisogno di un suo aiuto attivo, e non poteva eccedere
con le minacce.
Cominciò a parlargli con tono calmo ma risoluto: "Siamo finalmente arrivati
alla resa dei conti con Satana e i suoi servi. Domattina mi servono una
ventina di uomini robusti, che conoscano bene la zona"
"Ma, padre.."
"E utensili da scavo per ciascuno di loro. E bestie per trasportare uomini
e attrezzature, chè il viaggio potrà essere lungo. Partiremo all'alba"
"All'alba? Ma in così poco tempo non sarà possibile reperire tutte queste
persone."
"Nel caso non l'abbiate capito, bisogna agire in fretta, e quello che vi
sto dando è un ordine."
"Sarà fatto, padre" balbettò il frate, abbassando lo sguardo "e, posso sapere.."
"Vi spiegherò tutto domani, strada facendo. Adesso il tempo è prezioso"
"Ma.. devo partire anch'io? Chi controllerà il convento?"
"Voglio essere chiaro, Fernando" Eymerich, senza alterare la voce, piantò
gli occhi in faccia al frate guardiano "Ho incontrato ieri una giovane donna,
che dice di conoscervi molto bene. Molto più di quanto non sia consentito
a una donna conoscere un ministro della Fede"
Fernando spalancò bocca ed occhi, senza riuscire a dire una parola.
"Ovviamente non ho prestato fede alle sue menzogne. Ma altre orecchie le
sentiranno, e certamente si troverà chi vorrà ritenerle vere. E voi non
siete in condizioni di sostenere una simile accusa."
Eymerich sogghignò al vedere il viso terreo del frate "Certo, se venite
con me, a salvare la città dal Maligno, la vostra situazione potrebbe cambiare"
"Grazie, padre. Farò tutto quello che mi avete chiesto" riuscì a farfugliare
Fernando, ormai quasi senza una volontà propria.
"Bene. Potete andare"
Rimasto solo, Nicolas Eymerich rimase ancora nel chiostro per qualche minuto,
pensando alla prossima mossa da fare.
Poco dopo stava bussando alla porta della cella di Modesto.
L'anziano frate si trovava in piedi, la mano appoggiata allo schienale di
una seggiola. Era visibilmente provato, ma gli occhi celesti erano vivaci,
e la voce serena e cordiale.
"Finalmente siete arrivato, padre. Sono due giorni che non vi vedo"
"Esattamente da quando mi avete ingannato, conducendomi in quel luogo maledetto"
Modesto non raccolse la provocazione, e continuò con tono svagato "Ho temuto
per la vostra salute, sapete"
"Ah, siete ben premuroso a preoccuparvi, dopo aver operato su di me i vostri
malefici da stregone ed eretico!" Come osava quell'uomo prendersi così sfrontatamente
gioco di lui? "Attendo una vostra spiegazione"
"Ed io ve la darò. Prestatemi ascolto, vi prego" Modesto di adagiò sulla
seggiola e continuò: "Le visioni che ci concede Nostra Signora sono una
manifestazione straordinaria e dolorosa. Soprattutto chi la sperimenta per
la prima volta può essere preda di sgomento e sofferenza tali da far perdere
i sensi. Ciò che è successo a voi, padre. Ma anche a me stesso, sebbene
io sia ormai avvezzo a tali esperienze."
"State molto attento a quello che dite, Modesto."
"L'avete vista anche voi"
"Io ho visto l'immagine di una donna. Un'immagine prodotta dal demonio probabilmente,
per il tramite dei riti blasfemi cui ho assistito, o delle pratiche alchemiche
cui vi so tuttora dedito. Ma continuate, vi ascolto"
"Vi ho condotto al lago segreto perché in tutta la zona è il luogo in cui
la la Santa Madre di Dio si mostra più di frequente ai fedeli. Volevo che
capiste, e nello stesso tempo che ci aiutaste a capire"
Eymerich interruppe il frate, mostrando di non essere per nulla interessato
a quelle giustificazioni "Sappiate che di quanto andate dicendo non credo
a una sola parola. Sarà bene che mi raccontiate per bene cosa è successo.
Innanzitutto, chi sono i vostri complici? Chi mi ha portato qui mentre ero
privo di sensi?"
"Sono stato io, padre" La porta si aprì e frate Michele entrò nella cella.
"Ah, frate Michele. Avete l'abitudine di comparire dal nulla alle mie spalle,
vedo. Ero certo di trovare anche voi l'altra sera fra quell'empia congrega,
ma non vi siete fatto vedere. Eravate nascosto nell'ombra anche là?"
"Quando vi raggiunsi era già tutto finito, e voi eravate svenuto. Non potei
far altro che riportarvi qui. Ma non dovreste essere così ingrato con chi
vi ha prestato soccorso."
Il domenicano lo rimbrottò "Voi non siete certo nelle condizioni di potermi
insegnare quando e con chi io debba essere comprensivo."
Modesto riprese a parlare "Avete pensato a quello che ci è stato rivelato?
Quel lago è il porto del Male, ricordate?"
"Certo, ci è stato rivelato quello che a chiunque sarebbe stato chiaro alla
prima occhiata. E voi" Eymerich, dapprima sarcastico, diventò paonazzo di
rabbia "voi, due francescani, due servi di Dio, non l'avevate ancora intuito,
mi vorreste far credere. Ed anzi, invece di evitare quei luoghi sozzi, li
frequentavate abitualmente, dico bene? Celebrando riti che nulla hanno a
che vedere con la Chiesa alla quale appartenete, praticando sortilegi blasfemi
ed evocando demoni infernali, insieme a un'accolita di megere spose di Satana!"
"Non le giudicate male, sono brave persone, fedeli a Nostra Signora" interloquì
Modesto
"Guai a te! Non bestemmiare, eretico!" esplose il domenicano.
Dopo un istante che sembrò eterno, la voce di Michele risuonò calma e limpida
"Padre Nicolas, qui non siamo a Gerona, e voi non avete il potere di parlarci
in questo modo." Eymerich ebbe la tentazione di strangolare il francescano,
ma subito si calmò, resosi conto che in fondo aveva ragione.
Michele continuò "Ma vedo con tristezza che vi ostinate a non volerci ascoltare.
Vorrei che veniste con noi un'ultima volta, affinché vi rendiate conto di
dove sia veramente il Male da sconfiggere"
"Pazzi! Voi siete pazzi. Ma la pazzia non può essere una giustificazione
per servire il demonio. Quando vi incontrerete di nuovo?"
"Domani sera. L'ora la sapete. Ci sarete?"
"Forse. Ma verrò da solo, per conto mio." Detto questo, prese congedo ed
uscì improvvisamente dalla cella.
Appena fuori dalla porta si imbattè in Severo, che, sorpreso dalla sua mossa
repentina, si portò un dito davanti alla bocca come richiesta di far silenzio.
Questo piccolo cialtrone stava chiaramente origliando. Ma chi spiava, lui
o i due francescani?
Appena furono sufficientemente lontani dalla cella, Eymerich gli disse "Avete
sentito tutto, immagino"
"Solo le ultime frasi, padre. È davvero una cosa terribile. Ed avete intenzione
di andare al loro incontro?"
A questa domanda Eymerich ebbe un'improvvisa intuizione: "Ci andrò senza
dubbio- mentì -Il Maligno va combattuto là dove si trova."
Scusate, stanotte quando ho inviato il mio ottavo capitolo ero proprio bollito,
e mi son dimenticato di metterlo in lista. Lo faccio ora. =)
Commentino:
E' tutto ambientato nel 1365.
In ogni caso, nulla di nuovo sotto il sole:
- l'introduzione non è altro che l'idea iniziale di Paolo, compressa e "raccontata",
invece che "recitata"
- la parte centrale già la conoscete, perchè l'ho già postata nei giorni
scorsi
- la parte finale sviluppa alcuni degli avvenimenti che avevo inserito nel
canovaccio.
(Mario)
-----A.D. 1365, Potenza, convento dei francescani.
Verso la fine della mattinata, Nicolas Eymerich faceva ritorno al convento.
Mentre attendeva che gli venisse aperto il portone, scorse la sagoma di
Severo dietro il muro di una casa. Lo aveva seguito fin là, ma evidentemente
preferiva non incrociarlo nemmeno dove non avrebbe destato sospetti.
Tanto meglio, pensò l'inquisitore. Doveva urgentemente parlare a Fernando,
e preferiva evitare presenze indiscrete.
Trovò il frate guardiano nelle cucine, e lo convinse a seguirlo al chiostro,
dove avrebbero potuto parlare con maggiore tranquillità.
A.D. 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere
In piedi al centro della sala, la spada che gli pendeva dal fianco, il Giustiziere
di Basilicata guardava Severo con un'espressione indecifrabile. Possibile
che l'uomo con cui doveva concordare le sue azioni, segnalato dalla Regina
come emissario del Papa, fosse quel frate gracile e quasi adolescente?
Eppure gli parlava con sicurezza ed autorità, e quello che gli aveva mostrato
era proprio il sigillo di Urbano V.
"Le vostre parole sono molto gravi, fratello Severo"
"I fatti sono gravissimi, signore, e dovrebbero convincervi più delle mie
parole."
"L'Inquisitore di Aragona. Certo, la Regina mi aveva informato della sua
presenza, ma voi ora vorreste che lo imprigionassi addirittura per eresia!"
"Lui, frate Modesto e tutti coloro che partecipano alle orge del Maligno."
"Il Maligno, certo." Il massiccio uomo d'armi sogguardò il frate "Ma cosa
succederebbe se non riusciste a provare la sua colpevolezza? Io rimarrei
colui che ha emesso l'ordine di arresto. Il rischio è molto alto."
Il Giustiziere era un uomo pratico, e Severo capì che doveva cambiare registro:
"C'è solo un modo, signore: se li coglieremo sul fatto, nessuno potrà dirci
nulla"
"Sta bene, frate Severo. Cercate dunque di scoprire quando sarà la prossima
di queste orge"
"E voi allertate i vostri uomini. Non avremo una seconda possibilità, dovranno
essere pronti a tutto" si fermò un attimo. "Sapete, padre Nicolas è un uomo
molto energico. Potrebbe tentare di sottrarsi alla cattura"
A.D. 1365, Potenza, convento dei francescani.
Nicolas Eymerich misurava a grandi passi il pavimento del chiostro. Doveva
assicurarsi la piena collaborazione di Fernando, e nello stesso tempo tenerlo
sotto stretto controllo. Non si fidava di quel frate debole e corruttibile,
ma stavolta aveva bisogno di un suo aiuto attivo, e non poteva eccedere
con le minacce.
Cominciò a parlargli con tono calmo ma risoluto: "Siamo finalmente arrivati
alla resa dei conti con Satana e i suoi servi. Domattina mi servono una
ventina di uomini robusti, che conoscano bene la zona"
"Ma, padre.."
"E utensili da scavo per ciascuno di loro. E bestie per trasportare uomini
e attrezzature, chè il viaggio potrà essere lungo. Partiremo all'alba"
"All'alba? Ma in così poco tempo non sarà possibile reperire tutte queste
persone."
"Nel caso non l'abbiate capito, bisogna agire in fretta, e quello che vi
sto dando è un ordine."
"Sarà fatto, padre" balbettò il frate, abbassando lo sguardo "e, posso sapere.."
"Vi spiegherò tutto domani, strada facendo. Adesso il tempo è prezioso"
"Ma.. devo partire anch'io? Chi controllerà il convento?"
"Voglio essere chiaro, Fernando" Eymerich, senza alterare la voce, piantò
gli occhi in faccia al frate guardiano "Ho incontrato ieri una giovane donna,
che dice di conoscervi molto bene. Molto più di quanto non sia consentito
a una donna conoscere un ministro della Fede"
Fernando spalancò bocca ed occhi, senza riuscire a dire una parola.
"Ovviamente non ho prestato fede alle sue menzogne. Ma altre orecchie le
sentiranno, e certamente si troverà chi vorrà ritenerle vere. E voi non
siete in condizioni di sostenere una simile accusa."
Eymerich sogghignò al vedere il viso terreo del frate "Certo, se venite
con me, a salvare la città dal Maligno, la vostra situazione potrebbe cambiare"
"Grazie, padre. Farò tutto quello che mi avete chiesto" riuscì a farfugliare
Fernando, ormai quasi senza una volontà propria.
"Bene. Potete andare"
Rimasto solo, Nicolas Eymerich rimase ancora nel chiostro per qualche minuto,
pensando alla prossima mossa da fare.
Poco dopo stava bussando alla porta della cella di Modesto.
L'anziano frate si trovava in piedi, la mano appoggiata allo schienale di
una seggiola. Era visibilmente provato, ma gli occhi celesti erano vivaci,
e la voce serena e cordiale.
"Finalmente siete arrivato, padre. Sono due giorni che non vi vedo"
"Esattamente da quando mi avete ingannato, conducendomi in quel luogo maledetto"
Modesto non raccolse la provocazione, e continuò con tono svagato "Ho temuto
per la vostra salute, sapete"
"Ah, siete ben premuroso a preoccuparvi, dopo aver operato su di me i vostri
malefici da stregone ed eretico!" Come osava quell'uomo prendersi così sfrontatamente
gioco di lui? "Attendo una vostra spiegazione"
"Ed io ve la darò. Prestatemi ascolto, vi prego" Modesto di adagiò sulla
seggiola e continuò: "Le visioni che ci concede Nostra Signora sono una
manifestazione straordinaria e dolorosa. Soprattutto chi la sperimenta per
la prima volta può essere preda di sgomento e sofferenza tali da far perdere
i sensi. Ciò che è successo a voi, padre. Ma anche a me stesso, sebbene
io sia ormai avvezzo a tali esperienze."
"State molto attento a quello che dite, Modesto."
"L'avete vista anche voi"
"Io ho visto l'immagine di una donna. Un'immagine prodotta dal demonio probabilmente,
per il tramite dei riti blasfemi cui ho assistito, o delle pratiche alchemiche
cui vi so tuttora dedito. Ma continuate, vi ascolto"
"Vi ho condotto al lago segreto perché in tutta la zona è il luogo in cui
la la Santa Madre di Dio si mostra più di frequente ai fedeli. Volevo che
capiste, e nello stesso tempo che ci aiutaste a capire"
Eymerich interruppe il frate, mostrando di non essere per nulla interessato
a quelle giustificazioni "Sappiate che di quanto andate dicendo non credo
a una sola parola. Sarà bene che mi raccontiate per bene cosa è successo.
Innanzitutto, chi sono i vostri complici? Chi mi ha portato qui mentre ero
privo di sensi?"
"Sono stato io, padre" La porta si aprì e frate Michele entrò nella cella.
"Ah, frate Michele. Avete l'abitudine di comparire dal nulla alle mie spalle,
vedo. Ero certo di trovare anche voi l'altra sera fra quell'empia congrega,
ma non vi siete fatto vedere. Eravate nascosto nell'ombra anche là?"
"Quando vi raggiunsi era già tutto finito, e voi eravate svenuto. Non potei
far altro che riportarvi qui. Ma non dovreste essere così ingrato con chi
vi ha prestato soccorso."
Il domenicano lo rimbrottò "Voi non siete certo nelle condizioni di potermi
insegnare quando e con chi io debba essere comprensivo."
Modesto riprese a parlare "Avete pensato a quello che ci è stato rivelato?
Quel lago è il porto del Male, ricordate?"
"Certo, ci è stato rivelato quello che a chiunque sarebbe stato chiaro alla
prima occhiata. E voi" Eymerich, dapprima sarcastico, diventò paonazzo di
rabbia "voi, due francescani, due servi di Dio, non l'avevate ancora intuito,
mi vorreste far credere. Ed anzi, invece di evitare quei luoghi sozzi, li
frequentavate abitualmente, dico bene? Celebrando riti che nulla hanno a
che vedere con la Chiesa alla quale appartenete, praticando sortilegi blasfemi
ed evocando demoni infernali, insieme a un'accolita di megere spose di Satana!"
"Non le giudicate male, sono brave persone, fedeli a Nostra Signora" interloquì
Modesto
"Guai a te! Non bestemmiare, eretico!" esplose il domenicano.
Dopo un istante che sembrò eterno, la voce di Michele risuonò calma e limpida
"Padre Nicolas, qui non siamo a Gerona, e voi non avete il potere di parlarci
in questo modo." Eymerich ebbe la tentazione di strangolare il francescano,
ma subito si calmò, resosi conto che in fondo aveva ragione.
Michele continuò "Ma vedo con tristezza che vi ostinate a non volerci ascoltare.
Vorrei che veniste con noi un'ultima volta, affinché vi rendiate conto di
dove sia veramente il Male da sconfiggere"
"Pazzi! Voi siete pazzi. Ma la pazzia non può essere una giustificazione
per servire il demonio. Quando vi incontrerete di nuovo?"
"Domani sera. L'ora la sapete. Ci sarete?"
"Forse. Ma verrò da solo, per conto mio." Detto questo, prese congedo ed
uscì improvvisamente dalla cella.
Appena fuori dalla porta si imbattè in Severo, che, sorpreso dalla sua mossa
repentina, si portò un dito davanti alla bocca come richiesta di far silenzio.
Questo piccolo cialtrone stava chiaramente origliando. Ma chi spiava, lui
o i due francescani?
Appena furono sufficientemente lontani dalla cella, Eymerich gli disse "Avete
sentito tutto, immagino"
"Solo le ultime frasi, padre. È davvero una cosa terribile. Ed avete intenzione
di andare al loro incontro?"
A questa domanda Eymerich ebbe un'improvvisa intuizione: "Ci andrò senza
dubbio- mentì -Il Maligno va combattuto là dove si trova."
(Mario)
Come impostiamo il capitolo 9?
(lo so che è forse prematuro, ma credo che a questo punto le possibilità
narrative vanno a imbuto e non ci sono più grossi twist di trama possibili,
quindi è piuttosto prevedibile che nell'ottava accada più o meno quello che
abbiamo pensato.
Ci resta quindi da apparecchiare:
2054
-sabotaggio della macchina
-messaggio dell'Imam
-eventuale cattura/morte di Peter, Mordechai, Karima
1365
-inizio lavori di frana
-inizio cerimonia
-complotti avignonesi e napoletani vari ed eventuali
Una volta messi questi piatti, dobbiamo solo aspettare e vedere quali leccornie
ci verranno servite dentro nell'ultimo capitolo...
Mi piacerebbe che tornasse in scena nel nono capitolo il caro vecchio
rappresentante della AAgmbH, che finora non abbiamo ancora usato a dovere.
Credo che la concomitanza di micro-guasto alla macchina + sparata ambientalista
dell'imam dovrebbe farlo incazzare non poco.
Bom, passo!
(tra l'altro: ci sono 2-3 nomi tra gli indirizzi che non abbiamo ancora
sentito... forza, buttatevi anche voi nella mischia, non abbiate paura!)
(Alessandro)
Io non credo affatto che sia prematuro; prima si inizia e meglio è!
2054
-sabotaggio della macchina
-messaggio dell'Imam
-eventuale cattura/morte di Peter, Mordechai, Karima
1365
-inizio lavori di frana
-inizio cerimonia
-complotti avignonesi e napoletani vari ed eventuali
lo schema è una perfetta base di lavoro e mi impegno entro domani ad mettere
nella list qualcosa da fagocitare!
Mi piacerebbe che tornasse in scena nel nono capitolo il caro vecchio
rappresentante della AAgmbH, che finora non abbiamo ancora usato a dovere.
Credo che la concomitanza di micro-guasto alla macchina + sparata
ambientalista
dell'imam dovrebbe farlo incazzare non poco.
io l'ho messo nel mio cap. VIII, lo hai letto?
"Claude Blanc accolse calorosamente, e teatralmente, Karima (....)in
contrasto con i suoi modi affabili e il suo abbigliamento ricercato e
soffice come l'articolazione dei suoi polsi circondati di preziosi
bracciali, Claude Blance era un uomo determinato, feroce nelle sue priorità
e disposto a tutto per il denaro; uno dei peggiori figli di puttana che la
A.A. G.m.b.H. pagava profumatamente perché risolvesse diversi ordini di
problemi. Claude non informava i suoi datori di lavoro con quali mezzi
riuscisse ad ottenere i risultati che otteneva e, d'altronde, a loro non
importava se ogni tanto qualcuno ci lasciava la pelle o se parte della flora
o della fauna di qualche parte della terra si tramutava in un ricordo!"
non so se è l'immagine che ne avevate voi!
(Paolo Porrà)
D'accordo.
2054
-sabotaggio della macchina
-messaggio dell'Imam
-eventuale cattura/morte di Peter, Mordechai, Karima
Ok i primi due.
L'eventuale cattura/morte forse dovremmo lasciarla all'ultimo capitolo,
o almeno non farli morire/catturare già tutti, altrimenti a chi si occuperà
del capitolo conclusivo lasciamo solo da scrivere the end..1365
-inizio lavori di frana
-inizio cerimonia
-complotti avignonesi e napoletani vari ed eventuali
Ok. Al momento però non so cosa si dovrebbe complottare.
Mi piacerebbe che tornasse in scena nel nono capitolo il caro vecchio
rappresentante della AAgmbH, che finora non abbiamo ancora usato a dovere.
Credo che la concomitanza di micro-guasto alla macchina + sparata
ambientalista
dell'imam dovrebbe farlo incazzare non poco.
io l'ho messo nel mio cap. VIII, lo hai letto?
Certo che sì. =)
Fra l'altro -pensavo- bisognerà soprattutto vedere quale sarà la scelta
dei giurati: ormai ci sono tantissime azioni che si svolgono quasi contemporaneamente,
e negli ultimi giorni ciascuno di noi ha sviluppato aspetti diversi dagli
altri. Soprattutto, molte scene fra quelle che abbiamo messo in comune potrebbero
essere inserite quasi indifferentemente nel cap 8 o nel 9. Per cui potremmo
anche pensare di "ripescare" i pezzi scartati ma ancora proponibili, magari
rieditandoli (se non saranno stati scelti un motivo ci sarà stato..) o anche
tenendo buona solo l'idea di base e provando a riscriverli del tutto.
Che ne dite?(Mario)
Mi piacerebbe che tornasse in scena nel nono capitolo il caro
vecchio
rappresentante della AAgmbH, io l'ho messo nel mio cap. VIII, lo hai letto?
certo! Volevo solo dire che dovremmo farlo agire un pochettino, mostrare il
suo volto da figlio di puttana in azione (avete mai letto American Psycho? Io
il buon blanc lo immagino un po' così: un affascinante yuppie psicopatico e di
una freddezza glaciale)
scrive mario:
-eventuale cattura/morte di Peter, Mordechai, Karima
L'eventuale cattura/morte forse dovremmo lasciarla all'ultimo
capitolo,
o almeno non farli morire/catturare già tutti, altrimenti a chi si
occuperà
del capitolo conclusivo lasciamo solo da scrivere the end..
morte di mordechai e cattura di peter e karima (che nell'ultimo capitolo
avranno tutto il tempo di dirsi quanto abbiano buttato via anni invano
lontani. giusto un attimo prima di essere vaporizzati)
Soprattutto, molte scene fra quelle che abbiamo messo in comune
potrebbero
essere inserite quasi indifferentemente nel cap 8 o nel 9. Per cui
potremmo
anche pensare di "ripescare" i pezzi scartati ma ancora proponibili,
magari
rieditandoli (se non saranno stati scelti un motivo ci sarà stato..) o
anche
tenendo buona solo l'idea di base e provando a riscriverli del tutto.
a me sembra ok, come idea. del resto nel mio 7 capitolo c'erano pezzi presi
dal mio sesto capitolo alternativo, quindi credo sia una pratica accettata.
A proposito: chi ha idee per avignone e napoli? O piuttosto: a questo punto ha
senso portarli avanti? nel senso che sappiamo cosa vogliono fare, dubito che
ci siano colpi di scena particolari, quindi... (avevo pensato che forse la
lettera rivota al Giustiziere poteva essere diversa da quella di severo e
magari gli ordinava di stroncare gli spirituali, ma non mi è venuto in perché
poteva convenire a qualcuno o come gestirla, quindi ciccia. O no?)(Alessandro)
morte di mordechai e cattura di peter e karima (che nell'ultimo capitolo
avranno tutto il tempo di dirsi quanto abbiano buttato via anni invano
lontani. giusto un attimo prima di essere vaporizzati)
io lascerei un pò più di cose incompiute per il cap10, tipo trasmissione definitiva messaggio ed eventuale finale traggico che più traggico no se pol :))
già che si parla di messaggio: carina l'idea di Ale di indirizzare il flusso di psitroni verso la gente che ascolta il discorso, ma secondo me gli psitroni dovrebbero colpire anche l'imam...se non altro per motivare alcune delle visioni costruite a pennello su di lei.
Soprattutto, molte scene fra quelle che abbiamo messo in comune
potrebbero essere inserite quasi indifferentemente nel cap 8 o nel 9. Per cui
potremmo anche pensare di "ripescare" i pezzi scartati ma ancora proponibili,
magari rieditandoli (se non saranno stati scelti un motivo ci sarà stato..) o
anche tenendo buona solo l'idea di base e provando a riscriverli del tutto.
sì anch'io avevo pensato la stessa roba.
secondo me poi nel 1365 c'è da incominciare a preparare il brutto bruttissimo tempo.
(Mara)
come avevo promesso vi mando le prime righe per l'ibridazione
IX. (Ibrido I)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
Albeggiava appena nelle campagne attorno al monastero.
La pioggia batteva così forte da impedire quasi la vista e il rombo dei
tuoni pareva giungere dal cuore della terra piuttosto che dal cielo.
Un folto gruppo di uomini si dirigeva compatto, con gli arnesi da lavoro in
spalla, verso una piccola ansa dove il fiume, prima di tuffarsi nel lago,
veniva quasi coperto da una formazione rocciosa; le acque si insinuavano all
'ombra del costone e poi ne riuscivano poco più a valle.
Il frate guardiano si fermò a pochi passi dalla sponda resa scivolosa dalla
pioggia.
"Dovete salire sopra il costone e scalzarne le rocce che stanno alla base"
Gli uomini, a cui Padre Fernando aveva impartito l'ordine di trovarsi nelle
prime ore del mattino davanti al portone del convento senza fornire
spiegazioni, parvero non comprendere il significato di quell'ordine
piuttosto singolare.
"Ma... crollerà tutto!"
"Non discutete e fate come vi dico"
Come avrebbe potuto spiegare, Padre Fernando, qualcosa che non aveva
compreso neppure lui"
novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli
stati d'Europa.
Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Al centro della grande tensostruttura, un piccolo gruppo di eleganti
signore, tutte rigorosamente con un calice del migliore campagne in mano,
attornia l'abito argento e oro di Sua Eminenza cardinal Luchini mentre
discute animatamente con un'altra personalità religiosa; l'Imam di Matera.
"Credo davvero che lei stia esagerando!"
Nonostante i due rappresentino i vertici più alti delle religioni con
maggior numero di fedeli nella Repubblica di Lucania, l'argomento della loro
discussione non ha niente a che vedere con il divino.Anno del Signore 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere.
Nella sala deserta il Giustiziere di Basilicata sedeva pensieroso sullo
scranno dal quale ogni giorno decideva sulle colpe o sui meriti del proprio
popolo; ciò che lo rendeva così cupo non riguardava fatti e persone comuni
ma la possibilità di far trascinare davanti a se in catene l'inquisitore
Nicolas Eymerich.
Non era cosa da prendere così alla leggera; l'inquisitore e le persone che
lo proteggevano erano pericolose ma, dopotutto, la missiva che stringeva
ancora tra le mani, recante il sigillo papale, non lasciava margini di
dubbio sul volere di Urbano V.(Paolo Porrà)
solo un appunto:
"Dovete salire sopra il costone e scalzarne le rocce che stanno alla
base"
non è più semplice farlo dal basso, se si vogliono scalzare le pietre alla
base? (e non è meglio farlo dall'alto? Così si rischia che frani tutto sui
franatori.)
Posso proporre uno schemino della zona?
(è orribile, lo so, ma spero renda l'idea)
Tagliate, aggiungete, cambiate il più possibile!
cap IX (ibrido 2, paolo e ale)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
Albeggiava appena nelle campagne attorno al monastero.
La pioggia batteva così forte da impedire quasi la vista e il rombo dei tuoni
pareva giungere dal cuore della terra piuttosto che dal cielo. Un folto gruppo
di uomini si dirigeva compatto, con gli arnesi da lavoro in spalla, verso una
piccola ansa dove il fiume, prima di tuffarsi sottoterra, veniva quasi coperto
da una formazione rocciosa; le acque si insinuavano all 'ombra del costone e
poi venivano inghiottite dal suolo.
Il frate guardiano si fermò a pochi passi dalla sponda resa scivolosa dalla
pioggia. "Dovete salire sopra il costone e farlo franare", disse.
Gli uomini, a cui Padre Fernando aveva impartito l'ordine di trovarsi nelle
prime ore del mattino davanti al portone del convento senza fornire
spiegazioni, parvero non comprendere il significato di quell'ordine piuttosto
singolare.
"Ma... crollerà tutto!" si lamentò uno che stava interpretando il sentimento
dei suoi compagni.
"Non discutete e fate come vi dico. Iniziate a lavorare. Per questa notte il
lavoro deve essere compiuto" Come avrebbe potuto padre Fernando spiegare
qualcosa che non aveva compreso neppure lui? Nicolas Eymerich gli aveva
ordinato quello. Il costone doveva crollare entro (NON SO LE ORE MEDIOEVALI...
QUALCUNO LO SA?), e basta. Bestemmiando a denti stretti per il freddo e la
pioggia, gli uomini si misero al lavoro. Fernando restò lì a guardare, in una
nicchia rocciosa. Non aveva il coraggio di contravvenire alle istruzioni di
Eymerich.
novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati
d'Europa. Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Al centro della grande tensostruttura, un piccolo gruppo di eleganti signore,
intente a sorseggiare costoso e raro champagne OGM-free, ammirava l'abito
argento e oro di Sua Eminenza cardinal Luchini, intento a discutere
animatamente con un'altra personalità religiosa: l'Imam di Matera.
"Credo davvero che lei stia esagerando!" Nonostante i due rappresentassero i
vertici locali delle religioni con maggior numero di fedeli nella Repubblica
di Lucania, l'argomento della loro discussione non aveva niente a che vedere
con il divino.
"Questo impianto, cara signora, darà lavoro a centinaia di persone, e porterà
ricchezza! La vostra religione barbara si oppone al progresso scientifico, lo
so! Fosse per voi, vivremmo tutti nelle caverne come i vostri santoni in New
Texas, eh?"
Karima contò fino a dieci. Doveva stare in quella situazione aliena ancora per
un po', fino al messaggio di Peter. Aveva pensato che insinuare il dubbio in
un bel po' di menti chiacchierando fosse una buona idea, ma si era scontrata
quasi subito con il cardinal Luchini, che da anni combatteva un'anacronistica
guerra privata contro l'Islam in generale, e lei in particolare.
"La pensi come vuole, eminenza," disse, cercando di non alterarsi più del
dovuto, "solo, pensi alle mie parole. Questa mostruosità non è la vita di
queste terre. Porterà la morte." Non rimase ad attendere la risposta di
Luchini. Si fece largo tra le signore ingioiellate e sparì verso il buffet.
Anno del Signore 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere.
Nella sala deserta il Giustiziere di Basilicata sedeva pensieroso sullo
scranno dal quale ogni giorno decideva sulle colpe o sui meriti del popolo;
ciò che lo rendeva così cupo non riguardava fatti e persone comuni ma la
possibilità di far trascinare davanti a se in catene l'inquisitore Nicolas
Eymerich. Non era cosa da prendere così alla leggera; l'inquisitore e le
persone che lo proteggevano erano pericolose ma, dopotutto, la missiva che
stringeva ancora tra le mani, recante il sigillo papale, non lasciava margini
di dubbio sul volere di Urbano V.
2054. Impianto della AAgmbH
"Puoi farlo, Wurtz?"
"Mein gott, Peter, è pazzesco... Immaginavo ci fosse qualcosa che non andasse,
ma questo... Sembrano quei romanzi che leggevo da ragazzo!"
"Magari lo fosse, almeno saremmo sicuri che finirebbe bene."
"Ok. Ci vorrà un po' di tempo, ma possiamo farlo direttamente dalla mia
postazione."
"Sul serio?"
"Controllo il raffreddamento: se l'impianto si surriscalda, si apre. Andiamo."
1365. Potenza. (NB se è stato scelto il cap di mario, da cui ho saccheggiato
per questo passo, tutto questo è da togliere!)
Modesto bussò alla porta della cella di Eymerich. Gli fu aperto
immediatamente. L'inquisitore rimase sulla soglia, fissandolo.
"P-perdonate il disturbo..." iniziò il francescano.
"Che volete? Convincermi della bontà vostra e dei vostri compari? Perdete
tempo, Modesto. Ho visto abbastanza. Domani stesso ripartirò per la mia sede.
Informerò chi di dovere. Mi spiace solo che non vi vedrò ardere come
meritate." Eymerch fece per chiudere la porta.
"No, padre, vi prego, ascoltatemi," piagnucolò Modesto, afferrando la veste di
Eymerich.
"Come osate toccarmi!"
Modesto ritirò le mani, poi continuò:
"Capisco la vostra diffidenza, ma vi prego, non giudicate frettolosamente.
Quello che è accaduto l'altra notte può avervi spaventato, ma è l'effetto che
fa a tutti. Vi prego, tornate stanotte, sapendo che aspettarvi. Vi renderete
conto di dove sia il Male da sconfiggere. Poi potrete fare ciò che volete."
Eymerich rimase in silenzio, guardando a terra. Il suo piano procedeva a
gonfie vele. Mancavano solo un paio di dettagli.
"E sia," disse infine "sappiate comunque che manderò oggi stesso una lettera
al Papa, da aprirsi solo in caso di mia morte. Se dovesse accadermi qualcosa,
voi e i vostri comapri sareste perduti."
Modesto si inginocchiò davanti a Eymerich.
"Sapevo che avreste capito, siete un formidabile uomo di fede. Passerò a
chiamrvi questa notte dopo che tutti si saranno ritirati"
(Alessandro)Ho appena letto l'ibrido Paolo-Ale, che mi pare stia già prendendo bellissima forma...tenterò di metterci anch'io qualche gene e organulo aggiuntivo al più presto!
(Mara)
scrive Ale
Bestemmiando a denti stretti per il freddo e la
pioggia, gli uomini si misero al lavoro. Fernando restò lì a guardare, in una
nicchia rocciosa. Non aveva il coraggio di contravvenire alle istruzioni di
Eymerich.
Io avevo intenzione di utilizzare l'idea di Mara che prospettava un intervento naturale.
In sostanza pensavo che gli uomini si avviassero verso il costone e proprio in quell'attimo un fulmine (è proprio con questo intento che ho iniziato con una giornata temporalesca) colpisce il costone e lo tira giù.
Che ne pensate?
(Paolo Porrà)Ok, dobbiamo solo metterci d'accordo sui tempi. Io avevo capito che, chiamando
giorno 0 quello in cui eymerich convince fernando a portare gli operai, rito e
frana avvenissero la notte tra il giorno 1 e il giorno 2.
A questo punto, il rito potrebbe essere nel cuore della notte tra 0 e 1...
in realtà , adesso dovremmo vedere il cap. 8 che sembra essere svanito nel
nulla!
(Alessandro)
In effetti per riuscire ad andare avanti in modo organico a sto punto bisognerebbe leggere gli ultimi cap tutti insieme (8 compreso)...cmq mi pare sia meglio che le cose succedano in simultanea: cioè uomini di Fernando che vanno al costone, riunione al lago sotterraneo e frana provocata dal maltempo tutto nella serata-nottata del giorno 0. cosa dite?
(Mara)
Ho letto d'un fiato quello che si è scritto. Mi sembrano delle buone soluzioni. Non sono ovviamente in grado di aggiungere niente di concreto, semplicemente alcune impressioni sui punti più importanti:
1) Sì, d'accordo con Mara penso che ora dovremmo vedere il capitolo 8, per
capire come continuare.
2) Mi piace l'idea che le cose si svolgano in simultanea, però sono più
convinto che debba essere la nottata fra il giorno 1 e il giorno 2.
3) Negli sviluppi mi è sembrato che si sia adottata la
soluzione di concatenare tutto: la frana e/o il fulmine non si limita a
prosciugare il lago, ma provoca anche il crollo della grotta. Corretto?
Io ero fermo all'ipotesi in cui i due luoghi (lago e costone di roccia)
potessero essere lontani fra loro, e quindi nel lago ci sarebbe stata solo
la retata (o la strage) e non anche il crollo.
Ora rileggerò con calma, e magari proverò anche ad aggiungere qualcosa di
più costruttivo.
(Mario)
18/05/04* Ora che sappiamo quale è la versione del cap VIII, che si fa per il IX?
se ne scrive una sola collettiva oppure anche una singola alternativa?
Io credo che la cosa migliore si di scrivere anche un capitolo "personale"
voi che ne pensate?
Penso che sì.
Intendo, mi pare che ciascuno di noi abbia in testa un bel po' di sviluppi
inespressi o semi-espressi, e lavorare soltanto a un frammento di capitolo
potrebbe risultare addirittura controproducente. In fin dei conti stiamo
facendo un esperimento (e chissà se mai avremo l'occasione di rifare una
cosa simile): sperimentiamo, dunque! =))
Fra l'altro questo mi sembra anche un bel momento per porre le basi di eventuali
"finali alternativi"...
a che punto è la versione ibrida n°3 del cap IX, chi ci sta lavorando?
(Mario)
Io ho pronta una ghost track... (praticamente è un capitolo 11 che dovrebbe
funzionare in qualunque modo vada a finire la storia nel cap X, e senza il
quale tutto funziona benissimo lo stesso)
Per quanto riguarda lo scrivere capitoli personali, temo che come al solito mi
ridurrò all'ultimo secondo (anche perché ora come ora, dopo l'assaggio dello
scorso capitolo, l'idea di mettere di nuovo su qualcosa di collettivo mi piace
proprio).
(ah, per quanto riguarda il problema dei tempi, il cap 8 sembra porre crollo e
rito tra il giorno 1 e il giorno 2. Se vogliamo fare una cosa non troppo
sporca, il costone potrebbe crollare per cause naturali nonostante il lavoro
proceda a rilento più o meno quando fa comodo a Eymerich. Del resto il nostro
nel primo capitolo dice che il tempo atmosferico dipende da dio, quindi lo
vedo felicissimo di riconoscere che aveva ragione lui!)
(Alessandro)
Idem per la prima e la seconda :)) cmq penso stia a ciascuno decidere se partecipare solo al cap coll o proporre anche versioni personali...penso dipenda da vari fattori tra cui tempo a disposizione, ispirazione, sintonia con l'ibrido, ecc.
più che altro una cosa: ogni tot ibridi dovremmo forse fissarne qualcuno di "pseudodefinitivo", così magari se ci sono versioni diverse si può decidere quale piace di più, o eventualmente proporle tutte e lasciare l'ultima mossa ai KZies.
buh, io magari provo a riprendere in mano l'ultima versione (dove se ben ricordo dovremmo fare un paio di mutazioni alla luce del cap8) e vediamo cosa succede...
(Mara)
prima di aggiungere nuovi pezzi ho cambiato un paio di cosette nei 1365 iniziale e finale per renderli più compatibili con il cap8, vedete se vi pare ok come ibrido su cui continuare a lavorare.
(Mara)
Cap IX (Ibrido 3, Paolo-Ale-Mara)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
Albeggiava appena nelle campagne attorno al monastero. La pioggia batteva così forte da impedire quasi la vista, e il rombo dei tuoni pareva giungere dal cuore della terra piuttosto che dal cielo. Un folto gruppo di uomini si dirigeva compatto, con gli arnesi da lavoro in spalla, verso una piccola ansa dove il fiume, prima di tuffarsi sottoterra, veniva quasi coperto da una formazione rocciosa; le acque si insinuavano all 'ombra del costone e poi venivano inghiottite dal suolo.
Nicolas Eymerich aveva guidato il gruppo fino al punto in cui lansa del fiume diventava visibile, ad una certa distanza da loro. Quindi, con poche secche parole aveva indicato a Fernando il dafarsi. Avrebbero recitato la Compieta solo dopo il crollo del costone, aveva aggiunto aspramente prima di voltargli la schiena e ripartire spedito verso il convento. Badate Fernando: prima del calar delle tenebre verrò a controllare i vostri progressi. Linquisitore si era girato unultima volta verso il frate guardiano, puntandolo minacciosamente con lindice. E se vi troverò a indugiare attorno ai copiosi generi di conforto che vi siete portato appresso, preparatevi veramente al peggio.
Una volta giunto al luogo indicato da Eymerich, il frate guardiano si fermò a pochi passi dalla sponda resa scivolosa dalla pioggia. "Dovete salire sopra il costone e farlo franare", disse ai braccianti che lo avevano seguito sotto la pioggia sferzante. Gli uomini, a cui Padre Fernando aveva impartito l'ordine di trovarsi nelle prime ore del mattino davanti al portone del convento senza fornire spiegazioni, parvero non comprendere il significato di quell'istruzione piuttosto singolare. "Ma... crollerà tutto!" si lamentò uno che stava interpretando il sentimento dei suoi compagni. "Non discutete e fate come vi dico. Iniziate a lavorare. Per questa notte il lavoro deve essere compiuto." Come avrebbe potuto padre Fernando spiegare qualcosa che non aveva compreso neppure lui?
Bestemmiando a denti stretti per il freddo e la pioggia, gli uomini si misero al lavoro. Fernando restò lì a guardare, in una nicchia rocciosa. Non aveva il coraggio di contravvenire alle istruzioni di Eymerich.
Novembre 2054, Scanzano Ionico, Repubblica di Lucania, Federazione degli stati d'Europa. Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Al centro della grande tensostruttura, un piccolo gruppo di eleganti signore, intente a sorseggiare costoso e raro champagne OGM-free, ammirava l'abito argento e oro di Sua Eminenza cardinal Luchini, intento a discutere animatamente con un'altra personalità religiosa: l'Imam di Matera. "Credo davvero che lei stia esagerando!" Nonostante i due rappresentassero i vertici locali delle religioni con maggior numero di fedeli nella Repubblica di Lucania, l'argomento della loro discussione non aveva niente a che vedere con il divino.
"Questo impianto, cara signora, darà lavoro a centinaia di persone, e porterà ricchezza! La vostra religione barbara si oppone al progresso scientifico, lo so! Fosse per voi, vivremmo tutti nelle caverne come i vostri santoni in New Texas, eh?"
Karima contò fino a dieci. Doveva stare in quella situazione aliena ancora per un po', fino al messaggio di Peter. Aveva pensato che insinuare il dubbio in un bel po' di menti chiacchierando fosse una buona idea, ma si era scontrata quasi subito con il cardinal Luchini, che da anni combatteva un'anacronistica guerra privata contro l'Islam in generale, e lei in particolare.
"La pensi come vuole, eminenza," disse, cercando di non alterarsi più del dovuto, "solo, pensi alle mie parole. Questa mostruosità non è la vita di queste terre. Porterà la morte." Non rimase ad attendere la risposta di Luchini. Si fece largo tra le signore ingioiellate e sparì verso il buffet.
Anno del Signore 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere.
Nella sala deserta il Giustiziere di Basilicata sedeva pensieroso sullo scranno dal quale ogni giorno decideva sulle colpe o sui meriti del popolo; ciò che lo rendeva così cupo non riguardava fatti e persone comuni, ma la possibilità di far trascinare davanti a sé in catene l'inquisitore Nicolas Eymerich. Non era cosa da prendere così alla leggera; l'inquisitore e le persone che lo proteggevano erano pericolose ma, dopotutto, la missiva che stringeva ancora tra le mani, recante il sigillo papale, non lasciava margini di dubbio sul volere di Urbano V.
2054. Scanzano Ionico. Impianto della AagmbH
"Puoi farlo, Wurtz?"
"Mein gott, Peter, è pazzesco... Immaginavo ci fosse qualcosa che non andasse, ma questo... sembra uno di quei romanzi che leggevo da ragazzo!"
"Magari lo fosse, almeno saremmo sicuri che finirebbe bene."
"Ok. Ci vorrà un po' di tempo, ma possiamo farlo direttamente dalla mia postazione."
"Sul serio?"
"Controllo il raffreddamento: se l'impianto si surriscalda, si apre. Andiamo."
1365. Convento dei Frati Francescani, Potenza.
Eymerich aveva fatto appena in tempo a rientrare nella sua cella e gettare il mantello grondante di pioggia lontano da sé, quando Modesto bussò alla sua porta. Gli fu aperto immediatamente. L'inquisitore rimase sulla soglia, fissandolo corrucciato.
"P-perdonate il disturbo..." iniziò il francescano.
"Che volete? Convincermi della bontà vostra e dei vostri compari? Perdete tempo, Modesto. Ho visto abbastanza. Domani stesso ripartirò per la mia sede. Informerò chi di dovere. Mi spiace solo che non vi vedrò ardere come meritate." Eymerich fece per chiudere la porta.
"No, padre, vi prego, ascoltatemi," lo implorò Modesto, afferrando la veste di Eymerich.
"Come osate toccarmi!" Modesto ritirò le mani, poi continuò: "Capisco la vostra diffidenza, ma vi prego, non giudicate frettolosamente. Quello che è accaduto l'altra notte può avervi spaventato, ma è l'effetto che fa a tutti. Vi prego, tornate stanotte, sapendo che aspettarvi. Vi renderete conto di dove sia il Male da sconfiggere. Poi potrete fare ciò che volete."
Eymerich rimase in silenzio, guardando a terra. Il suo piano procedeva a gonfie vele. Mancavano solo un paio di dettagli.
"E sia," disse infine "sappiate comunque che manderò oggi stesso una lettera al Papa, da aprirsi solo in caso di mia morte. Se dovesse accadermi qualcosa, voi e i vostri compari sareste perduti."
Modesto si inginocchiò davanti a Eymerich. "Sapevo che avreste capito, siete un formidabile uomo di fede. Passerò a chiamarvi questa notte dopo che tutti si saranno ritirati."
Cap IX (Ibrido 3, Paolo-Ale-Mara)
2054. Scanzano Ionico. Impianto della AagmbH
Peter, mentre spiegava a Mordechai cosa aveva in mente, non poteva non pensare
a quanto fosse stato stupido. Conosceva Wurtz dai tempi dell'università. Negli
anni si erano tenuti saltuariamente in contatto. L'ultima volta si erano
parlati otto mesi prima, e Wurtz gli aveva detto che stava lavorando nel sud
Italia. Solo quando lo aveva visto armeggiare con un pannello di controllo
pochi minuti prima si era reso conto di cosa stesse parlando Mordechai otto
mesi prima. Concluse la spiegazione.
"Puoi farlo, Wurtz?"
"Mein gott, Peter, è pazzesco... Immaginavo ci fosse qualcosa che non
andasse, ma questo... sembra uno di quei romanzi che leggevo da
ragazzo!"
"Magari lo fosse, almeno saremmo sicuri che finirebbe bene."
"Ok. Ci vorrà un po' di tempo, ma possiamo farlo direttamente dalla mia
postazione."
"Sul serio?"
"Controllo il raffreddamento: se l'impianto si surriscalda, si apre.
Andiamo."
visto che il cap 8 presenta un incontro wurtz-stanton piuttosto conciso e che
dà per scontate taaante cose, forse è il caso di espandere la cosa qui...
(come ho fatto sopra, o in qualche modo simile o migliore di quanto possa fare
io)
(Alessandro)
Stavo pensando alla trasmissione del messaggio via psitroni. in effetti, non cè bisogno che limam venga colpita dal flusso, né che si trasmettano forme fisiche oltre che mentali, per motivare le visioni descritte.
questo perché durante il discorso non solo le parole dellimam, ma anche la sua immagine e le sue azioni si potrebbero imprimere nelle menti del pubblico, per essere da lì trasmesse nel passato al momento della tempesta psitronica.
secondo me, in zona-discorso sarebbe carino fare dei flash in cui compaiano almeno un po degli elementi descritti/evocati nelle visioni. ovviamente non è necessario (è anzi improbabile) che gli elementi presenti nel 2054 e quelli trasmessi nel 1365 siano identici, basta che ci sia un qualche richiamo ben identificabile tra le coppie di immagini ed espressioni emesse e ricevute.
Cap IX (Ibrido 4, Paolo-Ale-Mara)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
Albeggiava appena nelle campagne attorno al monastero. La pioggia batteva così forte da impedire quasi la vista, e il rombo dei tuoni pareva giungere dal cuore della terra piuttosto che dal cielo. Un folto gruppo di uomini si dirigeva compatto, con gli arnesi da lavoro in spalla, verso una piccola ansa dove il fiume, prima di tuffarsi sottoterra, veniva quasi coperto da una formazione rocciosa; le acque si insinuavano all 'ombra del costone e poi venivano inghiottite dal suolo.
Nicolas Eymerich aveva guidato il gruppo fino al punto in cui lansa del fiume diventava visibile, ad una certa distanza da loro. Quindi, con poche secche parole aveva indicato a Fernando il dafarsi. Avrebbero recitato la Compieta solo dopo il crollo del costone, aveva aggiunto aspramente prima di voltargli la schiena e ripartire spedito verso il convento. Badate Fernando: prima del calar delle tenebre verrò a controllare i vostri progressi. Linquisitore si era girato unultima volta verso il frate guardiano, puntandolo minacciosamente con lindice. E se vi troverò a indugiare attorno ai copiosi generi di conforto che vi siete portato appresso, preparatevi veramente al peggio.
Una volta giunto al luogo indicato da Eymerich, il frate guardiano si fermò a pochi passi dalla sponda resa scivolosa dalla pioggia. "Dovete salire sopra il costone e farlo franare", disse ai braccianti che lo avevano seguito sotto la pioggia sferzante. Gli uomini, a cui Padre Fernando aveva impartito l'ordine di trovarsi nelle prime ore del mattino davanti al portone del convento senza fornire spiegazioni, parvero non comprendere il significato di quell'istruzione piuttosto singolare. "Ma... crollerà tutto!" si lamentò uno che stava interpretando il sentimento dei suoi compagni. "Non discutete e fate come vi dico. Iniziate a lavorare. Per questa notte il lavoro deve essere compiuto." Come avrebbe potuto padre Fernando spiegare qualcosa che non aveva compreso neppure lui?
Bestemmiando a denti stretti per il freddo e la pioggia, gli uomini si misero al lavoro. Fernando restò lì a guardare, in una nicchia rocciosa. Non aveva il coraggio di contravvenire alle istruzioni di Eymerich.
Novembre 2054, Scanzano Ionico. Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Al centro della grande tensostruttura, un piccolo gruppo di eleganti signore, intente a sorseggiare costoso e raro champagne OGM-free, ammirava l'abito argento e oro di Sua Eminenza cardinal Luchini, intento a discutere animatamente con un'altra personalità religiosa: l'Imam di Matera. "Credo davvero che lei stia esagerando!" Nonostante i due rappresentassero i vertici locali delle religioni con maggior numero di fedeli nella Repubblica di Lucania, l'argomento della loro discussione non aveva niente a che vedere con il divino.
"Questo impianto, cara signora, darà lavoro a centinaia di persone, e porterà ricchezza! La vostra religione barbara si oppone al progresso scientifico, lo so! Fosse per voi, vivremmo tutti nelle caverne come i vostri santoni in New Texas, eh?"
Karima contò fino a dieci. Doveva stare in quella situazione aliena ancora per un po', fino al messaggio di Peter. Aveva pensato che insinuare il dubbio in un bel po' di menti chiacchierando fosse una buona idea, ma si era scontrata quasi subito con il cardinal Luchini, che da anni combatteva un'anacronistica guerra privata contro l'Islam in generale, e lei in particolare.
"La pensi come vuole, eminenza," disse, cercando di non alterarsi più del dovuto, "solo, pensi alle mie parole. Questa mostruosità non è la vita di queste terre. Porterà la morte." Non rimase ad attendere la risposta di Luchini. Si fece largo tra le signore ingioiellate e sparì verso il buffet.
Anno del Signore 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere.
Nella sala deserta il Giustiziere di Basilicata sedeva pensieroso sullo scranno dal quale ogni giorno decideva sulle colpe o sui meriti del popolo; ciò che lo rendeva così cupo non riguardava fatti e persone comuni, ma la possibilità di far trascinare davanti a sé in catene l'inquisitore Nicolas Eymerich. Non era cosa da prendere così alla leggera; l'inquisitore e le persone che lo proteggevano erano pericolose ma, dopotutto, la missiva che stringeva ancora tra le mani, recante il sigillo papale, non lasciava margini di dubbio sul volere di Urbano V.
1365. Convento dei Frati Francescani, Potenza.
Eymerich aveva fatto appena in tempo a rientrare nella sua cella e gettare il mantello grondante di pioggia lontano da sé, quando Modesto bussò alla sua porta. Gli fu aperto immediatamente. L'inquisitore rimase sulla soglia, fissandolo corrucciato.
"P-perdonate il disturbo..." iniziò il francescano.
"Che volete? Convincermi della bontà vostra e dei vostri compari? Perdete tempo, Modesto. Ho visto abbastanza. Domani stesso ripartirò per la mia sede. Informerò chi di dovere. Mi spiace solo che non vi vedrò ardere come meritate." Eymerich fece per chiudere la porta.
"No, padre, vi prego, ascoltatemi," lo implorò Modesto, afferrando la veste di Eymerich.
"Come osate toccarmi!" Modesto ritirò le mani, poi continuò: "Capisco la vostra diffidenza, ma vi prego, non giudicate frettolosamente. Quello che è accaduto l'altra notte può avervi spaventato, ma è l'effetto che fa a tutti. Vi prego, tornate stanotte, sapendo che aspettarvi. Vi renderete conto di dove sia il Male da sconfiggere. Poi potrete fare ciò che volete."
Eymerich rimase in silenzio, guardando a terra. Il suo piano procedeva a gonfie vele. Mancavano solo un paio di dettagli.
"E sia," disse infine "sappiate comunque che manderò oggi stesso una lettera al Papa, da aprirsi solo in caso di mia morte. Se dovesse accadermi qualcosa, voi e i vostri compari sareste perduti."
Modesto si inginocchiò davanti a Eymerich. "Sapevo che avreste capito, siete un formidabile uomo di fede. Passerò a chiamarvi questa notte dopo che tutti si saranno ritirati."
2054. Scanzano Ionico. Impianto della A.A. G.m.b.H.
Peter, mentre spiegava a Mordechai cosa aveva in mente, non poteva non pensare a quanto fosse stato stupido. Conosceva Wurtz dai tempi dell'università. Negli anni si erano tenuti saltuariamente in contatto. L'ultima volta si erano parlati otto mesi prima, e Wurtz gli aveva detto che stava lavorando nel sud Italia. Solo quando lo aveva visto armeggiare con un pannello di controllo pochi minuti prima si era reso conto di cosa stesse parlando Mordechai otto mesi prima. Concluse la spiegazione. "Puoi farlo, Wurtz?"
"Mein Gott, Peter, è pazzesco... Immaginavo ci fosse qualche distorsione nel bilancio energetico dellimpianto, ma questo... sembra uno di quei romanzi che leggevo da ragazzo!"
"Magari lo fosse, almeno saremmo sicuri che va tutto a finire bene."
"Ok. Ci vorrà un po' di tempo, ma possiamo farlo direttamente dalla mia postazione."
"Sul serio?"
"Controllo il raffreddamento: se l'impianto si surriscalda, si apre. Andiamo."
1365. Convento dei Frati Francescani, Potenza.
La lettera al Papa era scritta: concisa, puntuale e permeata di corrosiva lucidità. Prima di porre il sigillo, lInquisitore si era assicurato che tra le varie considerazioni spiccassero per asprezza quelle indirizzate a Urbano V. Non aveva ovviamente intenzione di consegnare ad alcun messo quella lettera: lavrebbe recapitata lui stesso al Vicario di Cristo di lì a poco tempo, ne era certo.
Eymerich si era poi diretto verso le corti interne del convento, e ora si stagliava a braccia conserte al centro del chiostro. Sapeva che Severo lavrebbe raggiunto in un giro di clessidra, simulando un incontro casuale. Le gelide folate che si insinuavano tra le colonne e gli arbusti scheletrici lo caricavano di energia e determinazione; decise che avrebbe preceduto le mosse del giovane quanto borioso frate. Langolo della bocca gli si sollevò impercettibilmente quando vide Severo camminargli incontro con un breviario aperto in mano.
Frate Severo, non può che essere la Divina Provvidenza a farci incontrare in un momento tanto propizio. Severo annuì enfaticamente, segretamente compiaciuto per la sua scaltrezza. Sappiate che stanotte Modesto e Michele intendono celebrare un rito estremamente significativo nei pressi del lago ipogeo. Io stesso sarò presente lo sguardo puntuto di Eymerich non faceva trapelare alcuna emozione o sottinteso di sorta e fareste bene a trovare il modo di partecipare anche voi, se volete finalmente esser tenuto in maggior considerazione dai vostri confratelli. Severo non credeva alle sue orecchie: ciò che pensava di dover scoprire a fatica e ponendo innumerevoli domande a tranello, gli veniva invece offerto in un battibaleno e su un piatto dargento.
(Mara)
Ho aggiunto un altro pezzo in fondo - vedete come vi va e aspettiamo l'ibrido 6!
(Mara)
Cap IX (Ibrido 5, Paolo-Ale-Mara)
Anno del Signore 1365, nella città di Potenza.
Albeggiava appena nelle campagne attorno al monastero. La pioggia batteva così forte da impedire quasi la vista, e il rombo dei tuoni pareva giungere dal cuore della terra piuttosto che dal cielo. Un folto gruppo di uomini si dirigeva compatto, con gli arnesi da lavoro in spalla, verso una piccola ansa dove il fiume, prima di tuffarsi sottoterra, veniva quasi coperto da una formazione rocciosa; le acque si insinuavano all 'ombra del costone e poi venivano inghiottite dal suolo.
Nicolas Eymerich aveva guidato il gruppo fino al punto in cui lansa del fiume diventava visibile, ad una certa distanza da loro. Quindi, con poche secche parole aveva indicato a Fernando il dafarsi. Avrebbero recitato la Compieta solo dopo il crollo del costone, aveva aggiunto aspramente prima di voltargli la schiena e ripartire spedito verso il convento. Badate Fernando: prima del calar delle tenebre verrò a controllare i vostri progressi. Linquisitore si era girato unultima volta verso il frate guardiano, puntandolo minacciosamente con lindice. E se vi troverò a indugiare attorno ai copiosi generi di conforto che vi siete portato appresso, preparatevi veramente al peggio.
Una volta giunto al luogo indicato da Eymerich, il frate guardiano si fermò a pochi passi dalla sponda resa scivolosa dalla pioggia. "Dovete salire sopra il costone e farlo franare", disse ai braccianti che lo avevano seguito sotto la pioggia sferzante. Gli uomini, a cui Padre Fernando aveva impartito l'ordine di trovarsi nelle prime ore del mattino davanti al portone del convento senza fornire spiegazioni, parvero non comprendere il significato di quell'istruzione piuttosto singolare. "Ma... crollerà tutto!" si lamentò uno che stava interpretando il sentimento dei suoi compagni. "Non discutete e fate come vi dico. Iniziate a lavorare. Per questa notte il lavoro deve essere compiuto." Come avrebbe potuto padre Fernando spiegare qualcosa che non aveva compreso neppure lui?
Bestemmiando a denti stretti per il freddo e la pioggia, gli uomini si misero al lavoro. Fernando restò lì a guardare, in una nicchia rocciosa. Non aveva il coraggio di contravvenire alle istruzioni di Eymerich.
Novembre 2054, Scanzano Ionico. Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Al centro della grande tensostruttura, un piccolo gruppo di eleganti signore, intente a sorseggiare costoso e raro champagne OGM-free, ammirava l'abito argento e oro di Sua Eminenza cardinal Luchini, intento a discutere animatamente con un'altra personalità religiosa: l'Imam di Matera. "Credo davvero che lei stia esagerando!" Nonostante i due rappresentassero i vertici locali delle religioni con maggior numero di fedeli nella Repubblica di Lucania, l'argomento della loro discussione non aveva niente a che vedere con il divino.
"Questo impianto, cara signora, darà lavoro a centinaia di persone, e porterà ricchezza! La vostra religione barbara si oppone al progresso scientifico, lo so! Fosse per voi, vivremmo tutti nelle caverne come i vostri santoni in New Texas, eh?"
Karima contò fino a dieci. Doveva stare in quella situazione aliena ancora per un po', fino al messaggio di Peter. Aveva pensato che insinuare il dubbio in un bel po' di menti chiacchierando fosse una buona idea, ma si era scontrata quasi subito con il cardinal Luchini, che da anni combatteva un'anacronistica guerra privata contro l'Islam in generale, e lei in particolare.
"La pensi come vuole, eminenza," disse, cercando di non alterarsi più del dovuto, "solo, rifletta sulle mie parole. Questa mostruosità non è la vita di queste terre. Porterà la morte." Non rimase ad attendere la risposta di Luchini. Si fece largo tra le signore ingioiellate e sparì verso il buffet.
Anno del Signore 1365, Potenza, palazzo del Giustiziere.
Nella sala deserta il Giustiziere di Basilicata sedeva pensieroso sullo scranno dal quale ogni giorno decideva sulle colpe o sui meriti del popolo; ciò che lo rendeva così cupo non riguardava fatti e persone comuni, ma la possibilità di far trascinare davanti a sé in catene l'inquisitore Nicolas Eymerich. Non era cosa da prendere così alla leggera; l'inquisitore e le persone che lo proteggevano erano pericolose ma, dopotutto, la missiva che stringeva ancora tra le mani, recante il sigillo papale, non lasciava margini di dubbio sul volere di Urbano V.
1365. Convento dei Frati Francescani, Potenza.
Eymerich aveva fatto appena in tempo a rientrare nella sua cella e gettare il mantello grondante di pioggia lontano da sé, quando Modesto bussò alla sua porta. Gli fu aperto immediatamente. L'inquisitore rimase sulla soglia, fissandolo corrucciato.
"P-perdonate il disturbo..." iniziò il francescano.
"Che volete? Convincermi della bontà vostra e dei vostri compari? Perdete tempo, Modesto. Ho visto abbastanza. Domani stesso ripartirò per la mia sede. Informerò chi di dovere. Mi spiace solo che non vi vedrò ardere come meritate." Eymerich fece per chiudere la porta.
"No, padre, vi prego, ascoltatemi," lo implorò Modesto, afferrando la veste di Eymerich.
"Come osate toccarmi!" Modesto ritirò le mani, poi continuò: "Capisco la vostra diffidenza, ma vi prego, non giudicate frettolosamente. Quello che è accaduto l'altra notte può avervi spaventato, ma è l'effetto che fa a tutti. Vi prego, tornate stanotte, sapendo che aspettarvi. Vi renderete conto di dove sia il Male da sconfiggere. Poi potrete fare ciò che volete."
Eymerich rimase in silenzio, guardando a terra. Il suo piano procedeva a gonfie vele. Mancavano solo un paio di dettagli.
"E sia," disse infine "sappiate comunque che manderò oggi stesso una lettera al Papa, da aprirsi solo in caso di mia morte. Se dovesse accadermi qualcosa, voi e i vostri compari sareste perduti."
Modesto si inginocchiò davanti a Eymerich. "Sapevo che avreste capito, siete un formidabile uomo di fede. Passerò a chiamarvi questa notte dopo che tutti si saranno ritirati."
2054. Scanzano Ionico. Impianto della A.A. G.m.b.H.
Peter, mentre spiegava a Mordechai cosa aveva in mente, non poteva non pensare a quanto fosse stato stupido. Conosceva Wurtz dai tempi dell'università. Negli anni si erano tenuti saltuariamente in contatto. L'ultima volta si erano parlati otto mesi prima, e Wurtz gli aveva detto che stava lavorando nel sud Italia. Solo quando lo aveva visto armeggiare con un pannello di controllo pochi minuti prima si era reso conto di cosa stesse parlando Mordechai otto mesi prima. Concluse la spiegazione. "Puoi farlo, Wurtz?"
"Mein Gott, Peter, è pazzesco... Immaginavo ci fosse qualche distorsione nel bilancio energetico dellimpianto, ma questo... sembra uno di quei romanzi che leggevo da ragazzo!"
"Magari lo fosse, almeno saremmo sicuri che va tutto a finire bene."
"Ok. Ci vorrà un po' di tempo, ma possiamo farlo direttamente dalla mia postazione."
"Sul serio?"
"Controllo il raffreddamento: se l'impianto si surriscalda, si apre. Andiamo."
1365. Convento dei Frati Francescani, Potenza.
La lettera al Papa era scritta: concisa, puntuale e permeata di corrosiva lucidità. Prima di apporre il sigillo, lInquisitore si era assicurato che tra le varie considerazioni spiccassero per asprezza quelle indirizzate a Urbano V. Non aveva ovviamente intenzione di consegnare ad alcun messo quella lettera: lavrebbe recapitata lui stesso al Vicario di Cristo entro pochi giorni, ne era certo.
Eymerich si era poi diretto verso le corti interne del convento, e ora si stagliava a braccia conserte al centro del chiostro. Sapeva che Severo lavrebbe raggiunto di lì a poco, simulando un incontro casuale. Le gelide folate che si insinuavano tra le colonne e gli arbusti scheletrici lo caricavano di energia e determinazione: decise che avrebbe preceduto le mosse del giovane quanto borioso frate. Langolo della bocca gli si sollevò impercettibilmente quando vide Severo camminargli incontro con un breviario aperto in mano.
Frate Severo, non può che essere la Divina Provvidenza a farci incontrare in un momento tanto propizio. Severo annuì enfaticamente, segretamente compiaciuto per la sua scaltrezza. Sappiate che stanotte Modesto e Michele intendono celebrare un rito estremamente significativo nei pressi del lago ipogeo. Io stesso sarò presente lo sguardo puntuto di Eymerich non faceva trapelare alcuna emozione o sottinteso di sorta e fareste bene a trovare il modo di partecipare anche voi, se volete finalmente essere tenuto in maggior considerazione dai vostri confratelli. Severo non credeva alle sue orecchie: ciò che pensava di dover scoprire a fatica e ponendo innumerevoli domande a tranello, gli veniva invece offerto in un battibaleno e su un piatto dargento.
Novembre 2054, Scanzano Ionico. Inaugurazione dell'Impianto di smaltimento della A.A. G.m.b.H.
Dopo il breve e acuminato scambio di battute con quel megalite di arroganza e pregiudizi che era il cardinal Luchini, lImam si sentiva alquanto alterata. Fortunatamente, nulla trapelava dai suoi gesti misurati e armoniosi, frutto di lunghi anni di ferrea disciplina interiore. Le molte battaglie affrontate le avevano insegnato limportanza di mantenere la concentrazione focalizzata solo e soltanto sullobiettivo che intendeva raggiungere. Respira, prendi la mira, fai il vuoto e quando è il momento scocca la tua freccia. Nientaltro che il bersaglio deve starti a cuore si ripetè con labbozzo di un sorriso, mentre allungava il braccio per versarsi del succo di pregiato lampango.
Il rappresentante della Ailleurs - Anderwohin G.m.b.H. si trovava proprio di fianco a lei, poteva sentirne laroma plasticato che sempre lo avvolgeva e la risatina sincopata che accompagnava ogni sua esclamazione. Oh-ho quale onore illustrissima Signora, siamo lusingati di avere anche Lei tra i nostri pregiatissimi ospiti in questa grande, grandissima occasione. Unasciuttissima stretta di mano, permeata di falso calore, andò a completare il quadretto.
La guida spirituale ribattè con un elegante attacco frontale, moderato nei termini ma feroce nella sostanza: Il piacere è tutto mio. Sono davvero colpita dal vedere come la raffinatezza del progresso ci conduca per mano verso orizzonti sempre più vasti, degni dei più aridi e inospitali deserti. Una cinquantina danni fa le scorie radioattive avrebbero dovuto essere seppellite sotto cumuli di gesso, nelle stesse miniere da cui proviene il prezioso elemento che sempre mi accompagna - la donna estrasse dalle pieghe della veste un piccolo amuleto opalescente in forma di luna bicorne ci volevano far credere che così la loro carica distruttiva sarebbe stata neutralizzata. Che idea grossolana. Il risolino al vetriolo del rappresentante della A.A. G.m.b.H. non si era fatto attendere, polemiche e invettive non lo scalfivano minimamente. LImam lo incalzò, ormai sempre più proiettata verso il discorso che avrebbe fatto sul palco di lì a poco: Ora lorsignori vogliono addirittura convincerci di aver trovato la formula che farà scomparire le scorie definitivamente, senza lasciare traccia alcuna nellintero creato. Ma i miracoli non fanno parte della scienza, e questa è blasfemìa allo stato puro.
Stava per aggiungere dellaltro, i pensieri le affioravano a fiotti e le premeva sottolineare come temesse una contaminazione delle falde acquifere sotterranee con quel materiale corrotto e mortale. Ma in quel momento i suoi occhi incrociarono quelli del governatore, che diede unocchiata furtiva al pneumorologio e le lanciò uno sguardo carico di apprensione. Appena al di sotto, le labbra del politico si tendevano in un sorriso smagliante. Voglia scusarmi egregio, ma credo sia ora che mi avvicini al palco.
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