X: Approfitto del processo di revisione che ho cominciato stasera su input di J. per sollevare alcuni punti che potrebbero essere di comune interesse per definire l’ambientazione dei nostri racconti. L’affastellamento caotico degli spunti segue l’ordine con cui si sono presentati nel corso dell’editing. Spero che il risultato non sia troppo confusionario.
Metropolitana. Personalmente, immagino un sistema a più livelli. Abbiamo già parlato del Pendolino, il treno a vapore che collega Vittoria Mediolana a Vittoria Taurasia. Il mio racconto si svolge a Vittoria Mediolana e io immagino che qui vi siano delle linee di superficie (ho pensato a una Sopraelevata stile Chicago o New York) e linee interrate (la Sotterranea di cui parlavano anche Antonella e altri). Siamo tutti d’accordo che la Sotterranea possa ricalcare più o meno fedelmente il tracciato della metro attualmente in servizio? Tra le fermate dell’ipotetica Sopraelevata, invece, immagino Porta Romana e Corso Sempione.
Il Maglio. Nel mio racconto ci sono due agenti in azione. Li vediamo dall’esterno quindi li conosciamo solo con i nomignoli che gli sono stati affibiati da altri personaggi sulla base del loro aspetto. Sono l’Inglese, un dandy arrivato in città da poco, e l’Uomo-in-Cilindro, il suo agente di collegamento (segni distintivi: porta un monocolo; abbigliamento: “pantaloni all’americana sopra scarpe di vernice dalla punta quadrata; il pizzo dello jabot drappeggiava il petto, sotto il frac color notte; e nella destra il pomello d’oro cesellato di un bastone da passeggio“). Entrambi sono alle prese con la stessa missione: recuperare un astruso orologio da taschino che gli è stato sottratto. Questo orologio ha la particolarità di segnare l’ora in maniera da riprodurre un countdown.
Il disegno sul retro della cassa era una stupefacente fantasia gotica di ruote e di molle. Aveva sentito l’Uomo-in-Cilindro discutere dell’ora e del tempo, vantarsene con il tipo appoggiato al bastone da passeggio, lo straniero arrivato in città da poco che qualcuno conosceva come l’Inglese e altri con soprannomi diversi ma non più fantasiosi, ma Fulgenzio non aveva afferrato a quale proposito finché non l’aveva avuto tra le mani. Fermi a due passi dal suo angolo in piazzale della Ferrovia, di fronte alla Stazione Saronno-Erba, i due si erano scambiati battute il cui senso gli era sfuggito, con l’eccezione di un riferimento cristallino, capace di risplendere nell’oscurità della loro semantica sibillina. In quel momento aveva capito.
[...]
Le molle e le ruote della decorazione richiamavano lo schema del meccanismo interno, nella cui cornice era stata incisa l’iscrizione: TEMPUS FUGIT. Ma la vera peculiarità era sul quadrante, che Fulgenzio mise a nudo facendo scattare lo sportello dorato. Ne rimirò le caratteristiche con rinnovato stupore ma, come sempre, il lento moto retrogrado delle lancette lo distolse dal resto del mondo, imprigionandolo nella sua assurdità innaturale e inspiegabile.
La Scintilla. E’ un quotidiano distribuito in edizione serale. Come da tradizione, viene distribuito ai crocicchi e per strada da piccoli ”strillini”. Malgrado la reminescenza leninista, è un organo di stampa vicino alla borghesia positivista. Diciamo pure un equivalente del Corriere della Sera. Mi serviva un nome esotico e non ho trovato di meglio. Resto aperto a eventuali proposte alternative. Comunque, nell’edizione del 17 dicembre 1900 i titoli del giornale sono i seguenti:
- Presunto untore fermato a Porta Venezia! Colto a spargere la Peste Rossa nel cuore della città
- Notizie dall’Estero… Siglato l’accordo italo-francese per la spartizione dell’Africa Mediterranea
- Premio di 100.000 franchi al primo uomo che riuscirà a comunicare con un’altra stella
- il Wild West Tour di Wild Bill Hickok si appresta a far tappa all’Aerodromo Piumass
- ultime dal fronte della guerra boera.
- la delegazione giapponese in visita in Europa attesa a Vittoria Taurasia.
- Nuovi accordi diplomatici si vanno profilando sul piano internazionale tra l’Italia e l’autocrazia zarista.
La fonte, per la maggior parte delle notizie, è Wikipedia.
Innestati. Sono persone a cui sono stati impiantati congegni meccanici e protesi al vapore. Fulgenzio, uno dei protagonisti, ha un cuore alimentato al radio, incassato in una piccola fornace impiantata nel petto (più weird che steampunk, d’accordo…). Loro preferiscono chiamarsi Simbionti, in quanto sono convinti di potere instaurare un più profondo rapporto simbiontico con la Città. La gente comune invece utilizza termini dispregiativi come ”innestati” o “ibridi”.
Fazioni rivoluzionarie attive in città. Libera Associazione Idraulici, Anarchici Zen, Insurrezionalisti. La Maschera (sotto cui potrebbe nascondersi Giovanni Passannate, il primo attentatore di Umberto I, immaginando che sia riuscito a fuggire dalla sua infernale prigione a Portoferraio) è una sorta di supereroe ante-litteram, che ha ispirato l’azione decisiva di Gaetano Bresci e adesso con una comunità di ribelli anarchici e idraulici si appresta a mettere in atto un gesto clamoroso che andrà al di là della semplice dimostrazione. Si avvale del supporto del gruppo di sovversivi noti come Anonima Idraulici (A.I., I suppose…)
Archivi Generali di Stato. Immagino che siano una sorta di banca centrale delle informazioni, un nodo statale in cui vengono passate al vaglio le informazioni prima di essere archiviate e messe a disposizione del pubblico oppure secretate per volontà del governo. La sede centrale è in Corso Sempione. L’edificio esteticamente si ispira all’Ufficio Centrale di Statistica di Londra che appare ne La macchina della realtà di Gibson & Sterling.
Gli Archivi Generali di Stato sorgevano in un palazzo monumentale che sovrastava la prospettiva di Corso Sempione. Riproduceva nei particolari lo stile tecnomeccanico imposto dall’Ufficio Centrale di Statistica di Londra, con decorazioni esterne che richiamavano nella pietra l’ideale merlettatura di dati insita in un fronte d’onda impacchettato nel Dampf, così come le forme dentate degli ingranaggi da calcolo della Macchina di Burroughs.
Accanto all’ingresso principale, una lapide commemorava l’evento che aveva reso possibile l’attuale esplosione dell’Informazione Meccanizzata: la presentazione del calcolatore euristico della B. Corp. all’Esposizione Universale di Chicago. Era stato nel 1893 e Andrea V. stentava a credere che fossero trascorsi appena sette anni. Un abisso profondo sembrava separare adesso il mondo cablato dagli anni amorfi dell’epoca pre-Dampf.
Gli Archivi custodiscono anche documenti segreti, catalogati sotto diversi livelli di riservatezza (tra i più alti, il grado Moloch, “[...] solo gli agenti incaricati, il Direttore Generale [della Pubblica Sicurezza], il Ministro degli Interni e il Presidente del Consiglio ne sono a conoscenza e possono richiederne la visione“).
Direzione Generale di Pubblica Sicurezza. E’ una delle forze di polizia del Regno. Al suo vertice ha un Direttore Generale che riporta direttamente al Ministero degli Interni. Comprende una divisione speciale, il Dipartimento Affari Speciali, a cui vengono affidati incarichi segreti sensibili per la sicurezza nazionale (una sorta di servizio segreto). Abbreviazioni di uso comune: PS (per Pubblica Sicurezza) e DAS (il DAS, per “Dipartimento Affari Speciali”; i DAS, per “gli agenti del Dipartimento Affari Speciali”).
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